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De Magistris chiude la campagna attaccando i competitors. E su Tansi: “Un grande ‘tortaro'”

“Questa campagna elettorale mi ha insegnato tanto. Abbiamo cominciato dai paesi abbandonati e ho ascoltato migliaia e migliaia di persone. C’è una Calabria assetata di giustizia, molte persone mi hanno chiesto cose apparentemente semplici. E noi, una volta al potere, ci impegneremo a realizzarle”. E’ quanto afferma Luigi de Magistris, candidato alla presidenza della Regione Calabria, nel comizio di chiusura della campagna elettorale a Catanzaro. “Mi fa piacere chiudere la campagna elettorale in questa città, dove ho vissuto per 10 anni buttando sangue nell’ufficio alle mie spalle”. Poi un riferimento al suo candidato Mimmo Lucano, ormai ‘impresentabile’: “Ieri sono rimasto turbato dalla condanna senza precedenti a un uomo semplice, che aveva bloccato la desertificazione di un’area interna, perché ho pensato a tutta quella gente che ha rovinato questa regione ed è rimasta impunita”.

L’attacco ai suoi competitors

“Dobbiamo interrompere la fuga di giovani dalla Calabria, il lavoro è un diritto ma in campagna elettorale c’era gente che andava negli uffici promettendo lavoro”. Da qui, De Magistris passa all’attacco: “Salvini e Conte hanno fatto un comizio sulla statale 106, ma nessuno di loro ha mai utilizzato soldi per migliorare questa strada. Salvini disse che per colpa dei calabresi si vergogna di essere italiano, mentre Occhiuto afferma di volere la sanità pubblica e ai tempi dello smantellamento degli ospedali elogiava Scopelliti. La Bruni non attacca mai Occhiuto e Occhiuto non attacca mai la Bruni. Morale della favola? Tutti attaccano solo noi”. Poi, rivolge un pensiero a Tansi: “Era contro la torta, ma è diventato un grande ‘tortaro'”.

“Onesti e liberi”

De Magistris si oppone al “blocco della conservazione” e lancia un messaggio ai suoi ‘haters’: “Chi ritiene che io non sono in grado di attuare le idee che propongo, dovrebbe ripassare meglio la mia storia. A Napoli non venivo tracciato nei sondaggi. Era una città senza turisti e con tre miliardi e mezzo di debiti, ora è diventata la prima per crescita turistico-culturale. E non ho avuto il sostegno né del governo regionale, né di quello nazionale”. In chiusura, il candidato del polo civico ribadisce il suo patto “chiaro e lineare” con i calabresi: “Noi siamo onesti e incorruttibili, ma soprattutto liberi. Dovrò rompere tanti interessi e intrallazzi, ma abbiamo il coraggio di poterlo fare”. (a.b.)

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