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Da Palermo a Catanzaro, Berlusconi sente Meloni e riapre il tavolo del centrodestra

A volte basta una nota per cambiare le carte in tavola. Quella che che potrebbe fare la differenza è firmata da Silvio Berlusconi, riguarda la Sicilia ma potrebbe avere ripercussioni anche a Catanzaro, uno dei capoluoghi di Regione interessati dalla tornata elettorale del prossimo 12 giugno. Il leader di Forza Italia scrive testualmente: “Sono stato da più parti chiamato a intervenire sulle candidature delle elezioni siciliane. Mi sembra che la cosa fondamentale sia essere uniti, perché uniti si vince, divisi si perde. Credo quindi che ci debba essere al più presto un incontro tra noi, Fratelli d’Italia, la Lega e le altre forze del centrodestra per individuare e decidere delle candidature condivise”. Dietro le quinte delle nota firmata dal Cavaliere ci sarebbe la mediazione di Ignazio La Russa, uno dei colonnelli di Fratelli d’Italia che avrebbe mediato per riavvicinare Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. I due si sarebbero sentiti, non c’è ancora un accordo ma le parti hanno ricominciato a dialogare e nelle prossime ore potrebbe andare in scena una conference call allargata al leader della Lega Matteo Salvini. “Un centrodestra diviso e litigioso è perdente e non serve a nessuno. I diktat e le imposizioni non aiutano”, afferma in un’intervista Licia Ronzulli, una delle parlamentari più vicine a Berlusconi. “Per questa ragione è auspicabile che, invece di alimentare schermaglie su chi farebbe o meno il bene della coalizione, si apra finalmente una nuova stagione di collaborazione e condivisione”.

Il caso Catanzaro

Per il momento la Sicilia è la priorità principale: Berlusconi chiede alla Meloni di appoggiare il candidato sindaco di Palermo di Forza Italia e della Lega e la leader di Fratelli d’Italia punta contestualmente al via libera per la ricandidatura alla presidenza della Regione di Nello Musumeci. Sul tavolo però è destinato a finire anche il caso Catanzaro dove il centrodestra è altrettanto diviso (LEGGI QUI). La Meloni ha ordinato di seguire una strada autonoma con un proprio candidato sindaco alternativo a quello di Forza Italia e Lega che hanno confermato anche nel vertice di ieri l’appoggio a Valerio Donato (LEGGI QUI). A ribadirlo una nota controfirmata dalle dodici sigle che sostengono il prof dell’Umg. Il contenuto delle linee programmatiche somiglia tanto a una virata verso destra ma non chiarisce un aspetto fondamentale: il ruolo degli assessori e dei consiglieri uscenti. Saranno ricandidati e in che misura? Faranno parte dell’eventuale giunta Donato? Nel frattempo da Arcore l’intervento di Berlusconi potrebbe riaprire i giochi anche in Calabria tant’è che la Meloni ha dato la disponibilità ad aspettare qualche giorno prima di decidere il da farsi. Anche per questo motivo è stata “congelata” qualsiasi ipotesi di candidatura, compresa quella dell’assessore regionale in carica Filippo Pietropaolo. Un’ipotesi che, tra l’altro, non sembra gradire lo stesso governatore Roberto Occhiuto il quale, in una fase delicata della sua amministrazione, dovrebbe assorbire deleghe pesanti con una serie di contraccolpi istituzionali da non trascurare. (mi.fa.)

 

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