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Don Francesco Cosentino, “Non è quel che credi”

(Antonia Opipari) – Un titolo che riassume il senso dell’intero libro: Non è quel che credi. Si chiama così l’ultimo lavoro di Francesco Cosentino, sacerdote, teologo, docente presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma; il sacerdote calabrese ha all’attivo già diverse pubblicazioni, alcune delle quali trattano la fede, ma Non è quel che credi. Liberarsi dalle falsi immagini di Dio – edito da Dehoniane – è diverso: parla del Signore nella maniera più pura e genuina, attraverso un linguaggio semplice, capace di far comprendere quanto tutto ciò che ci viene inculcato su di Lui, il più delle volte sia sbagliato. E lo fa avvalendosi degli insegnamenti di suo figlio Gesù.

La prefazione del libro è a cura di Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, il quale fin dalle prime pagine introduce gli interrogativi a cui si cerca di dare risposta nel testo, ovvero «A che punto è l’annuncio del Vangelo come buona notizia nella nostra società italiana?» e soprattutto «com’è possibile ritrovare la freschezza del Vangelo e ridare splendore al volto di Cristo?».

Una trattazione non facile da affrontare ma necessaria ad allontanare ogni falsa credenza, venuta alla luce dall’esperienza sacerdotale di Don Francesco che spesso e volentieri si è ritrovato davanti credenti con l’errata convinzione «che Dio possa essere un giudice spietato, un contabile, un legalista o un semplice tappabuchi che risolve i problemi dall’alto. Molte persone hanno maturato, sin dall’infanzia, immagini di Dio oppressive e soffocanti e così le nostre Chiese sono piene di generazioni di credenti che paradossalmente, invece di vivere la liberante gioia del Vangelo, si presentano rigide, timorose, perfezioniste, con la sensazione di non essere mai a posto davanti a un Dio così esigente» spiega l’autore. Con il suo modo di fare schietto, apprezzabile, naturale, che traspare tutto nelle pagine di questo libro, Cosentino invita i fedeli ad avvicinarsi a Cristo in maniera più libera e gioiosa, senza bigottismi e sovrastrutture di sorta, ma con la sincerità di cuori puri capaci di accogliere il Dio vero, non quello che ci siamo inventanti: «Se potesse mandarci un messaggio, oggi Dio ci direbbe: “Mi avete frainteso”!»  dice l’autore. Un libro per rafforzare la fede di chi ce l’ha e aiutare a ritrovare chi l’ha perduta.

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