“Basta devastazione del paesaggio e basta opere inutili e dannose. No al parco eolico nei vigneti di Cirò. No a pale alte duecento metri che distruggono il paesaggio in violazione dell’articolo 9 della Costituzione”. Lo afferma Luigi de Magistris candidato presidente della regione Calabria. “Un attentato a migliaia di ettari di vigneto – spiega de Magistris – che rappresentano la potenza agricola e ambientale della Calabria. Se non fosse stato per la protesta dei viticoltori del cirotano istituzioni e politica avrebbero dato il via libera definitiva allo scempio già autorizzato”.
“Ora, in campagna elettorale, gli stessi partiti che hanno autorizzato questo scempio – segnala il candidato governatore – fanno vedere che sono contrari. Non fidatevi. Sono quelli che hanno venduto la terra per interessi. La terra è nostra, dei contadini, dei produttori, dei coltivatori, del popolo”.
“Ora, in campagna elettorale, gli stessi partiti che hanno autorizzato questo scempio – segnala il candidato governatore – fanno vedere che sono contrari. Non fidatevi. Sono quelli che hanno venduto la terra per interessi. La terra è nostra, dei contadini, dei produttori, dei coltivatori, del popolo”.
“Quando sarò presidente – prosegue – la Calabria non sarà più terra di colonizzatori che in combutta con la politica locale vendono terra e futuro. Il crotonese è stato devastato da multinazionali, mala politica, criminalità organizzata che hanno devastato natura, territorio e lavoro. È finita per voi, il tempo delle vostre politiche vergognose è cessato”. “Ora il potere passa ai territori ed al popolo – conclude de Magistris – che saranno protagonisti e non più sudditi”.
“Quando sarò presidente – prosegue – la Calabria non sarà più terra di colonizzatori che in combutta con la politica locale vendono terra e futuro. Il crotonese è stato devastato da multinazionali, mala politica, criminalità organizzata che hanno devastato natura, territorio e lavoro. È finita per voi, il tempo delle vostre politiche vergognose è cessato”. “Ora il potere passa ai territori ed al popolo – conclude de Magistris – che saranno protagonisti e non più sudditi”.