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Degrado Villa Margherita: c’è una qualificata proposta di gestione

di Nico De Luca – La situazione di degrado e incuria in cui giace Villa Margherita (o Villa Trieste per tanti cittadini di mezza età)  è – proprio il caso di dire – sotto gli occhi di tutti: cittadini che non se ne spiegano la triste sorte e soprattutto amministratori che ‘abitano’ nel prospiciente palazzo comunale. E mentre gli uffici preposti evidentemente hanno le finestre chiuse, altri soggetti si pongono il problema e per loro natura pensano al da farsi.

L’avvocato Pietro Marino, catanzarese, presidente dell’associazione nazionale Vita Ambiente, è tra coloro che più soffrono per questa triste condizione.

“Purtroppo si, la situazione di Villa Trieste è grave sia sotto il profilo strutturale che dell’habitat. Da tempo Villa Margherita costruita proprio in occasione della visita della regina a Catanzaro versa nell’incuria e nell’ abbandono. Si tratta del più grande e più antico giardino pubblico della città. Fu realizzata su un progetto di Federico ed Enrico Andreotti e aperta al pubblico il 21 gennaio 1881. Per la sua estensione e l’altezza (di 320 m s.l.m.) conservava specie di piante e di animali che costituivano una biodiversità unica. L’ubicazione panoramica splendida conserva ancora oggi una vista esclusiva che parte da Isola Capo Rizzuto fino al versante opposto della Sila. E nel 1972 con decreto ministeriale viene definita villa Comunale di Grande interesse pubblico nel 1972”

Il progetto Vita Ambiente

Cosa potrebbe e vorrebbe fare la sua associazione?

Attraverso il Dipartimento di valorizzazione e tutela degli habitat, costituito da biologi e veterinari di livello nazionale Vita Ambiente vuole contribuire all’ avvio di un processo di ripopolamento della flora e della fauna oggi completamente spariti per l’incuria e l’abbandono.”

Pietro Marino

Quando formalizzerete questa intenzione?

Ho già avuto modo di parlare con il sindaco Abramo più  volte ed ho messo a disposizione a titolo di volontariato le professionalità che fanno parte dell’Associazione per cercare un percorso comune di riqualificazione ambientale del sito. Siamo in attesa di una risposta speriamo al più presto in modo che si possa ovviare a questo stato deprimente delle cose.

L’ ora di agire

Un dubbio è legittimo: è possibile che un’amministrazione pubblica trascuri in modo così evidente un verde luogo pubblico grande e importante?

Di sicuro non è più tollerato dalla legge. Da 5 anni è in vigore la legge 10/2013, una vera e propria normativa sullo sviluppo e la salvaguardia del verde pubblico in Italia. Il fulcro è il Comitato per lo sviluppo istituito presso il ministero dell’Ambiente. E’ al Comitato che è demandato il controllo sulle norme che riguardano la tutela degli alberi monumentali, del rispetto dell’obbligo per i Comuni sopra i 15mila abitanti di piantare un albero per ogni bambino nato o adottato. E’ il Comitato, ancora, che emana circolari attuative della legge e che indica i criteri che le amministrazioni territoriali devono seguire in materia di urbanizzazione per mantenere e incrementare il verde pubblico con particolare riferimento agli alberi.

Le amministrazioni locali hanno tre strumenti di governo per parchi e giardini: Censimento del verde, Regolamento del verde e Piano del verde.

E’ tempo di agire: vuole diramare un accorato e magari stringente appello?

“Si volentieri: Villa Trieste un tempo Villa Margherita giardino nobile della Citta di Catanzaro è la porta di accesso al Palazzo di Citta sede del Municipio e nacque nel periodo di grande espansione socio economica  di Catanzaro, quando, subito dopo l’Unità d’Italia, la città fu trasformata dal Piano Manfredi. nel 1875 (sindaco il grande Francesco De Seta).

Sono sicuro che il ripristino e la riqualificazione di questo luogo magico per la città rappresenterà la rinascita sociale e culturale del centro del Capoluogo di Regione. Pertanto ci vuole la mobilitazione di tutte le forze sane della città e della politica che deve avviare un percorso virtuoso di sviluppo partecipativo e condiviso con tutta la comunità catanzarese.”

© Riproduzione riservata.

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