Domino-Health, l’innovativo “badante digitale” made in Calabria (VIDEO)

Il progetto punta a migliorare la qualità del soggetto fragile e anche del suo caregiver con un sistema dotato di intelligenza artificiale che segnala in anticipo le situazioni di rischio

di Daniele Fazio – Destinato a migliorare l’assistenza, ma anche la vita delle persone fragili e del suo badante. Studiato per anticipare le situazioni di rischio che si generano nelle patologie come la malattia di Alzheimer e le demenze. Per rispondere all’invecchiamento progressivo della popolazione e alla carenza graduale di figure professionali che si prendano cura degli anziani all’interno dei centri di assistenza è nato “Domino-Health”, un dispositivo innovativo complesso ideato dalla start-up tutta calabrese DOM-Ino Labs s.r.l. 

Quella fondata da Luciano Ricci, avvocato e imprenditore informatico, team manager e commerciale di DOM-Ino Labs è una delle oltre 60 aziende incubate nel PIC: Polo di Innovazione ‘Cassiodoro’. “Siamo nati nel novembre del 2019 – racconta il manager – con lo scopo di sviluppare un’idea nata dalle esigenze delle Rsa, che lamentavano la problematica di controllare affetti da Alzheimer e altre demenze”. Il sistema monitora ogni azione del soggetto valutandone l’eventuale rischio attraverso una moltitudine di sensori basati su tecnologia IOT e intelligenza artificiale. Si tratta di un dispositivo che, collegato ai piedi del letto, comunica al caregiver qualsiasi tipo di movimento, richieste d’aiuto, eventuali cadute o valori vitali fuori norma (frequenza cardiaca, temperatura, pressione sanguigna, saturazione) segnalando le situazioni di rischio con anticipo. Il caregiver può monitorare in ogni istante la condizione dei sensori e lo stato reale del soggetto attraverso una camera a visione notturna e può interagire con lui a distanza tramite un microfono. 

Quella fondata da Luciano Ricci, avvocato e imprenditore informatico, team manager e commerciale di DOM-Ino Labs è una delle oltre 60 aziende incubate nel PIC: Polo di Innovazione ‘Cassiodoro’. “Siamo nati nel novembre del 2019 – racconta il manager – con lo scopo di sviluppare un’idea nata dalle esigenze delle Rsa, che lamentavano la problematica di controllare affetti da Alzheimer e altre demenze”. Il sistema monitora ogni azione del soggetto valutandone l’eventuale rischio attraverso una moltitudine di sensori basati su tecnologia IOT e intelligenza artificiale. Si tratta di un dispositivo che, collegato ai piedi del letto, comunica al caregiver qualsiasi tipo di movimento, richieste d’aiuto, eventuali cadute o valori vitali fuori norma (frequenza cardiaca, temperatura, pressione sanguigna, saturazione) segnalando le situazioni di rischio con anticipo. Il caregiver può monitorare in ogni istante la condizione dei sensori e lo stato reale del soggetto attraverso una camera a visione notturna e può interagire con lui a distanza tramite un microfono. 

Ricci è affiancato dall’Ingegnere Antonio Valentini che si occupa della progettazione hardware e software del sistema, dal dottor Antonio Riccelli che cura lo sviluppo di tutta l’elettronica e la la circuiteria, dall’ingegnere Caterina Musci per lo sviluppo del software lato interfaccia utente e delle logiche di Intelligenza Artificiale e dalla dottoressa Francesca Ricci che segue il marketing e la comunicazione. Essenziale nel progetto il contributo dei programmatori Daniele Fazio e Gabriele Zullo, nonché del consulente informatico esterno Mattia Libico. 

Domino-Health crea così un mondo invisibile intorno alla persona a rischio senza alcuna contenzione o limitazione fisica. L’idea, dunque, è di costruire un modello di organizzazione socio-assistenziale territoriale dove lo scopo finale è lasciare la persona con disabilità o semi disabilità nel proprio ambiente che però diventa controllato e sicuro. “Il progetto è nato originariamente nel 2016 – spiega Ricci – mentre nel 2019 la Regione Calabria lo ha finanziato. Nel corso del 2021 stiamo sviluppando il terzo prototipo che vedrà la sua industrializzazione alla fine dell’anno. Cerchiamo partner che vogliano affiancarsi nella nostra crescita attraverso la commercializzazione ma anche acquisizione di quote che possano servire a finanziare la nostra iniziativa”.

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