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Urne aperte, si vota. Amministrative in 73 comuni calabresi e referendum per tutti

Gli italiani tornano al voto, dopo il rinvio avvenuto a causa della pandemia da Covid19. Gli elettori sono chiamati a esprimersi sul referendum per il taglio dei parlamentari. Marche, Campania, Puglia, Veneto, Liguria, Toscana e Valle D’Aosta sono chiamate al rinnovo dei consigli regionali  e tanti anche i comuni al voto. Si voterà dunque il 20 e 21 settembre. I seggi saranno aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15.

Norme anticovid

Gli elettori sono ammessi nel seggio elettorale se muniti della mascherina di protezione sul viso e dopo essersi disinfettati le mani con l’apposito gel igienizzante all’ingresso del seggio stesso.

Le amministrative in Calabria

Nella nostra regione gli elettori che potranno presentarsi alle urne sono quasi 500 mila divisi su 674 sezioni, e dovranno scegliere rispettivamente i propri rappresentanti in 16 enti del catanzarese, 19 del cosentino, 5 del crotonese, 12 del vibonese e 21 del reggino. Due invece i Comuni, quello di Cenadi nel catanzarese e San Lorenzo nel reggino, dove non sono state presentate alcune liste e per cui non si terranno le relative consultazioni. La legge elettorale varia in base al numero di abitanti delle città coinvolte. In ogni caso si esprime il proprio voto apponendo una “X” sul nome del sindaco oppure sulla lista a suo sostegno, con la possibilità di esprimere la preferenza per un candidato consigliere. Per i Comuni sotto i 15mila abitanti non è previsto il ballottaggio, se non in caso di parità assoluta tra i due candidati. Vince chi ottiene un voto in più. Non è previsto in questo caso il voto disgiunto e la lista vincente ottiene due terzi dei seggi. L’elettore deve tracciare un segno o sulla lista o sul nome del sindaco (o su entrambi). Nei Comuni con più di 15mila abitanti il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti, ovvero il 50% più uno, viene eletto sindaco altrimenti è previsto il ballottaggio tra i due candidati più votati. L’elettore può votare per un candidato sindaco, per una lista che lo sostiene o per entrambi, potendo anche esprimere due preferenze per i candidati consiglieri. Previsto anche il voto disgiunto, ovvero la possibilità di votare per un candidato sindaco e per una lista che non lo sostenga. Sempre nei comuni sopra i 15mila abitanti si possono esprimere due preferenze, bisogna quindi indicare i nomi di due candidati di sesso diverso ma della stessa lista. Alle liste che sostengono il sindaco eletto verranno assegnati almeno tre quinti dei seggi. Nei comuni fino a 5mila abitanti è possibile esprimere una sola preferenza. Sopra i 5mila abitanti e fino a 15mila è possibile esprimere due preferenze rispettando il criterio delle preferenze di genere. Sopra i 15mila abitanti, invece, le preferenze restano due (con la doppia preferenza di genere obbligatoria), ma si può anche ricorrere al voto disgiunto.

Il Referendum

Voteranno  46,6 milioni di italiani mentre 4,6 di milioni sono i votanti dall’estero; suddivisi tutti su 61.567 seggi. Si tratta in questo caso di un referendum costituzionale confermativo con la finalità di approvare o meno una riforma della carta fondamentale dello Stato. Gli elettori sono quindi chiamati a confermare o bocciare la riforma degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, approvata dal Parlamento nel 2019 e che prevede il taglio dei parlamentari. La proposta è difatti di ridurne il numero attuale da l’attuale da 945 a 600, per un totale di 400 deputati (ad oggi sono in tutto 630) e di 200 senatori (al momento sono 315), mantenendo i senatori a vita (sebbene a riducendone il numero, al massimo di 5 in totale). Viene anche prevista una diminuzione dei parlamentari all’estero: i deputati scenderebbero da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4.Va specificato che trattandosi di un referendum costituzionale confermativo non è previsto un quorum minimo: l’esito sarà valido anche se non si raggiungerà il 50% più uno dei votanti. Gli elettori riceveranno una sola scheda di colore verde chiaro su cui è apposto il seguente quesito: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n.240 del 12 ottobre 2019?» Se si traccia una croce sul “Sì” si esprimerà la propria volontà di approvare la riforma, se si traccia la croce sul “No” si sceglie di bocciare la modifica costituzionale. Se si barreranno entrambe le caselle il voto sarà nullo.

Lo spoglio

Lo spoglio delle schede inizierà lunedì 21 settembre e si inizierà da quelle del referendum costituzionale. Si passerà poi alle regionali nelle sette Regioni in cui si voterà. Per le comunali, invece, l’orario di inizio dello spoglio dovrebbe essere indicativamente le ore 9 di martedì 22 settembre.

 

 

 

 

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