Dal programma “Metro Plus”, oltre 7,5 milioni per Catanzaro: supporto per la popolazione più debole

Tra i progetti da sviluppare con le risorse, un nido per bambini da 0-6 anni, una struttura protetta per neonati, un centro antiviolenza e altri
giornate dipendenti catanzaro

Oltre 7,5 milioni di euro le risorse che il programma nazionale “METRO Plus e città medie Sud” 2021-2027 destina al capoluogo di regione, dopo che Catanzaro è stata identificata come beneficiaria del programma sulla base della graduatoria ottenuta in ragione della dimensione demografica e dei valori del cosiddetto indice IDS, che misura il fabbisogno di azioni di contrasto al disagio socio economico. Per l’utilizzo delle risorse disponibili, la giunta presieduta dal sindaco Nicola Fiorita, ha approvato, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Giusi Pino, le schede progetto da trasmettere al dipartimento per le Politiche di coesione e per il Sud presso la Presidenza del consiglio dei ministri, che dovrà vagliarle e approvarle prima del passaggio alla fase operativa.

Commentando il deliberato di giunta, l’assessore Pino ha parlato “di un programma di grande valenza sociale, una strategia condivisa con il partenariato sociale con lo scopo di includere le fasce più deboli della società offrendo loro strumenti e opportunità che oggi non ci sono. Giusto per fare qualche esempio e rinviando l’illustrazione puntuale e completa del programma a dopo l’approvazione da parte del governo centrale – ha detto ancora l’assessore – abbiamo immaginato a un nido per bambini da 0 a 6 anni da mettere a disposizione delle mamme meno abbienti; abbiamo pensato di scongiurare il pericolo di abbandono dei neonati creando una struttura protetta pronta ad accoglierli; creeremo un ambulatorio sociale in collaborazione con il personale medico specialistico disponibile per andare incontro a quelle fasce di popolazione oggi costrette, purtroppo, a rinunciare alle cure; ci doteremo di un centro per l’accoglienza per le donne vittime di violenza rispettoso della Convenzione di Istanbul, la cui assenza in città, oggi ci costringe a soluzioni di ripiego che talvolta non consentono di garantire condizioni ottimali di riservatezza; attueremo una serie di azioni mirate per contrastare la povertà educativa e scongiurare il rischio di emarginazione per i bambini Rom, Sinti e Caminanti. Insomma – ha concluso Giusi Pino – questi pochi esempi di tutto ciò che è stato programmato credo rendano l’idea della portata di una strategia che è globale e fuori da ogni logica di interventi spot. Il supporto alle fasce deboli non può che avere, da parte delle istituzioni, questo tipo di approccio e noi intendiamo perseguirlo per ottenere risultati che la città attende da troppo tempo”.

Commentando il deliberato di giunta, l’assessore Pino ha parlato “di un programma di grande valenza sociale, una strategia condivisa con il partenariato sociale con lo scopo di includere le fasce più deboli della società offrendo loro strumenti e opportunità che oggi non ci sono. Giusto per fare qualche esempio e rinviando l’illustrazione puntuale e completa del programma a dopo l’approvazione da parte del governo centrale – ha detto ancora l’assessore – abbiamo immaginato a un nido per bambini da 0 a 6 anni da mettere a disposizione delle mamme meno abbienti; abbiamo pensato di scongiurare il pericolo di abbandono dei neonati creando una struttura protetta pronta ad accoglierli; creeremo un ambulatorio sociale in collaborazione con il personale medico specialistico disponibile per andare incontro a quelle fasce di popolazione oggi costrette, purtroppo, a rinunciare alle cure; ci doteremo di un centro per l’accoglienza per le donne vittime di violenza rispettoso della Convenzione di Istanbul, la cui assenza in città, oggi ci costringe a soluzioni di ripiego che talvolta non consentono di garantire condizioni ottimali di riservatezza; attueremo una serie di azioni mirate per contrastare la povertà educativa e scongiurare il rischio di emarginazione per i bambini Rom, Sinti e Caminanti. Insomma – ha concluso Giusi Pino – questi pochi esempi di tutto ciò che è stato programmato credo rendano l’idea della portata di una strategia che è globale e fuori da ogni logica di interventi spot. Il supporto alle fasce deboli non può che avere, da parte delle istituzioni, questo tipo di approccio e noi intendiamo perseguirlo per ottenere risultati che la città attende da troppo tempo”.

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