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Dai grandi concerti al crack finanziario, l’ombra dell’autoriciclaggio nelle società di Senese

di Gabriella Passariello- Tenuta dei libri e delle scritture contabili caotiche, tali da rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio societario. Beni dolosamente distratti che si sono tradotti in più ipotesi di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale. Un buco enorme di 1.483.965,36 euro che non è sfuggito agli uomini della Sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza della Procura di Catanzaro e del Nucleo di polizia economico-finanziaria del capoluogo che stamattina hanno notificato tre misure cautelari vergate dal gip Chiara Esposito, di cui una agli arresti domiciliari nei confronti del noto promoter Maurizio Senese e due interdittive per i figli, Edi ed Andrea (LEGGI QUI). Per questi ultimi è stato negato l’esercizio dell’ufficio direttivo delle persone giuridiche, per la durata di dodici mesi, “con espresso divieto di assumere il ruolo di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché ogni altro ufficio con potere di rappresentanza della persona giuridica o dell’imprenditore”.

Le ipotesi di accusa

La Procura contesta agli indagati i reati di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta materiale e documentale e l’autoriciclaggio. Un’indagine avviata dalla Finanza in seguito al fallimento della ditta individuale “Esse Emme di Senese Maurizio”, operante nel settore dell’organizzazione di spettacoli musicali, dichiarata fallita nel 2017, fallimento al quale sono seguiti i crack finanziari nel 2019 delle società “Esse Emme Musica srl” ed “Esse Musica Group srls” di cui l’agente Maurizio Senese risulta essere amministratore di fatto, mentre i figli amministratori di diritto.

La Procura chiede l’arresto per padre e figli

Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Francesco Bordonali aveva chiesto per tutti e tre (difesi dall’avvocato Wanda Bitonte) gli arresti domiciliari, sul presupposto che padre e figli si sarebbero associati per commettere più reati di bancarotta, sottolineando che dalla ditta individuale Esse Emme di Senese Maurizio e dalle società Esse Emme Musica Group srls e Esse Emme Musica srl sarebbe stata distratta l’intera azienda, comprensiva oltre che dei singoli beni e rapporti giuridici anche dell’avviamento. L’azienda sarebbe stata interamente trasferita senza alcun corrispettivo alla società Ticket Service Calabria srls che ha sede a Catanzaro.

“Non solo bancarotta, ma anche autoriciclaggio”

Un’operazione questa, a detta della Procura, che oltre a costituire bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, configura il reato di autoriciclaggio: “coloro che hanno commesso il delitto hanno trasferito il bene in modo da ostacolarne concretamente l’identificazione della provenienza delittuosa”. E il magistrato aveva anche fatto richiesta di sequestro preventivo diretto della società Ticket Service Calabria essendo l’azienda distratta dalla ditta individuale Esse Emme di Senese Maurizio e dalle società “Esse Emme Musica Group S.r.l.s.” e “Esse Emme Musica S.r.l.”, profitto del reato di bancarotta fraudolenta per distrazione:singoli beni, rapporti giuridici e avviamento delle fallite all inclusive. Un sequestro preventivo per equivalente di tutti i beni degli indagati, quello richiesto dal magistrato, fino al raggiungimento del valore di euro 1.483.965,36, costituente l’importo dell’intero danno provocato ai creditori dai fallimenti delle società del gruppo Senese.

Per il gip non c’è il reato di associazione

Ma per il gip gli elementi investigativi raccolti non sono idonei per la configurazione del reato associativo né per concedere un sequestro ultra milionario. Secondo quanto dichiarato dal curatore dei fallimenti il deus ex machina di tutte le operazioni sembra essere proprio Maurizio Senese, il quale anche dopo la dichiarazione di fallimento della sua ditta individuale, avrebbe continuato ad esporre il suo marchio sui manifesti degli eventi organizzati dalle società, delle quali erano legali rappresentanti i figli Andrea ed Edi. Questo ultimo in sede pre fallimentare, in qualità di legale rappresentante della società Esse Emme Musica srl, ha dichiarato “… dell’amministrazione e gestione della società se ne è occupato mio padre”, versione confermata dal padre  nello stesso verbale di udienza. Dall’esame delle scritture contabili e dai conti correnti bancari delle società fallite poi si evincono numerose operazioni di rilevante importo tra le società fallite ed anche tra queste ultime e la Ticket service Calabria srls, le quali, tuttavia, non sono state ritenute idonee a far ravvisare situazioni giuridicamente rilevanti per configurare un vincolo associativo stabile, riconducibile ad un gruppo organizzato.

Negato sequestro ultra milionario e la Procura fa appello

Non risulta provato, per il gip firmatario dell’ordinanza, che ciascuno degli indagati nel proprio ruolo agisse nell’interesse del gruppo con modalità tali da concretizzarsi in un’associazione criminosa.  “E’ indubbio che le somme di denaro delle società fallite, oggetto di distrazione -scrive il giudice- costituiscano il profitto del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, ma il profitto confiscabile deve essere individuato nell’importo distratto dagli indagati mediante le rispettive condotte di bancarotta fraudolenta patrimoniale”,  che si traducono in un sequestro per complessivi 640mila euro. Una decisione questa su cui la Procura sta valutando di proporre appello.

© Riproduzione riservata.

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