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Dibattito Calabria Focus sulla situazione economica locale, Procopio: Presto non mangeremo noi e i nostri dipendenti

di Danilo Colacino – Un dibattito a più voci sull’Economia locale, che non può non involgere il livello nazionale come ovvio, messa in ginocchio dal Coronavirus promosso dalla Camera di Commercio e dalla sua rivista Calabria Focus.

Ospiti – via Skype of course, in considerazione dei tempi che corrono – il ‘padrone di casa’ Daniele Rossi, a capo della CamCom catanzarese, i presidenti di Confindustria e della civica assise del capoluogo Aldo Ferrara e Marco Polimeni, l’imprenditore Ivan Procopio e i giornalisti Massimiliano Raffaele (responsabile della comunicazione dell’ente camerale) e Alessandro Tarantino (moderatore della tavola rotonda).

La sintesi, nuda e cruda oltreché spietata, è che se andrà bene una concreta ripresa la si potrà datare a giugno 2021; che ci sono titoli in scadenza tali da ‘strozzare’ finanziariamente molti proprietari e gestori d’azienda a breve e infine l’impossibilità di reperire quanto richiesto da tutti: risorse illimitate, immediate, senza regole e per tutti. Che però non ci saranno. E allora? Ad ascoltare Procopio la risposta è raggelante: tra poco non potremo mangiare noi e far mangiare i nostri collaboratori. Ecco perché, vituperate o meno che siano, l’appello è alla politica e alla banche.

“Stiamo freschi”, commenteremmo prosaicamente noi, Ma Ferrara, almeno sotto questo profilo, una piccola speranza la dà: “Le banche notoriamente lente in tempi di pace nell’attivare certi meccanismi, adesso stanno facendo qualcosa in più anche perché sono state sollecitate dalle Istituzioni preposte”.

Comunque sia, ad aprire il dibattito è Rossi: “Viviamo una fase di grande smarrimento. I cittadini si chiedono anche se, e quale tipo di richiesta, possano inoltrare. La Camera, per quello che può fare, starà vicina al territorio a costo di andare in deficit, perché la crisi è devastante. Va dato un segnale immediato ai piccoli commercianti e agli artigiani. E noi, quindi, cercheremo di essere concreti. Mi riferisco alla liquidità di quanti hanno abbassato la saracinesca e non possono pagare una bolletta, l’affitto del locale e i fornitori”.

Gli fa eco Ferrara: “Abbiamo avviato un protocollo d’emergenza. Stiamo lavorando anche sabato e domenica a supporto degli associati. Forniamo note esplicative e interpretazioni chiare sulle agevolazioni previste nell’ambito del Decreto Cura Italia. Accesso alle casse integrazioni, ad esempio, in cui assistiamo oltre l’80% di chi sta con noi. E sono in parecchi, con la riprova del boom di nuove iscrizioni registrate, perché tutti hanno capito come in questo momento ci sia bisogno di associazionismo e assistenza, in particolare da parte di una realtà quale quella da me diretta qui a Catanzaro, ad alto tasso di rappresentanza e rappresentatività in vari ambiti del mondo finanziario ed istituzionale. Detto ciò – ha chiosato – dobbiamo capire che serviranno comunque misure non convenzionali di fronte alla possibilità di un calo del Pil pari a 10 punti. Una sorta di scenario di guerra per cui sarà necessario un piano strategico molto complesso. Intanto comunque tamponiamo”.

Subito dopo ecco il turno di Procopio (proprietario, insieme ai fratelli, di 5 punti vendita tra gestione diretta e affiliata con 30 dipendenti fissi e una quota di personale stagionale o extra, nelle fasi di picco). Le sue parole sono lame calde nel burro o, seppur figurativamente come ovvio, nelle carni vive: “Presto non ci sarà più da mangiare, se continueremo così. Il piano degli interventi va dunque rivisto, perché ci sarà una prima fase emergenziale e una seconda della ripartenza ancora più dura e dissento dal fatto che gli istituti di credito abbiano già risposto. Non dimenticate che nelle piccole attività c’è promiscuità tra conto aziendale e familiare. Una rata dunque mandata in pagamento malgrado tutto, e sta succedendo pure adesso, può creare degli scompensi diretti all’imprenditore nel suo privato”.

Ma Ferrara, nel ‘ribattere’ torna al discorso dell’immissione di liquidità che si ottiene “dapprima sospendendo i titoli e poi immettendo nuova moneta sonante nel circolo economico. Chiaro, però, che le banche abbiano degli obblighi in quanto al momento svolgono la funzione di cinghia di trasmissione del potere pubblico, essendo quindi gravate da precisi doveri”.

Polimeni, vittima di qualche problema tecnico, ha invece fatto riferimento a quanto da noi scritto ieri ovvero ai voucher (o buoni) scaricabili da buonispesa@comune.catanzaro.it

© Riproduzione riservata.

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