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Donna muore con febbre alta al Pugliese, sale a 3 il numero degli indagati

pugliese-ciaccio

Oltre al medico curante e alla dottoressa di guardia medica, sotto inchiesta anche il centralinista del 118

Salgono a tre il numero degli indagati per la morte della giovane donna Antonia Andali, 32 anni, deceduta giovedì pomeriggio, dopo due giorni di febbre alta, all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dopo essere stata trasportata da Cropani a bordo di un’ambulanza del 118. Oltre al medico curante Michele Gallucci, difeso dall’avvocato Domenico Grisolia e la dottoressa di guardia medica Teresa Cona, difesa dall’avvocato Raffaele Fiorita, il pubblico ministero Andrea Giuseppe Buzzelli, al quale è stato trasferito il fascicolo prima nelle mani della collega Stefania Caldarelli, ha iscritto nel registro degli indagati l’operatore del 118 Leonardo Graziano, difeso dall’avvocato Salvatore Staiano. Un atto dovuto per consentire agli indagati, a carico dei quali si ipotizza il reato di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario, di esercitare il diritto alla difesa. L’esame autoptico, che era stato previsto nella giornata di ieri, è slittato di 24 ore, su istanza dell’avvocato Domenico Grisolia, cui si sono associati gli altri avvocati, che aveva richiesto al titolare delle indagini di ampliare l’inchiesta anche al personale del 118 più volte chiamato invano dalla madre della vittima. L’autopsia verrà effettuata alle 12 all’ospedale Pugliese di Catanzaro dai medici legali Rocco Pistinienzi e Giovanni Lo Santo ed avranno 90 giorni di tempo per depositare gli esiti peritali in Procura. L’esame autoptico servirà a chiarire le cause della morte di Antonia Andali e se il decesso della giovane mamma di due bambini poteva essere evitato oppure sarebbe avvenuto a prescindere da qualsiasi responsabilità di tipo medico sanitario. Secondo la ricostruzione dei fatti, la donna sarebbe stata con la febbre alta per due giorni, domenica e lunedì, poi la dissenteria senza più febbre mercoledì e l’epilogo giovedì, quando le condizioni di salute si sarebbero aggravate. Antonia sarebbe stata assistita dal medico di guardia medica e dal medico curante, che sarebbe intervenuto solo dopo qualche ora rispetto alla chiamata effettuata dalla madre della vittima. Intanto la madre, secondo la ricostruzione dei fatti, avrebbe allertato il 118 per ben tre volte, senza però che a queste chiamate seguisse un intervento dei sanitari, perché si pensava potesse trattarsi di una semplice sindrome influenzale. Il 118 sarebbe intervenuto solo quando le condizioni di salute della giovane donna si sarebbero aggravate. Solo nel pomeriggio di giovedì, infatti, il medico curante avrebbe evidenziato le condizioni disperate della ragazza, allertando subito l’ambulanza che ha trasportato la donna al nosocomio regionale, dove però è morta poco dopo. Sono stati i familiari della vittima, assisti dal legale di parte offesa Salvatore Iannone a denunciare il fatto alla Questura di Catanzaro e a far scattare le indagini della Procura.Una morte ancora tutta da chiarire e solo l’esito dell’esame autoptico potrà far luce sul caso.

g. p.

Redazione Calabria 7

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