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Dalla Regione arrivano i fondi per bonus spesa ai bisognosi del Cosentino

Regionali 2021

di Francesco Cangemi – Arriva dalla Regione Calabria una boccata d’ossigeno per le famiglie in difficoltà del cosentino.

Il Dipartimento Lavoro, formazione e politiche sociali, con il decreto dirigenziale numero 6040, ha messo in atto la delibera di Giunta numero 44 che «approva e disciplina le misure per il sostegno e la solidarietà alimentare in favore di nuclei familiari in difficoltà e per l’inclusione sociale anche temporanea, dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19».

Dei 10 milioni previsti dal pacchetto di provvedimenti che la Santelli ha battezzato “Riparti Calabria”, in provincia di Cosenza arriveranno 3.630.843,04.

Il bonus, come ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Gianluca Gallo, servirà «a soddisfare i bisogni più urgenti ed essenziali dei nuclei familiari in stato di necessità, con priorità accordata ai soggetti (residenti in Calabria) non già beneficiari di sostegno pubblico, per garantire il diritto al sostentamento alimentare alla platea più ampia possibile di cittadini segnati dalle conseguenze della pandemia. In quest’ottica, mezzo milione d’euro sarà riservato per l’erogazione di buoni spesa in favore di famiglie al cui interno vi sia la presenza di persona con disabilità».

Il decreto dirigenziale, emanato il 3 giugno, può essere adottato ora dai Comuni «entro 15 giorni dalla pubblicazione dell’atto, i Comuni interessati all’ assegnazione delle risorse possono aderire mediante sottoscrizione della Convenzione per via telematica, mentre la ripartizione e l’assegnazione delle risorse ai Comuni avverrà sulla base dei criteri stabiliti nell’ ordinanza del Capo del dipartimento della Protezione civile n.658 del 29 marzo 2020, tenuto conto del numero dei Comuni aderenti».

Come funziona il bonus?

Il buono spesa è da intendere come una tantum e varia a seconda dei componenti del nucleo familiare: 100 euro per i nuclei composti da singola persona; 200 per due persone; per tre persone sono previste 300 euro; 400 per quelli formati da quattro persone e 500 per chi ha una famiglia formata da 5 o più persone.

50 euro in più se i nuclei familiari comprendono un minore di età che va da 0 a 3 anni. L’assessore Gallo ha spiegato che «La priorità sarà accordata alle famiglie che non abbiano beneficiato di sostegno pubblico o che comunque nel periodo di lockdown, tra il 9 marzo ed il 3 maggio scorsi, abbiano percepito tali aiuti o altri redditi in misura non superiore alla cifra di 780 euro. In seconda battuta, compatibilmente con le risorse disponibili, si provvederà ad assicurare i buoni anche a famiglie o persone comunque in stato di bisogno, in base all’Isee».

I soldi ed i Comuni

La provincia di Cosenza, la più popolosa della Calabria e seconda del Sud italia con i suoi 702.437 abitanti censiti dai dati Istat del 2019, riceverà oltre 3milioni e seicentomila euro da dividere per i suoi 150 Comuni. La città che riceverà il maggior numero di fondi non sarà il capoluogo Cosenza ma bensì Corigliano Rossano. Alla città dei Bruzi arriveranno 310.193,36 euro mentre alla nuova città unica jonica 406.880,07. Seguono Rende con 158.457,36 euro; Castrovillari con 110.361,07; poi Montalto Uffugo a cui vanno 107.502,43 euro seguito da Acri con 103.645,84 euro. Settima per fondi ricevuti da mettere a disposizione per i cittadini che ne necessitano è Cassano allo Ionio a cui arriveranno 99.974,27; poi si sale in Sila a San Giovanni in Fiore a cui andranno fondi per 87.585,68 euro. C

Chiudono la top 10 due città del Tirreno: Paola con 76.350,20 euro e Amantea con 72.220,45 (In basso l’elenco completo con tutti i finanziamenti ai Comuni scaricabile in pdf). Il Comune che riceverà meno fondi (il calcolo si basa sulla popolazione), sarà Carpanzano con 1.120,10 euro da destinare ai più bisognosi dei suoi 232 abitanti. All’area urbana di Cosenza (considerando la città capoluogo, Rende, Montalto Uffugo e Castrolibero a cui sono stati assegnati 44.920,28 euro), vanno fondi complessivi per 621.073,43 euro.

Ora spetterà ai Comuni essere celeri e individuare tutti i nuclei familiari bisognosi.

 

 

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