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Cropani, la disperazione della famiglia De Luca. Il loro racconto

di Danilo Colacino – Giorno 30 agosto il patatrac. Cede un pezzo di manto stradale in località Meliti del comune di Cropani, che più piccolo non potrebbe essere però capace di avere un effetto dirompente su una dozzina di persone a cui per fortuna non arreca alcun danno fisico ma sconvolge ugualmente la vita.

Il minicrollo, definiamolo così, ha letteralmente isolato tre nuclei familiari, segnatamente i De Luca e per l’esattezza due sorelle e un fratello con rispettivi consorti e soprattutto figli in tenera età. Gente che di colpo non può più utilizzare un mezzo di trasporto, salvo non sia in grado di farlo volare sopra alla strada distrutta (scusate l’ironia!), se non partendo – e fermandosi al rientro – da qualche chilometro di distanza dalla propria palazzina. Niente auto per andare a lavorare, dunque. E neppure per portare i bambini a scuola o, in caso di emergenza medica, per far soccorrere un congiunto o se stessi da medici e sanitari.

Una situazione insostenibile, ai limiti del farsesco, nella misura in cui i De Luca sono improvvisamente tornati ai primi del Novecento tagliando (si direbbe gergalmente) tra le campagne per rientrare a casa. Già, la casa. “Ve ne diamo subito una”, hanno detto ai malcapitati cittadini i commissari prefettizi – che da tempo ormai ‘governano il Municipio competente’ sciolto per infiltrazioni mafiose – mostrando una solerzia forse maggiore della politica in casi del genere.

Disponibilità gradita, ma ipotesi trasferimento poco praticabile per i diretti interessati che ne hanno chiaramente spiegato i motivi a noi di calabria7.it: “Non possiamo lasciare le abitazioni in cui siamo adesso. Abbiamo, ad esempio, animali domestici che per ovvie ragioni logistiche non potremmo portare con noi negli alloggi provvisori. E che dire di tutte le ‘nostre cose’, molte delle quali resterebbero nel vecchio complesso. E per giunta poco custodite. Ma non è questo ciò che più conta, perché in realtà lì c’è…la vita di ognuno di noi e lo abbiamo detto con il ‘cuore in mano’ ai Commissari durante uno dei tanti sopralluoghi effettuati durante le ultime due settimane. Le autorità preposte, dal canto loro, ci hanno parlato di Decreti di somma urgenza e interventi della Protezione Civile. Noi, però, restiamo pessimisti: i tempi, quasi sempre molto dilatati, della burocrazia non sono quelli di persone al momento disperate che hanno la responsabilità di alcuni minori da crescere al meglio e di un cardiopatico da assistere. Ebbene, ci interroghiamo su chi ci darà una mano per realizzare dei lavori che non costituiscono di certo una grande opera dai costi esorbitanti? E, a chiunque possa, chiediamo insomma di aggiustare o rifare quella piccola parte di strada, restituendoci così la bella e normale esistenza di prima”.

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