Dolcezza dietro le sbarre: il panettone solidale dei detenuti in vendita a Catanzaro

Presentate dalla Camera Penale, circa 200 unità sono state date alla distribuzione. L'obiettivo è quello di stimolare i percorsi di riabilitazione dei carcerati

Catanzaro è pronta a deliziare le festività con un tocco di dolcezza e solidarietà. Arriva un nuovo panettone artigianale di alta qualità, ma con una storia speciale. Questa prelibatezza è frutto del lavoro dei detenuti della Casa Circondariale della città, impegnati nel laboratorio fondato con il progetto “Dolce Lavoro”, della cooperativa Mani e Libertà.

Grembiuli e riabilitazione

Grembiuli e riabilitazione

Oltre al tradizionale panettone natalizio, otto detenuti, attrezzati con grembiuli e cuffie, mettono mano a dolci e torte, riscuotendo un notevole successo e generando un flusso continuo di ordinazioni. La Camera Penale di Catanzaro, in collaborazione con alcuni imprenditori locali, ha voluto sostenere l’iniziativa, rendendo i panettoni disponibili al di fuori della casa circondariale, anche presso punti vendita come la Conad.

L’idea è stata presentata oggi alla Sala Consiglio Ordine degli Avvocati di Catanzaro, presso la Corte di Appello. Sono stati presenti alla presentazione il presidente della Camera Penale di Catanzaro, Francesco Iacopino, i responsabili dell’Osservatorio Esecuzione Penale e Carcere, Piero Mancuso e Vincenzo Galeota, la dirigente dell’UEPE Maria Letizia Polistena, il componente della Giunta Nazionale, Valerio Murgano, il presidente della BCC di Montepaone, Giovanni Caridi, gli imprenditori Luigi Rotundo e Maurizio Mottola di Amato e la presidente della cooperativa Mani e Libertà, Antonietta Mannarino, che gestisce il progetto di lavoro in carcere.

Nuove competenze ai detenuti

I prodotti realizzati dei detenuti non solo conquistano i palati, ma rappresentano anche un passo significativo verso la riabilitazione sociale dei detenuti, offrendo loro l’opportunità di acquisire nuove competenze e contribuendo a un impatto positivo sulla comunità. “Circa 200 panettoni sono stati dati alla distribuzione – spiega Iacopino – L’obiettivo è quello di fare conoscere questo laboratorio e di avviare un rapporto di fornitura stabile non solo con la grande distribuzione, ma anche con l’utenza, con la possibilità di prenotare la piccola pasticceria”. E la cooperativa conta anche un laboratorio di ceramica.

Altre realtà lavorative in carcere

Iacopino ricorda altre realtà conosciute a partire dal sostegno al lavoro in carcere, come avviene a Napoli, dove una sartoria in carcere voluta da “Marinella” realizza cravatte per la polizia penitenziaria, o a Regina Celi, dove c’è un’attività lavorativa che si occupa di torrefazione. Anche a Padova si sviluppa un percorso lavorativo dedicato alla preparazione di eccellenti panettoni. “Siamo fermamente convinti che dare dignità al detenuto attraverso l’occupazione, sostenendolo nel processo di reinserimento, non solo risponda alla finalità rieducativa della pena, ma contribuisca anche a garantire maggiore sicurezza nella società. Le statistiche ci indicano che quando un detenuto è reinserito con un percorso lavorativo avviato, le prospettive di recidiva si avvicinano a zero”, spiega il presidente.

Percorso integrato di solidarietà

Una parte del ricavato da questi panettoni sarà donata dai detenuti per sostenere l’acquisto di attrezzature per il carcere minorile, inserendosi così in un percorso integrato di solidarietà. “Speriamo che si aprano nuovi sbocchi di mercato e canali di distribuzione anche per il laboratorio di ceramica, che è parte integrante del progetto della cooperativa”, conclude Iacopino.

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