A Portigliola la targa in ricordo di Domenico Lacopo, carabiniere reggino fucilato dai nazisti

Presente alla cerimonia la sottosegretaria Wanda Ferro: “Un ufficiale che sacrificò la propria vita per la libertà"

“Una manifestazione per rendere onore ad un carabiniere, Domenico Lacopo, che ha sacrificato la propria vita per la libertà e la giustizia. Un tributo di memoria doveroso soprattutto nei confronti della comunità e dei suoi giovani, che hanno bisogno non di parole ma di esempi di coraggio, di attaccamento alla Patria, di sacrificio per il perseguimento del bene comune”. E’ quanto ha affermato la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, partecipando questa mattina a Portigliola (RC) alla cerimonia di apposizione della targa commemorativa intitolata al Carabiniere Domenico Lacopo, Medaglia di Bronzo al Valor Militare “alla memoria”, voluta dalla Commissione straordinaria del Comune e dall’Arma dei Carabinieri.

“E’ particolarmente meritevole la decisione della Commissione – ha proseguito la sottosegretaria Ferro – di porre rimedio alla mancanza di un ricordo per i caduti per la Patria dopo quelli della Grande Guerra, facendo coincidere l’apposizione della targa commemorativa con l’inizio dei lavori di ampliamento del Municipio, un intervento che ha un importante valore simbolico perché la casa comunale rappresenta l’intera comunità, che vuole crescere e guardare al futuro con fiducia. Domenico Lacopo interpretò in pieno la figura del carabiniere, consacrando la propria vita alla protezione della comunità e alla difesa dei valori fondamentali della nostra Nazione. La sua storia è un esempio di coraggio, di fermezza d’animo e amore patrio, contro l’oppressione nazista e per la difesa della libertà e della dignità umana”. La Ferro ha quindi ringraziato l’Arma dei Carabinieri cui ha rinnovato la propria vicinanza per la scomparsa in servizio di due giovani militari in un incidente stradale nel Salernitano.

“E’ particolarmente meritevole la decisione della Commissione – ha proseguito la sottosegretaria Ferro – di porre rimedio alla mancanza di un ricordo per i caduti per la Patria dopo quelli della Grande Guerra, facendo coincidere l’apposizione della targa commemorativa con l’inizio dei lavori di ampliamento del Municipio, un intervento che ha un importante valore simbolico perché la casa comunale rappresenta l’intera comunità, che vuole crescere e guardare al futuro con fiducia. Domenico Lacopo interpretò in pieno la figura del carabiniere, consacrando la propria vita alla protezione della comunità e alla difesa dei valori fondamentali della nostra Nazione. La sua storia è un esempio di coraggio, di fermezza d’animo e amore patrio, contro l’oppressione nazista e per la difesa della libertà e della dignità umana”. La Ferro ha quindi ringraziato l’Arma dei Carabinieri cui ha rinnovato la propria vicinanza per la scomparsa in servizio di due giovani militari in un incidente stradale nel Salernitano.

Alla cerimonia sono intervenuti, tra gli altri, il commissario straordinario al Comune di Portigliola Giovanni Todini, il comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria generale Cesario Totaro, il vice prefetto vicario di Reggio Calabria Stefania Caracciolo, il vescovo di Locri-Gerace mons. Francesco Oliva, alla presenza di rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine, dei sindaci del comprensorio, delle associazioni d’arma. La manifestazione, alla quale hanno assistito tanti giovani studenti, si è conclusa con un’esibizione della banda musicale della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Chi fu il carabiniere Domenico Lacopo

Il carabiniere Domenico Lacopo, nato a Portigliola (RC) e deceduto per fucilazione ad opera delle truppe di occupazione tedesche nel marzo del 1945 a Sarzana (La Spezia), partecipò attivamente nella guerra di Liberazione soprattutto per proteggere la popolazione civile a seguito degli eccidi compiuti nelle valli appenniniche tra Liguria e Toscana dove svolgeva servizio. Nel 1954 la Repubblica Italiana riconobbe con la Medaglia di bronzo al valor militare le doti del Milite, e riconobbe inoltre alla madre, che visse a Portigliola fino agli anni settanta, una pensione di guerra per il servizio prestato alla Nazione dal figlio. Nel 1989 le spoglie mortali di Lacopo Domenico furono traslate al Cimitero di Portigliola.

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