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De Magistris rilancia: “Mai pensato alla poltrona. Siamo l’unica opposizione in Calabria”

Dopo l’amarezza del primo commento, a cui è però seguito un accenno di rilancio della sua attività politica in Calabria, Luigi de Magistris prova a rispondere alla domanda che molti si pongono osservando il risultato delle elezioni regionali: perché con il 16,5% dei voti e 2 consiglieri eletti l’ex sindaco di Napoli non siederà nella massima Assemblea legislativa regionale? La risposta più ovvia sta nella legge elettorale calabrese che assegna di diritto un seggio solo al “miglior perdente”, cioè al candidato alla Presidenza arrivato secondo.

La politica “per passione”

De Magistris sarebbe però potuto entrare in consiglio regionale se si fosse candidato anche a consigliere nelle sue liste. Ma ha deciso di non farlo, spiega oggi, per due motivi: “Il primo perché avrei precluso la possibilità alle candidate e ai candidati di essere eletti al posto mio. Quindi l’ho fatto per spirito di squadra e di coalizione e anche per una mia naturale generosità politica. Il secondo perché ritengo che chi come me fa politica per passione, per il bene comune e come una missione, debba dare il messaggio forte che non si cerchi mai un paracadute personale e che non si possa mai pensare che ci si candidi per interesse personale”.

Laghi e Lo Schiavo “i migliori”

Insomma, l’ex pm dice di non aver “mai pensato” di candidarsi “per una poltrona”, pur essendo il suo mandato da sindaco di Napoli in scadenza e “pur sapendo di rinunciare ad un compenso complessivo oscillante tra i 10.000 e i 15.000 euro mensili”. A quelli che “temono” che la sua lontananza dal consiglio regionale possa indebolire quella che lui definisce “l’unica opposizione esistente veramente”, visto “il consociativismo cronico ed opaco tra centrodestra e centrosinistra in Calabria”, de Magistris fa sapere che i consiglieri eletti nelle sue liste, Ferdinando Laghi e Antonio Lo Schiavo, sono “i migliori” e che lui sarà “sempre e comunque presente in Calabria”.

130mila “soldati della rivoluzione”

A fare cosa? “A lottare per i diritti, contro le mafie e la corruzione, per la giustizia sociale, contro ogni forma di disuguaglianza, per un ambiente salubre, per la sanità pubblica e per tutto quello per cui ci eravamo candidati a guidare la Regione. Lotteremo – prosegue de Magistris con la consueta retorica – fino a quando la Calabria non si sarà totalmente liberata dalla malapolitica e dal malaffare. Lo faremo partendo dai nostri 130.000 soldati della rivoluzione e dalle nostre candidate e candidati, che con la matita hanno saputo usare il fucile della democrazia. Al presidente Occhiuto – conclude – non faremo nessuno sconto e non saremo mai distratti, gli staremo con il fiato sul collo per impedire che ancora una volta la Calabria e il suo popolo vengano depredati”.

s. p.

© Riproduzione riservata.

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