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Davide Ferreiro pestato in Calabria, il fratello: “Non è più vita senza di lui”

davide ferreiro

“Ogni giorno alle due e mezza, cascasse il mondo, con la mia famiglia abbiamo questo appuntamento drammatico per andare da mio fratello in coma irreversibile al decimo piano dell’Ospedale Maggiore, in Rianimazione. È un reparto terribile, perché si muore. Io gli parlo, lo abbraccio, guardiamo insieme le partite del Bologna, gli descrivo le azioni e ascoltiamo musica. Tutto questo sperando che magari, chissà, una parte del suo cervello possa innescare un meccanismo di ricordo per qualcosina di piacevole. C’è sempre la speranza che prima o poi possa svegliarsi, però direi una bugia se non dicessi che un po’ l’abbiamo persa”. Così Alessandro Ferreiro, fratello di Davide, il giovane bolognese brutalmente pestato l’11 agosto 2022 a Crotone per uno scambio di persona. Attualmente, il 31enne Nicolò Passalacqua si trova in carcere con l’accusa di tentato omicidio, mentre altre due persone, Andrej Gaju e Anna Perugino, dovranno rispondere di concorso anomalo in tentato omicidio.

Il vero obiettivo del gruppo

La donna, 41 anni, è la madre di una giovanissima, allora diciassettenne, coinvolta nella vicenda. La giovane ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, tutto è nato per una sorta di spedizione punitiva nei confronti di un altro ragazzo, vero obiettivo del gruppo per via di alcuni messaggi inviata alla ragazzina in chat, ma la Procura di Crotone ha chiesto per lui l’archiviazione, nonostante sarebbe stato proprio lui a indicare Davide, che con tutto questo non c’entrava nulla, una volta fiutato il pericolo. I legali della famiglia Ferrerio hanno impugnato questa richieste. “Se ne poteva andare, se ne doveva andare”, sottolinea Alessandro in una intervista rilasciata a Fanpage.it. “Invece ha fatto la mossa più meschina, più subdola. E a Davide la vita è stata distrutta per sempre”.

“Ci siamo annullati come famiglia”

“Ci siamo annullati come famiglia, completamente”, prosegue il fratello del giovane vittima dell’aggressione. Davide sopravvive tramite un respiratore e i medici hanno detto che il suo destino è segnato. A fine mese sarà trasportato in una struttura per lungodegenti”. Non solo. Quasi in concomitanza nella città calabrese dovrebbe tenersi l’udienza preliminare per gli indagati, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio. “Sarà molto difficile vedere in faccia gli aguzzini di mio fratello” ammette Alessandro, che continua: “Sei mesi sono tanti. Tutti ci dicono che c’è gente che si sveglia anche dopo due o tre anni, ma come? Se dovesse svegliarsi l’unica cosa che potrebbe fare è muovere solo gli occhi. È tutto troppo difficile. Tutto troppo ingiusto, non è vita. Noi non viviamo senza Davide”.

“Non può essere vero”

L’auspicio è che, quanto prima, si possa avere giustizia, ma Alessandro ci spera poco, “perché – ha raccontato ancora a Fanpage.it – non ci vuole un grande avvocato penalista per capire che tentato omicidio è diverso dall’omicidio. Tutte le mattine, prosegue, mi dico sempre che non può essere vero che mio fratello non è nella sua stanza, nel suo letto. Invece è vero perché questo soggetto ha deciso di stroncargli la vita per un “sei bellissima” che Davide non ha neanche scritto”. Un ragazzo che il fratello descrive “pieno di aspettative, di sogni, tifosissimo del Bologna, sportivo a 360 gradi. Un ragazzo buono, di buon animo, di valori, al contrario del criminale che lo ha distrutto. Sono tutti criminali, devono pagare”.

I messaggi ai familiari

Gli unici messaggi arrivati dai familiari della persona accusata dell’aggressione, racconta ancora Alessandro, sarebbero stati quelli di una cugina che ha descritto Nicolò come un bravo ragazzo. “Ma se fosse stata allora una cattiva persona quella sera cosa avrebbe fatto? Sarebbe andato direttamente con una pistola e lo avrebbe sparato alle spalle?”

Ringraziando a nome di tutta la sua famiglia i tanti che hanno dimostrato la propria vicinanza dopo l’assurda aggressione (compreso Sinisa Mihajlović con un video, “e speriamo che da lassù possa aiutare Davide”), Alessandro Ferrerio conclude: “Ci hanno fatto sentire meno soli, ma vi assicuro che in un dramma simile ci si sente comunque molto soli. Perché purtroppo è di chi lo vive. E io ho tanta paura per il futuro di mio fratello e della mia famiglia”.

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