Calabria7

Decreto Calabria bis, via libera dalla Camera. Il testo passa al Senato

Stato d'emergenza Covid

L’Aula della Camera dei deputati ha approvato con 246 voti a favore, 119 contrari e 3 astenuti il decreto legge sulla Sanità in Calabria. Il testo passa ora al Senato.

Il testo stabilisce le funzioni del Commissario ad acta nominato dal Governo, chiamato ad attuare gli obiettivi previsti nei programmi operativi di prosecuzione del piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale della Regione Calabria; a svolgere, ove delegato, i compiti di rafforzamento strutturale della rete ospedaliera del Servizio sanitario con l’adozione di specifici piani di riorganizzazione per far fronte all’emergenza COVID-19 e ad assicurare l’attuazione delle misure del decreto. Il commissario potrà nominare Commissari straordinari per gli enti del servizio sanitario della Regione Calabria scegliendoli anche nell’ambito dell’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale, anche in quiescenza, di comprovata competenza ed esperienza, in particolare in materia di organizzazione sanitaria e di gestione aziendale. L’articolo 3 contiene, con riferimento alla Regione Calabria, disposizioni transitorie in materia di: appalti, servizi e forniture per gli enti del Servizio sanitario regionale; programma operativo per la gestione dell’emergenza da COVID-19; edilizia sanitaria. Il Consiglio dei ministri potrà aggiornare il mandato commissariale anche in relazione ai compiti affidati al Commissario ad acta nominato.

Una parte del Dl prevede una deroga, per l’anno in corso, alla disciplina relativa ai termini entro i quali hanno luogo le consultazioni elettorali per il rinnovo degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, a motivo della gravità del quadro epidemiologico sul territorio nazionale. Viene disposto che, “limitatamente al 2020”, le elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario si svolgano non prima di novanta giorni e non oltre i centocinquanta giorni successivi, o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori, alle circostanze che rendono necessario il rinnovo. La disciplina si applica con riguardo sia agli organi già scaduti, sia a quelli per i quali si verifichino le condizioni per il rinnovo entro il 31 dicembre 2020. La regione Calabria è al momento l’unica regione interessata dalla disposizione. Vengono poi prorogati i poteri del Consiglio e della Giunta in carica, che potranno continuare ad essere esercitati fino alla data dell’insediamento dei nuovi organi elettivi secondo le specifiche disposizioni dei rispettivi Statuti, nel rispetto delle prerogative regionali. Gli organi scaduti sono tenuti a in ogni caso a garantire ogni utile iniziativa, anche legislativa, necessaria a far fronte a tutte le esigenze connesse all’emergenza sanitaria.

Occhiuto (Fi): “Dopo anni errori governo continua a sbagliare”

“L’emergenza Covid ha svelato la debolezza del sistema sanitario calabrese, ma i cittadini della mia Regione già conoscevano la fragilità di questo comparto, per averla vissuta ogni giorno sulla propria pelle. In queste settimane si è reso più evidente il perimetro delle responsabilità”. Lo ha detto Roberto Occhiuto, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio durante le dichiarazioni di voto finale sul decreto Calabria. “Negli anni passati la classe dirigente calabrese ha accumulato gravi ritardi, lo dice uno come me che non ha mai partecipato al governo regionale o nazionale, ma si ascrive quota-parte delle responsabilità. Però da 11 anni la sanità calabrese non è governata dai rappresentati politici regionali, ma dal governo nazionale, e in queste settimane tutti se ne sono resi conto. E i disastri sono sotto gli occhi di tutti. E con questo decreto l’esecutivo continua a sbagliare, avremo altre pagine tragiche per la Calabria. In questi 11 anni di commissariamento il debito della sanità calabrese è aumentato ed è diminuita la qualità dei servizi per i cittadini. Non si è potenziata la rete territoriale, non si sono aiutati i medici di famiglia, e oggi in Calabria ci sono 18 ospedali chiusi. Il governo, in questo decreto, non ha ascoltato la voce dei calabresi, i loro bisogni. In Calabria mancano gli ospedali, ma mancano anche gli operatori sanitari e i medici: i nostri giovani sono costretti ad andare via dalla nostra Regione. Servono assunzioni, e servono a tempo indeterminato. Serve ripianare il debito sanitario, per far ripartire la macchina, per fare nuovi investimenti. Dall’esecutivo niente di tutto questo”.

Wanda Ferro: “Mortifica una terra già ingiustamente penalizzata”

“Il nuovo decreto Calabria mortifica una terra già ingiustamente penalizzata dalle misure restrittive decise da un governo che con la proroga del commissariamento dimostra la propria bramosia di gestire direttamente la sanità calabrese”. E’ quanto ha affermato in aula il vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, on. Wanda Ferro, dichiarando il voto contrario del partito di Giorgia Meloni alla legge di conversione del decreto. Wanda Ferro ha ricordato come Fratelli d’Italia abbia presentato tantissimi emendamenti al decreto, nel tentativo di migliorarne gli effetti nel solo interesse di garantire l’efficienza del sistema e assicurare il diritto alla salute ai cittadini calabresi.

“Avevamo proposto la nomina del Comandante della Guardia di Finanza in Calabria come commissario straordinario per la revisione dei conti della sanità per ottenere un reale accertamento della situazione finanziaria. Abbiamo proposto di rendere il Presidente della Regione soggetto attuatore del piano di edilizia sanitaria. Abbiamo proposto di realizzare un centro covid nella struttura ospedaliera Villa Bianca di Catanzaro, un piccolo Spallanzani da realizzare in Calabria anche in ottica futura, in modo che, superata l’emergenza covid-19, la regione avrebbe potuto contare contare su un centro specializzato nelle malattie infettive ed essere pronta ad affrontare nuove eventuali epidemie”.

“Con semplice buonsenso – ha detto la deputata di Fdi – si sarebbe anche potuto lavorare per la rapida riapertura dei tanti ospedali dismessi o l’adeguamento di quelli parzialmente utilizzati. Invece si è deciso di affidare ad Emergency la realizzazione di ospedali da campo, dei quali una volta finita l’emergenza non resterà traccia. Quale l’utilità di realizzare delle tende militari, una delle quali, a Crotone, ha addirittura subito un cedimento a causa del maltempo, sollevando dei forti interrogativi sulla sicurezza dei pazienti all’interno di queste strutture? Diciamolo fuori dall’ipocrisia, poiché nel penoso valzer dei possibili commissari alla sanità era stato fatto il nome di Gino Strada, al termine della vergognosa collezione di figuracce da parte del governo, qualcosa bisognava pur fargli fare. Allora, considerato che Gino Strada ha ammesso di non avere le competenze necessarie a contribuire ai compiti di gestione sanitaria richiesti all’ufficio del Commissario, e considerata la sua enorme esperienza nella gestione di ospedali da campo in zone di guerra, si è pensato di considerare Crotone come l’Afghanistan, il Sudan o la Sierrra Leone. E come si è deciso di affidare direttamente ad Emergency la gestione di queste strutture? Su questa iniziativa c’è il contributo economico del governo, anche solo in termini di rimborsi? Perché in quel caso Gino Strada, che continua a tuonare contro la sanità privata, dovrebbe essere considerato un soggetto privato che opera in sanità, fuori però dalle procedure di concorrenza, di trasparenza ed evidenza pubblica”. Wanda Ferro ha quindi espresso apprezzamento per la nomina a Commissario dell’ex prefetto Guido Longo “al quale FdI starà a fianco, conoscendolo come serio e valente servitore dello Stato”.

La parlamentare di Fdi ha quindi ricordato che proprio oggi la Corte dei Conti della Calabria ha parlato di una voragine finanziaria della sanità calabrese. Una voragine che si alimenta di anno in anno e che da dieci anni viene colmata dai cittadini calabresi con il versamento delle extraliquote Irap e Irpef, e che a fronte dei sacrifici finanziari non godono di servizi sanitari adeguati. Richiamando le relazioni della magistratura contabile, Wanda Ferro ha ricordato che dieci anni dopo l’adozione del piano di rientro, cioè a fine 2019, il disavanzo sanitario è passato a circa 225 milioni, e che in 10 anni il deficit sanitario a cui dare copertura si è ridotto di soli 6,2 milioni. “Alla luce di questa impietosa relazione – ha aggiunto Wanda Ferro – Fratelli d’Italia si chiede su quali criteri e sulla base di quali evidenze il governo abbia ritenuto necessario prorogare il commissariamento della sanità della Calabria con un decreto che addirittura, non ritenendo sufficienti i poteri straordinari conferiti al precedente commissario, decide di potenziarli. Le vicende surreali che hanno acceso i riflettori sulla sanità calabrese, hanno consentito di approfondire l’attività svolta dal sistema commissariale, dimostrando come non sia stato prodotto beneficio alcuno nell’organizzazione della risposta alla pandemia, a partire dalla mancata definizione del piano covid regionale, mentre ritardi e inadempienze hanno avuto ripercussioni gravissime, con la iniziale dichiarazione di zona rossa, sul sistema economico e sociale della Calabria. Con il nuovo decreto Calabria la Regione, che deve esercitare le proprie prerogative attraverso un governo eletto dai cittadini, viene completamente esautorata da ogni attività di programmazione e di gestione”.

“La responsabilità più grave che imputo ai commissariamenti che si sono susseguiti per oltre 10 anni è quella di non aver posto un freno all’emigrazione sanitaria. Le nostre tante eccellenze sanitarie sono state penalizzate da mancati investimenti e da riduzioni insostenibili di personale a causa di anni di blocco del turn-over. Un paziente su sei è costretto a farsi curare nelle strutture fuori regione, e la Calabria spende 300 milioni di euro in mobilità passiva. La Calabria è un bancomat per la sanità del centro-nord. Questo è l’interesse economico più forte, che fa leva proprio sulla scarsa qualità dei servizi sanitari offerti in Calabria”. Wanda Ferro ribadisce quindi la contrarietà di Fratelli d’Italia all’ipotesi di rinviare le elezioni in Calabria. “Si continua a trasmettere l’immagine di una Calabria fatta di mafia, malaffare e inefficienza. In realtà è una regione ricca personalità brillanti e cittadini onesti, in campo sanitario può vantare medici straordinari, che ottengono grandi risultati anche nella situazione oggettiva di ritardo infrastrutturale e nella carenza di risorse, ha strutture sanitarie di eccellenza, sia nel settore pubblico che in quello privato. C’è bisogno di ordine, di trasparenza, di efficienza organizzativa, ma questo non può essere garantito da un governo che dimostra pressapochismo, approssimazione, conflittualità. Bisogna restituire la Calabria ai calabresi”. Nel concludere il suo intervento Wanda Ferro ha ricordato che “nella gestione della sanità serve soprattutto responsabilità, quella responsabilità che con anni di commissariamento da parte del governo nazionale è sfuggita ad ogni controllo, in un continuo scarico di competenze e attribuzioni che hanno distrutto la sanità calabrese e messo a rischio la salute dei cittadini senza poter mai individuare chiaramente i colpevoli. Fate in modo di non essere voi i prossimi colpevoli”.

LEGGI ANCHE| Sanità, pubblicato il Decreto Calabria bis: il commissariamento dura altri due anni
LEGGI ANCHE| Decreto Calabria bis, Nesci: “Scatto di orgoglio corale per superare il piano di rientro”

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Regionali, calabresi confusi. Oliverio avvisa Loiero: ci sono le Primarie

manfredi

Comune Crotone, Graziano: “Pd all’opposizione senza se e senza ma”

Mirko

Basso Profilo: davanti al gip i Brutto, l’assessore Talarico e il notaio Guglielmo

Gabriella Passariello
Click to Hide Advanced Floating Content