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Divario Nord-Sud, De Masi: “Serve strumento compensatore”

Individuare nel Mezzogiorno o in alcune regioni come la Calabria uno strumento “compensatore” che, “partendo dalle criticità e dalle povertà infrastrutturali, possa consentire di avere condizioni di vantaggio rispetto ad altri, al fine di consentire il riallineamento di quest’area del paese al nord Italia”.

A proporlo, in una lettera aperta inviata alla stampa, è Antonino De Masi, imprenditore protagonista di battaglie contro la criminalità organizzata e contro il sistema bancario. “Mi rivolgo ai calabresi e alla classe politica regionale. Provo rabbia, amarezza e delusione – scrive – per aver visto in passato tante sperate “rinascite”, proiettate da manovre “miracolose” che dovevano riallineare il Meridione al resto del Paese. Tutte fallite. Può oggi il nostro Paese, ed anche l’Europa, permettersi le disparità dei propri territori? Possiamo noi tutti permetterci l’ennesimo fallimento? Possono delle manovre ordinarie riuscire a riavviare, in un contesto ancora più drammatico del passato, il motore del Sud? Speriamo di aver ormai superato un periodo drammatico della recente storia del nostro Paese. Ora – sottolinea – abbiamo il dovere di fare la nostra parte per ritornare ad una “normalità” che non sarà come prima”.

M5S con De Masi: “Servono misure per la Calabria”

«Accogliamo con favore la proposta dell’imprenditore Nino De Masi per la ripresa dell’economia calabrese, già prima del Covid molto provata dal divario infrastrutturale rispetto al resto del Paese, dalla presenza condizionante della ‘ndrangheta, dall’elevato costo del denaro, dall’emigrazione di giovani e famiglie, dallo spopolamento, dal dominio una classe dirigente spesso inadeguata e complice, nonché dalle ruberie di comitati di affari senza scrupoli». Lo affermano, in una nota, i parlamentari del M5S Francesco Sapia, Paolo Parentela, Giuseppe d’Ippolito e Bianca Laura Granato, che anticipano: «Perciò rappresenteremo al governo nazionale l’esigenza che De Masi ha riassunto nella sua lettera aperta, cioè di intervenire in tempi brevi, vista la crisi determinata dal coronavirus, per individuare misure specifiche che consentano alle aziende della Calabria di essere competitive e alla regione di attrarre investimenti in virtù, in primo luogo, di un’apposita fiscalità di vantaggio».

«Non c’è più tempo – aggiungono i parlamentari del Movimento 5 Stelle – per piangerci addosso. Qui si può creare lavoro vero se alle imprese locali si garantiscono le condizioni per recuperare il divario rispetto a quelle del Centro-Nord. Molto si sta facendo in questa direzione, specie con le importanti risorse che il governo ha destinato allo sviluppo dell’intero Mezzogiorno». «Naturalmente – rimarcano i 5 Stelle – dovranno essere potenziati gli strumenti, anche culturali, per assicurare piena legalità nelle procedure pubbliche e nelle dinamiche del mercato. Ciò detto, crediamo come De Masi che occorra puntare sul porto di Gioia Tauro. In proposito il Movimento 5 Stelle ha lavorato tanto, sia con l’allora ministro Danilo Toninelli che con l’attuale viceministro Giancarlo Cancelleri.

Raccogliamo l’invito di De Masi a spingere sul piano politico perché le banche sostengano le piccole realtà imprenditoriali, con prestiti a tasso minimo per almeno 15 anni e garanzie semplificate. Presto coinvolgeremo in primo luogo il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli. Riteniamo utile – concludono i parlamentari del M5S – ragionare con il resto dell’intera deputazione calabrese, dal Pd a Leu, alle opposizioni, anche su come incentivare la formazione e la riqualificazione, come pure sull’introduzione di un obbligo di reinvestimento nel territorio di utili di banche e società finanziarie che beneficino di fiscalità di vantaggio».

Redazione Calabria 7

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