Calabria7

Disastro sanità: gli oncologici i pazienti più bistrattati

di Nico De Luca – Consiglio dei Ministri in Calabria come segno di rinnovata responsabilità verso la sanità più disastrata d’Italia? Può darsi che sia l’auspicata inversione di tendenza per arrestare la caduta nel baratro dello sbilancio economico e dei disservizi.

Ma intanto la moltitudine dei pazienti che ogni giorno pretende una risposta da ospedali e strutture fa i conti con le storie di ordinaria burocrazia, liste lunghissime ed anche disorganizzazione.

Patrizia è una signora calabrese di mezza età che qualche tempo fa ha subìto l’esperienza del carcinoma al seno, risolta brillantemente in pochi giorni presso una struttura milanese.

Certo vedere il premier, la ministra della salute e gli altri loro colleghi scendere qui da noi con la volontà di ribaltare l’andazzo mi pare cosa considerevole  – commenta la paziente catanzarese – ma come di suol dire tra il dire ed il fare, vedremo…”

LUNGAGGINI INTOLLERABILI

Il decorso di controllo post operatorio per un paziente oncologico è decisamente irto di ostacoli. Nel dettaglio cosa succede?

Anzitutto le visite vengono assegnate tramite CUP ad un oncologo a caso. Ogni paziente invece – chiarisce Patrizia – ha un suo storico che solo il proprio medico conosce in tutte le problematiche cliniche, chirurgiche e farmacologiche. Ma non solo. Il problema sta nelle solite infinite liste di attesa. Il paradosso è che il medico prescrive la mammografia di controllo semestrale ma quando vai a prenotare la prima data utile è lontana dai 10 ai 18 mesi!”

Anche per gli oncologici?

Si, il codice 048 non attribuisce alcuna agevolazione di prenotazione, a parte la gratuità totale del ticket.  Non capisco queste innovazioni apportate al ‘Pugliese-Ciaccio’ di Catanzaro. I medici sono pochi, mentre il tumore è ormai come l’influenza”

POLEMICHE IN CHAT

Le parole della signora Patrizia sono confermate da altri utenti che in un gruppo social commentano casi del genere.  Rossella è indignata. Scrive: “Oggi 18 aprile 2019 ho chiesto visita oncologica: prima data utile il 31 dicembre; e per l’ecografia se ne parla a febbraio 2020!”

Laura, un avvocato, consiglia: “Ci sono i rimedi: andate da un privato, poi chiedete il rimborso. Se non si comincia a cambiare metodo non si va da nessuna parte”

Luigi porta la sua esperienza in Emilia Romagna: “Qui funziona benissimo. Hanno pure tolto il ticket per le visite specialistiche, per chi ha reddito inferiore a centomila euro e per chi ha più di due figli. Ogni tre mesi sono pubblicate le liste d’attesa per ogni branca e se ci sono problemi è vietata l’intramoenia”.

Rosanna aggiunge che “non c’entrano il medico o il Cup: il problema è la cattiva organizzazione e la politica ha tutte le sue colpe”.

A proposito di mala-organizzazione Patrizia sottolinea quella che ha riscontrato nelle sue peregrinazioni con la madre, anch’essa vittima di analoga patologia e bisognosa di radio e chemioterapia.

Frequento da tempo il ‘Ciaccio-De Lellis’ dove ci sono eccezionali medici, recensiti anche a Milano. In un ambulatorio – continua la signora – l’ultima volta una sola dottoressa era arrivata a 35 visite nelle 4 ore in cui ho atteso io. Altra assurdità? Tutti i pazienti vengono convocati alle 8.30, per cui logicamente c’è chi aspetterà svariate ore, uscendo dalla terapia persino alle 15.00 del pomeriggio. Quanto ci vuole a programmare fasce orarie di accettazione?”

LA MALATTIA NON VA IN FERIE

Ma i problemi sono anche ‘culturali’ oltre che organizzativi. Patrizia riferisce che il suo “tumore è stato affrontato e risolto a Milano in piene festività di fine anno, operata il 23 e dimessa il 25 dicembre. Da noi i pazienti dobbiamo fare i conti con i fine settimana ed i ponti in cui l’ospedale fa lo stretto necessario. Intanto il cancro galoppa…”

Rimedi? Come al solito ci si può rivolgere a professionisti o strutture private. Tempi brevi e ticket quasi simili. Ma non tutti gli ammalati di tumore possono affrontare le spese.

Insomma, che sia prevenzione o visite di controllo post intervento i pazienti calabresi devono combattere due battaglie: contro la patologia (o la sua ombra) e contro le lungaggini.

E se come tutti auspicano la presa di controllo della Sanità calabrese da parte del Governo avrà successo, l’altra faccia della medaglia registrerà una doppia sconfitta. Della classe politica che dovrà ammettere di aver bisogno della tutela romana; e dei nostri dirigenti/amministratori che non avranno dimostrato le capacità di invertire la rotta. Amen

redazione Calabria7

 

 

 

 

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

Gratteri Day, presente l’associazione ‘Universo Minori’

Mirko

Coronavirus, Occhiuto: ” A Cosenza posti letto per fronteggiare l’emergenza”

manfredi

Poliziotto salva donna da suicidio, Brugnano: non garantito giusto riconoscimento

manfredi
Click to Hide Advanced Floating Content