Davide Ferrerio in coma dopo pestaggio a Crotone, i 3 indagati rischiano il processo

Il 20nne bolognese non conosceva il suo aggressore e quella sera si trovava su via Vittorio Veneto in attesa di un suo amico con cui si sarebbe dovuto recare in pizzeria
Davide Ferrerio Crotone

Rischiano di finire a processo le tre persone coinvolte nel procedimento principale scaturito dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Crotone sull’aggressione che, lo scorso 11 agosto, ridusse in fin di vita il 20enne bolognese, Davide Ferrerio, mentre si trovava in vacanza nel territorio pitagorico. Il giovane lotta tuttora tra la vita e la morte dopo il pestaggio subito a Crotone. Il pubblico ministero della Procura locale ha infatti chiesto che i tre – Nicolò Passalacqua, Anna Perugino e Andrej Gaju – debbano finire alla sbarra.

Nicolò Passalacqua dovrà rispondere di tentato omicidio pluriaggravato e di aver portato un oggetto contundente utilizzato per l’aggressione. Anna Perugino e Andrej Gaju sono accusati invece di concorso anomalo in tentato omicidio per aver contribuito a causare “un reato diverso da quello voluto”; accusa mossa dalla Procura dei minori di Catanzaro anche nei confronti della 17enne attualmente ristretta in una casa famiglia. L’accusa anche per lei è di concorso anomalo in tentato omicidio.

Nicolò Passalacqua dovrà rispondere di tentato omicidio pluriaggravato e di aver portato un oggetto contundente utilizzato per l’aggressione. Anna Perugino e Andrej Gaju sono accusati invece di concorso anomalo in tentato omicidio per aver contribuito a causare “un reato diverso da quello voluto”; accusa mossa dalla Procura dei minori di Catanzaro anche nei confronti della 17enne attualmente ristretta in una casa famiglia. L’accusa anche per lei è di concorso anomalo in tentato omicidio.

La vicenda

Davide Ferrerio non conosceva il suo aggressore e quella sera si trovava su via Vittorio Veneto, nei pressi del Palazzo di Giustizia, attendendo un suo amico con il quale si sarebbe dovuto recare in pizzeria. Nicolò Passalacqua, invece, secondo la Questura, si trovava sul posto insieme a due suoi parenti, a una ragazza minorenne, alla madre di quest’ultima, al compagno e a un altro figlio della coppia. Passalacqua – che era interessato alla minorenne – avrebbe dovuto spalleggiare la ragazza all’incontro che la stessa aveva fissato con un giovane trentunenne residente in provincia.

La minorenne, infatti, nei giorni precedenti, era stata contattata tramite Instagram da un account con un nome di fantasia (che poi si accertava essere in uso al trentunenne). Tra i due c’era stata una breve conversazione, all’esito della quale il giovane aveva chiesto di incontrare la ragazza, la quale – su indicazione della madre – aveva fissato appuntamento dapprima per le 20.30 nei pressi di un supermercato in zona Farina, poi spostato nei pressi del Palazzo di Giustizia alle 21.00. La finalità dell’incontro era quella di scoprire l’identità del corteggiatore.

Pertanto, il gruppo di persone si è diretto verso il Palazzo di Giustizia e il trentunenne, affrontato dalla madre della minorenne, negava d’essere in attesa dell’appuntamento e mentre si allontanava, per sviare la comitiva – che nel frattempo si era riunita e continuava a cercare il soggetto con cui l’incontro era fissato -, avrebbe scritto sull’account Instagram della ragazza di essere appena arrivato e di indossare una camicia bianca (mentre in realtà aveva una maglietta azzurra).

Scambio di persona

La ragazza ha letto il messaggio ad alta voce e Nicolò Passalacqua, appreso il particolare, ha iniziato a guardarsi intorno cercando un giovane che rispondesse a quella caratteristica, individuando Davide Ferrerio, che indossava proprio una camicia bianca e che, ignaro di tutto, stava aspettando il suo amico per cenare assieme.

Dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza acquisite, infatti, si nota Passalacqua avvicinarsi a Davide Ferrerio per chiedergli se fosse lui la persona che aveva dato appuntamento alla sua amica. A quel punto Davide, all’oscuro di tutto, verosimilmente impaurito dalla singolare richiesta, si è allontanato dal luogo, dapprima camminando velocemente e poi correndo in direzione della casa di sua nonna di cui era ospite. Passalacqua, interpretando quell’atteggiamento come una conferma, avrebbe poi rincorso Davide Ferrerio, lo ha raggiunto poche centinaia di metri più avanti e lo ha colpito con una ginocchiata allo sterno e almeno due pugni in volto.

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