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De Magistris: “Con me stop al business sull’acqua. E’ l’oro di Calabria”

Acqua, rifiuti e ambiente al centro dell’agenda politica dell’ex pm calabrese, sindaco uscente della città di Napoli, Luigi de Magistris. “Basta profitti e affari sull’acqua, il vero oro che sgorga in abbondanza dalle montagne di Calabria. Da presidente – afferma in una nota de Magistris – la restituirò ai cittadini con un servizio idrico integrato pubblico ed efficiente. Con i soldi del Pnrr si potrebbe finalmente garantire acqua pubblica tutti giorni in tutta la Calabria, eppure i tavoli tecnici e le agenzie di controllo legate al governo avvertono che anche su questo fronte potrebbe arrivare un commissario. Perché qui da noi, al momento insieme ad altre regioni d’Italia, il servizio idrico integrato, quello sì, purtroppo, fa acqua da tutte le parti, tra tubature rotte, impianti vetusti o mai completati”.

Il controllo dell’acqua

“Arera, l’Autorità di regolamentazione e controllo per energia reti e ambiente – chiarisce de Magistris – potrebbe decidere il commissariamento per supplire a questa carenza cronica. Perché tra la gestone scellerata della Sorical, ormai in liquidazione, collegata a banche tedesche e le grandi difficoltà dei sindaci, molti dei quali sono lasciati soli, un commissario dell’acqua sarebbe una ennesima batosta per una terra che merita di poter godere dei diritti primari. Proprio in questi giorni l’Autorita Idrica della Calabria, Aic, si trova davanti a un passaggio molto importante. Bisogna scegliere quale sarà l’Ente gestore cui operativamente sarà affidato il servizio idrico integrato dell’intera regione. In tutto ciò, la stessa assemblea dell’Aic, anche sulla scorta di una consulenza esterna, pare sia orientata a costituire una società per azioni (SpA) a capitale pubblico. Ma si tratta di una scelta forzata, opportunistica e molto probabilmente provvisoria, perché una società per azioni, anche se a capitale pubblico, resta soggetta al diritto privato e non garantisce una reale pubblicizzazione del servizio idrico”.

Rischio privatizzazioni

“Il rischio, quindi, è che il sud Italia diventi il nuovo terreno di processi di privatizzazione con l’espansione di grandi aziende multiservizio quotate in Borsa che gestiscono i fondamentali servizi pubblici a rete come acqua, rifiuti, luce e gas. Cioè profitti assicurati per pochi e ancora zero acqua nei rubinetti. Per questo, dopo aver garantito l’acqua pubblica a tutti i napoletani, tramite l’azienda speciale Acqua Bene Comune, al cui interno operano anche comitati ambientalisti, mi unisco in pieno alla denuncia dei movimenti per l’acqua pubblica in Calabria, che ribadiscono che acqua bene comune non vuol dire “capitale pubblico”, ma “gestione pubblica”. La decisione sul modello di gestione non attiene solo a un cavillo tecnico o economico, si tratta di una importante scelta politica. Finiamola con affari e speculazioni sull’oro blu di Calabria, da presidente della Regione Calabria darò il via a un nuovo percorso sul servizio idrico integrato. Saremo la prima regione d’Italia ad avere l’acqua bene comune con un’azienda speciale pubblica”.

 

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