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Dispersione idrica Catanzaro, Riccio: “Tubazioni vecchie o cittadini abusivi?”

Eugenio Riccio

“Se in questi giorni sembra essere salito prepotentemente alla ribalta in città il problema dell’acqua pubblica e della sua salubrità allo stesso tempo c’è un’altra questione, sempre legata all’acqua pubblica gestita dal Comune di Catanzaro, che sembra creare non pochi grattacapi al settore lavori pubblici.

I lavori di ingegnerizzazione delle reti idriche comunali, programmati dalla regione Calabria, se da una parte stanno portando oggettivi miglioramenti alla rete idrica comunale avendo risolto in diversi quartieri problematiche legate alla “scarsezza” di acqua che si trascinavano irrisolti da decine di anni, dall’altra fanno registrare tutta una serie di allacci, da parte di privati cittadini, che non risulterebbero essere censiti dagli uffici comunali e che dunque godono gratuitamente del bene sempre più prezioso rappresentato dall’acqua. Ma se codesti signori godono, come sembra, gratuitamente dell’acqua. chi paga? Pantalone?

No, questa volta pagano i cittadini catanzaresi, quelli corretti e perbene.

Sembrerebbe infatti sfatarsi una leggenda metropolitana che vede il Comune pagare a Sorical cifre da capogiro per il consumo dell’acqua che se da una parte non trovano riscontro effettivo nei consumi delle famiglie catanzaresi dall’altro viene giustificato con la cosidetta “dispersione idrica” imputabile allo stato di degrado delle condotte idriche comunali.

E se dagli uffici comunali sembrano snobbare la problematica, appare evidente che la stessa andrebbe presa di petto per evitare una vera “ingiustizia sociale”. I catanzaresi perbene che pagano l’acqua a chi tanto perbene non lo è. Per garantire un servizio “efficiente” a quei cittadini che hanno un regolare contratto e pagano. Gli allacci abusivi di fatto non consentono la giusta pressione dell’acqua a chi la paga regolarmente.

Se personalmente ho già prodotto istanze agli uffici comunali per richiedere atti ed eventuali provvedimenti e segnalazioni agli uffici preposti, nelle more di risposte che tardano ad arrivare, mi tocca ancora una volta appellarmi al sindaco, per chiedere pubblicamente se lui sia a conoscenza che gli uffici dell’amministrazione comunale potrebbero essere rei e complici. Rei per il mancato controllo sugli aspetti tecnici inerenti le dispersioni idriche, complici per tutto ciò che concerne l’evasione dei pagamenti. E ancor di più il fatto che i cittadini onesti debbano pagare per ciò che quelli disonesti non pagano. Anche questa è vessazione caro Sindaco. E ora che ne è venuto a conoscenza non può prestarsi ad essere anche lei reo e complice. I cittadini non capirebbero.

Redazione Calabria 7

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