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Derby all’insegna della civiltà? Quello che Mancuso non ha visto e non ha condannato

Le incredibili dichiarazioni del presidente del Consiglio regionale della Calabria. Quanto accaduto non può essere oscurato ma va censurato
catanzaro cosenza

“E’ stata anche una domenica di sport passionale, colorata, popolare, all’insegna della civiltà e della correttezza. La Calabria calcistica, attesa da un’importante esame di maturità, ha superato la prova. Dimostrando che lo sport è un linguaggio universale, che unisce le persone al di là delle differenze di provenienza, età e opinioni”. Sono le parole messe nero su bianco sono quelle del presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso. La partita in questione è il derby tra il Catanzaro e il Cosenza.

In effetti all’interno del Ceravolo, anche grazie alle eccezionali misure di sicurezza messe in atto dalla Questura di Catanzaro, tutto è filato liscio. Spettacolo allo stato pure con un tifo e una coreografia da fare invidia alla Serie A. Quello che è accaduto però all’esterno dello stadio non può essere oscurato ma deve essere censurato, stigmatizzato, condannato senza se e senza ma. Ecco perché da chi ricopre una carica così importante come quella di presidente del Consiglio regionale della Calabria c’è da aspettarsi molto di più di un semplice, retorico, comunicato stampa redatto senza alcun approfondimento dei fatti (LEGGI QUI). Sarebbe stato magari opportuno trovare il coraggio di condannare quanto accaduto fuori dallo stadio prima del fischio d’inizio per rendere una nota stampa meno banale del solito. Forse Mancuso non ha letto i giornali o forse non è stato informato dal suo portavoce e dai suoi tanti collaboratori ma ieri pomeriggio si sono registrate due aggressioni con due tifosi vibonesi finiti al Pronto soccorso dell’ospedale Pugliese di Catanzaro così come riportava anche un’agenzia Ansa delle 19.42 visibile a tutti (anche a Mancuso e al suo staff) e un’auto con a bordo due tifosi del Cosenza danneggiata proprio alle spalle dello stadio Ceravolo come documentato da Calabria7 (LEGGI QUI).

Neanche una parola di condanna è stata espressa dal presidente del Consiglio regionale della Calabria per stigmatizzare due episodi gravissimi sui quali sta indagando la Questura di Catanzaro con la Digos che ha già in mano i filmati necessari a inchiodare i responsabili. Si può parlare di una domenica “all’insegna della civiltà e della correttezza” dopo quanto successo? La risposta è no. Senza se e senza ma. Filippo Mancuso dovrebbe svestire i panni di tifoso della squadra della sua città indossando sotto la giacca e la cravatta quelli di difensore dell’intera Calabria che rappresenta essendo presidente del Consiglio regionale e non un semplice amministratore di condominio.

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