Diano (Opi): “Inaccetabile il declassamento di Malattie Infettive a Germaneto”

policlinico catanzaro

“No al declassamento dell’unità di Malattie Infettive del Policlinico Mater Domini di Germaneto”. Lo scrive in una lettera aperta Giuseppe Diano, presidente Opi Crotone e componete Opi Calabria. Della sua stessa opinione anche Opi Catanzaro, nella persona del presidente Concetta Genovese e di tutto il direttivo

“La notizia – scrive Diano – provoca in primis una sensazione di sconcerto e scetticismo. Come si può rendere operativo nella odierna realtà un provvedimento redatto quattro anni fa in relazione a situazioni sociosanitarie decisamente diverse? Sulla base di quali criteri si postula l’attuazione di un siffatto Dca?

“La notizia – scrive Diano – provoca in primis una sensazione di sconcerto e scetticismo. Come si può rendere operativo nella odierna realtà un provvedimento redatto quattro anni fa in relazione a situazioni sociosanitarie decisamente diverse? Sulla base di quali criteri si postula l’attuazione di un siffatto Dca?
Tale scelta appare tanto eccentrica quanto inadeguata in quanto l’odierna realtà e le tematiche attuali sono decisamente differenti. Nel 2016 l’umanità intera non si trovava in un clima di piena emergenza internazionale che sta imprimendo un segno indelebile nella storia dell’umanità. Il mondo intero, l’Italia, la Calabria nello specifico, si ritrovano tutti a combattere una battaglia senza precedenti, contro un nemico terribile e invisibile che semina morte, terrore, paura, diffidenza, solitudine, gravissime problematiche socio-economico-sanitarie. In tale drammatica e caotica situazione, in cui me medesimo si è ritrovato, dapprima dalla parte di coloro che fornivano assistenza e successivamente dalla parte del malato, tale iniziativa anacronistica e restrittiva di attuare il citato Dca sembra essere una scelta del tutto contraria al buon senso, non scevra di rischi e di conseguenze”.

“Declassare  Malattie Infettive, in piena pandemia, implica effetti molto onerosi non solo in tema di emergenza sanitaria, ma anche di riferimento culturale e scientifico. Non c’è dubbio che l’unità rappresenta un Polo di riferimento clinico per le problematiche infettivologiche dell’intera Regione – e perciò costituendo quanto meno la “second opinion” di alta competenza per gli infettivologi calabresi -, quanto un indiscutibile centro formativo e scientifico per cittadini ed operatori sanitari. Pertanto, apparirebbe, quanto meno paradossale ed iniquo, se Malattie Infettive  dovesse arrivare ad essere declassata e altre unità territoriali venissero promosse a struttura complessa. E’ necessario riflettere, in conclusione, sugli effetti della sanità calabrese, della messa in atto di un provvedimento ormai obsoleto e soprattutto inappropriato”.

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