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Dalla lotta ai clan alle indagini sulla Pa, il giorno di Dominijanni neo procuratore generale di Reggio

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Si è insediato il neo procuratore generale della Corte di appello di Reggio Calabria
Gerardo Dominijanni, nominato il 15 settembre scorso dal Consiglio superiore della
magistratura. Dominijanni, che fino a qualche mese fa ricopriva il ruolo di procuratore aggiunto, in qualità di vicario dal procuratore capo Giovanni Bombardieri, subentra nel prestigioso incarico a Bernardo Petralia, nominato capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap).

“La magistratura sta attraversando un periodo difficile”

Durante la cerimonia d’insediamento a cui ha presenziato il presidente della Corte d’appello, Luciano Gerardis, Dominijanni ha affermato di sentire il peso di questa responsabiltà: “Spero di fare qualcosa per questo distretto e conto sull’aiuto del presidente della Corte d’appello e di tutti i colleghi. La magistratura del nostro Paese sta attraversando un momento difficile. Sono certo che riusciremo a dare un contributo agli uffici giudiziari di Reggio Calabria. La Procura generale deve essere intesa non come un ufficio gerarchico, ma come servente rispetto a tutti gli altri. Ed è questo che mi impegnerò a fare”. Alla cerimonia erano presenti molti magistrati, cancellieri, ufficiali di pg non solo del distretto di Reggio Calabria ma anche di quello di Catanzaro, dove Dominijanni è stato sostituto procuratore della Repubblica, per anni impegnato a contrastare la ‘ndrangheta e i colletti bianchi.

Il magistrato dalla schiena dritta

Un magistrato con la schiena dritta, bersaglio di diverse minacce. Le cosche di Guardavalle e Lamezia, quando Dominijanni era pm della Dda del capoluogo calabrese, si sarebbero persino federate per farlo saltare in aria durante i suoi spostamenti. Risalgono al 2009 le rivelazioni scioccanti fatte dal pentito Angotti , sposato con una sorella dei Notarianni, considerati vicini alla famiglia Giampà. Dichiarazioni che non sarebbero state però considerate attendibili dalle autorità, tanto che non gli era stata assegnata nemmeno una scorta. Ma lui in udienza ci andava lo stesso anche senza angelo custode e le pene che chiedeva al termine della requisitoria erano molto severe.

Le inchieste contro la ‘ndrangheta e i colletti bianchi

E’ stato il primo magistrato della Dda di Catanzaro a chiedere condanne esemplari in molti processi relative a tante inchieste, troppe per essere elencate. Un anno prima, nel 2008 le cosche avrebbero voluto colpirlo con l’esplosivo durante uno dei suoi spostamenti verso Roccella: sapevano tutto di lui, avevano studiato il percorso che quotidianamente il pubblico ministero faceva da Roccella, luogo in cui vive, al capoluogo calabrese. Innumerevoli i fascicoli scottanti di cui si è occupato nel settore della Pubblica amministrazione, dando filo da torcere ad ex presidenti del Consiglio regionale, sindaci, consiglieri e dirigenti della Pubblica amministrazione.

“Dobbiamo supportare gli altri uffici giudiziari”

Un magistrato, che amava poco delegare le sue indagini, nel senso che lui le inchieste le doveva verificare personalmente sul campo, a caccia di riscontri, senza attendere semplicemente le carte dietro la scrivania e senza limitarsi a firmarle. “In questo momento per me – ha aggiunto Dominijanni – c’è molta emozione. Ricordo con piacere tanti colleghi, i procuratori  di Catanzaro e Reggio Calabria Nicola Gratteri e Giovanni Bombardieri, ed i giudici della Corte d’assise d’appello di Reggio Giuliana Campagna e Bruno Muscolo. Tutte persone che sono entrate con me in magistratura e che adesso mi ritrovo qui”. Dominijanni, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia d’insediamento, ha sottolineato l’importanza della collaborazione che il suo ufficio dovrà avere con gli altri uffici giudiziari e la “continuita” con l’ottimo lavoro fatto dai precedenti procuratori generali di Reggio Calabria. Noi dobbiamo dare ausilio – ha concluso il neo procuratore- agli altri uffici giudiziari e supportarli. Questo è il nostro compito”. (g. p.)

 

 

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