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Dati alle fiamme i mezzi al lavoro nei cantieri della statale 106

Nell’alto jonio cosentino sono finiti avvolti dalle fiamme alcuni mezzi di un impianto di lavorazione impegnato nella costruzione del nuovo tratto della Statale 106. L’ultimo incendio in ordine cronologico è avvenuto ieri sera a Cassano, attorno alle 22:00, ed ha interessato due betoniere ed una pompa. I mezzi sono stati completamente distrutti dalle fiamme, ed il danno ammonta ad oltre mezzo milione di euro. Sul posto sono intervenuti, oltre ai Vigili del Fuoco, anche i carabinieri per i rilievi del caso. Al momento, sembra certo l’incendio doloso, avvenuto all’interno di un cantiere che era tuttavia sorvegliato.

Tutelare le aziende

“Ancora un incendio nel cantiere del terzo megalotto della Strada statale 106. Senza volerci soffermare sulla matrice del gesto, sulle cui dinamiche siamo sicuri che le istituzioni competenti faranno chiarezza, – afferma in una nota Maria Elena Senese segretario generale FenealUil Calabria – non possiamo che alzare forte la nostra voce di protesta, il nostro grido di allarme. Chiediamo maggiore presenza da parte delle istituzioni tutte! In territori a così alto rischio di criminalità, infatti, siamo convinti sia necessario che lo Stato, attraverso gli organi territoriali preposti, intervenga per garantire la sicurezza e per tutelare le aziende impegnate nella realizzazione di una delle opere più strategiche per lo sviluppo non solo della Calabria ma di tutto il Mezzogiorno. Non compiere questa azione di tutela sarebbe un grave errore che metterebbe a rischio non solo la tenuta delle imprese impegnate nei cantieri ma anche quella economica e sociale di un territorio da sempre a rischio. Ci vuole maggiore presenza dello Stato se vogliamo garantire la continuità dei grandi cantieri edili, affinché non rimangano in Calabria altre eterne incompiute”.

Solidarietà e sgomento

Il Consiglio Direttivo dell’’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” intendere esprimere solidarietà e sgomento. Solidarietà alle ditte Laino di Trebisacce e P&P Srl, ditte coinvolte nei lavori per la realizzazione del Megalotto 3 che sono state colpite, rispettivamente, lo scorso 17 maggio e la scorsa notte da atti incendiari. Si tratta di gesti deprecabili di “piccola” criminalità che condanniamo fermamente nella viva speranza che le Forze dell’Ordine riescano ad identificare e consegnare gli autori al più presto alla giustizia. Sgomento, invece, siamo costretti ad esprimerlo, per l’accostamento tra questi accadimenti e, addirittura, la ‘Ndrangheta. Quest’ultima, infatti, agisce a livelli più alti. Continuiamo ormai da mesi a chiederci se vi sono dei ritardi sui cantieri del 3° Megalotto. Lo abbiamo fatto formalmente chiedendo all’Anas Spa più volte il cronoprogramma dei lavori che, ad oggi, non abbiamo mai ricevuto. Nel mentre sulla stampa viene ripetutamente detto che l’opera sarà consegnata ad agosto 2026 nel rispetto dei tempi stabiliti noi continuiamo a chiederci perché non riceviamo le carte formalmente richieste che comprovano tali pubbliche dichiarazioni”.

Ritardi

Gli attivisti di Basta Vittime sulls statale 106 denunciano quanto i ritardi – che per noi sono evidenti – sulla realizzazione dell’Opera incideranno sui costi e, quindi, se vi saranno ulteriori aumenti sui 1.335 milioni di euro previsti. Infine, ci chiediamo come mai sono letteralmente spariti degli svincoli dal progetto del Megalotto 3 e, soprattutto, come sia possibile che al venir meno di questi svincoli previsti che ora non ci sono più il costo dell’Opera sia addirittura rimasto invariato visto che sarebbe dovuto diminuire. Colpisce che sindacati e politica rispetto a questi temi non solo non invocano interventi dalla Prefettura ma, come se non bastasse, tacciono. Non dicono neanche una parola. Il Consiglio Direttivo dell’’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” continuerà senza sosta a rivendicare il diritto di poter avere una buona opera realizzata bene e, quindi, sicura, nei tempi giusti e, soprattutto, nel rispetto assoluto della spesa prevista senza incredibili aumenti a cui siamo storicamente abituati in Calabria ogni qual volta si realizza una infrastruttura d’interesse strategico nazionale.

 

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