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Decreto Santelli, ripartenza economica o golpe politico?

crotone in serie a

di Giovanni Caglioti – Si è sempre contraddistinta per la lotta al contagio di Covid-19 condotta pressoché in modo esemplare, rigido e rigoroso e sicuramente il numero dei contagi totali, uno dei più bassi in Italia è il frutto del lavoro quotidiano di Jole Santelli, della sua fermezza nel rispetto dei Decreti Nazionali.

Tant’è che anche il New York Times, uno dei maggiori quotidiani degli Usa, ha celebrato il suo instancabile e prezioso operato a livello globale.
Mai, nessun sindaco, soprattutto di centro sinistra ha cercato in qualche modo di criticare o mettersi contro le scelte fin qui effettuate, anzi nessun malumore, nessun disappunto, tutti allineati e compatti con il Presidente.
Poi c’è la storia, quella fatta e scritta di eventi, di scelte, e la, storia ci riporta a Matteo Renzi che in poco tempo riuscì con un solo partito ad ottenere il 40% dei consensi e al tempo stesso bruciando questa percentuale in un batter d’ occhio, e successivamente bruciando il ruolo di premier per essersi messo in gioco per il referendum costituzionale.
Corsi e ricorsi storici. La politica è anche questa.
Così come i modi, anche le tempistiche danno un significato differente alle proprie azioni politiche, offrono chiavi di letture importanti, che realmente tra le righe è importante saper leggere prima, interpretare dopo.
Sta di fatto che dopo Conte, ieri sera ci ha pensato il Presidente a gettare il popolo calabrese nella confusione. Se il primo ha deciso di non dire e dare tempi certi, la seconda ha detto anzi scritto troppo e in
malo modo passando dalla fase 1 alle fase 3 con una sola ordinanza.
Modi e tempi? Completamente sbagliati.
Proprio ieri a Catanzaro si festeggiava in Comune un risultato storico per questa nuova legislatura per via dell’integrazione avvenuta delle aziende sanitarie (Pugliese-Ciaccio e Mater Domini) quindi si da un indirizzo e un senso alla legislatura, invece a Roma Matteo Salvini e i deputati della Lega occupano Montecitorio per protestare contro le misure restrittive ed economiche del governo. Nel mezzo l’ordinanza del liberi tutti a firma Jole Santelli.
Sarebbe forse bastato emettere un’ordinanza con tempi meno violenti e contenuti più moderati per far capire e comprendere meglio ai calabresi e all’opinione pubblica il motivo di alcune decisioni. Sarebbe bastato, perché no, farla partire dal 4 maggio in poi per evitare bracci di ferro istituzionali con tanti sindaci del territorio che già oggi in mattinata emetteranno altrettante ordinanze restrittive, di fatto potenzialmente illegittime come quella della Regione Calabria.
Il conflitto abbia inizio, mentre la Calabria e i calabresi rimangono a tasche vuote, senza prospettiva, senza un futuro e la politica, come al solito, litiga per conquistarsi la propria fetta di potere.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

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