Dal dissesto idrogeologico all’erosione costiera, sul litorale vibonese e reggino incombe il rischio catastrofe

Sesta "puntata" di uno stato di abbandono da far paura. Questa volta abbiamo acceso i riflettori sul tratto costiero compreso tra Zambrone e Villa San Giovanni
dissesto idrogeologico

Sesta “puntata” di uno stato di abbandono da far paura. Lo squallore di molti tratti degli 800 chilometri di costa calabrese si vede soprattutto nel periodo invernale quando sulle spiagge non ci sono i bagnanti e diminuiscono i controlli da parte della Capitaneria di porto e più in generale delle altre forze di polizia. 

In questa “puntata” abbiamo acceso i riflettori sul tratto costiero compreso tra Zambrone (Vibo Valentia) e Villa San Giovanni (Reggio Calabria) passando per i borghi più belli d’Italia Tropea e Scilla. In questo “tour turistico” forzato abbiamo potuto toccare con mano il danno irreparabile che provocano all’ambiente i “fossi” che trascinano a mare inquinanti di ogni tipo. Le centinaia di fiumare che sfociano nel Basso Tirreno “vomitano”, soprattutto, liquami fognari e i veleni di decine di Aziende che operano fuori dalle normative vigenti in materia di inquinamento e salvaguardia dell’ambiente. 

In questa “puntata” abbiamo acceso i riflettori sul tratto costiero compreso tra Zambrone (Vibo Valentia) e Villa San Giovanni (Reggio Calabria) passando per i borghi più belli d’Italia Tropea e Scilla. In questo “tour turistico” forzato abbiamo potuto toccare con mano il danno irreparabile che provocano all’ambiente i “fossi” che trascinano a mare inquinanti di ogni tipo. Le centinaia di fiumare che sfociano nel Basso Tirreno “vomitano”, soprattutto, liquami fognari e i veleni di decine di Aziende che operano fuori dalle normative vigenti in materia di inquinamento e salvaguardia dell’ambiente. 

Il disastro che nessuno vuol vedere è quello provocato giornalmente dal fiume Mesima. Un “mostro” incontenibile che ogni giorno trascina in mare nel tratto di costa Nicotera-Rosarno tonnellate di materiale alto inquinante. Purtroppo nessuno fa veramente niente per cambiare l’attuale stato di cose. Dico nessuno perché ho toccato con mano la devastazione ambientale che sta arrecando all’incantevole borgo di Nicotera che ha un litorale unico al mondo.

La situazione sulla Costa degli Dei

Torniamo qualche chilometro indietro per parlare di Zambrone, Parghelia, Tropea e Ricadi. Peccato che la politica sta perdendo tempo prezioso per fermare l’erosione costiera che sta divorando alcune delle spiagge più belle al mondo. A rischio soprattutto la spiaggia Michelino (Parghelia) che è stata inserita tra le dieci più belle al mondo. Non stanno meglio quella di  Tropea e Ricadi che si stanno assottigliando di anno in anno. A questa minaccia inarrestabile si aggiunge quella rappresentata dai torrenti che ogni giorno “consegnano” il loro carico di veleno ad un mare sempre più a rischio inquinamento.

Tropea merita un discorso a parte per il dissesto idrogeologico in cui si trovano la Rupe e lo scoglio della Madonna dell’isola. Se la Regione non si sveglia dal suo secolare torpore c’è il serio rischio di perdere queste meraviglie paesaggistiche che appartengono a tutta l’umanità.

La Costa Viola

Dopo aver lanciato l’allarme che corrono le tre “perle” della Costa degli Dei occorre soffermarsi sulla “Costa Viola“ minacciata dal dissesto idrogeologico, dal l’erosione costiera e dall’inquinamento fognario per le fiumare che sfociano a mare e per il cattivo funzionamento di depuratori e stazioni di sollevamento che andrebbero decisamente potenziati. 

Palmi, Bagnara, Scilla e Villa San Giovanni ogni anno rischiano di essere sommerse dalle acque piovane. Il loro territorio da decenni è sottoposto ad un lento e inesorabile dissesto idrogeologico reso ancora più accentuato dall’ erosione . Un nemico non più invisibile. I progetti di messa in sicurezza di tutta questa fascia costiera di cui parla la Regione restano sulla carta. Forse la governance regionale ha dimenticato le alluvioni degli anni scorsi. Forse per intervenire e mettere in sicurezza questi territori si aspettano le catastrofi con decine di morti. Meglio prevenire che curare. Sarebbe un altro disastro gravissimo rivedere Scilla sommersa da acqua e fango. La popolazione aspetta che la politica si muova celermente per dormire sonni tranquilli. Il rischio catastrofe è sempre dietro l’angolo.

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