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Dopo il ko dei ballottaggi centrodestra alle prese con il rebus Giunta e le elezioni di Catanzaro

di Sergio Pelaia – I ballottaggi delle grandi città hanno consolidato ulteriormente la tendenza già emersa con il primo turno, con la differenza che stavolta la Calabria non è andata in senso contrario rispetto al resto del Paese come invece è avvenuto 15 giorni fa con il concomitante voto per le Regionali. Hanno vinto i candidati del centrosinistra sia a Siderno che a Cosenza, e non può essere considerato certo marginale il fatto che la città del neo eletto presidente della Regione Roberto Occhiuto, amministrata per 10 anni dal fratello Mario, abbia ora scelto di voltare pagina e coalizione con la larga vittoria di Franz Caruso.

La rimonta e l’abisso con le Regionali

Il dato di Cosenza impressiona per la rimonta che il neo sindaco socialista è riuscito a portare a casa in due settimane, che non può essere spiegata solo con la somma algebrica dei voti degli altri candidati rimasti fuori dal ballottaggio che hanno deciso di schierarsi con lui. È evidentemente un dato politico e non matematico il passaggio del Caruso vincente dagli 8.342 voti del primo turno ai 14.413 usciti ieri dalle urne, così come il calo del Caruso perdente (Francesco, sostenuto da 8 liste di centrodestra e già vicesindaco di Mario Occhiuto) che è passato da 13.132 a 10.615 voti. Così come non è superfluo raffrontare il terzo posto che ha ottenuto a Cosenza il centrosinistra alle Regionali (23,56%, ovvero 4 punti in meno di Luigi de Magistris) con la vittoria del ballottaggio: il partito del neo eletto sindaco, il Psi, per la Regione si è fermato in città all’1,33% (389 voti). Un abisso.

Il peso di Forza Italia e gli equilibri interni

Questi numeri, al netto della diversità fisiologica delle due competizioni elettorali messe a confronto, dovrebbero comunque suggerire una profonda riflessione politica in entrambi gli schieramenti. E non possono non incrociarsi con i nodi che soprattutto il centrodestra, perdente pressoché in tutta Italia e vincente solo alle Regionali calabresi, si trova ora a dover sciogliere in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e alla luce del peso interno dei principali partiti che ne fanno parte. È nei fatti un ridimensionamento dell’ala sovranista della coalizione (FdI e Lega) che anche alle Regionali ha ceduto il passo rispetto al dilagare di Forza Italia. Ma ora spetterà ai forzisti nelle postazioni istituzionali di potere, a partire proprio da Occhiuto, calibrare bene le scelte facendo valere i voti azzurri ma cercando anche di mantenere saldi gli equilibri interni (leggi qui l’intervista al coordinatore regionale Giuseppe Mangialavori).

La rivolta nella Lega

Non sarà poi così difficile in vista della composizione della giunta regionale perché le caselle e i posti di potere a disposizione sono tanti, dunque un modo per accontentare tutti si troverà. Le indicazioni che arriveranno dai leader nazionali saranno ben calibrate e in questo senso sono significative le parole pronunciate ieri da Matteo Salvini a Catanzaro. I suoi sono in rivolta contro Nino Spirlì, predestinato beneficiario del ticket con Occhiuto, e lui ha detto (leggi qui) che ancora “non c’è nulla di definito” rispetto alla Giunta e che non è “affezionato alle etichette”. Nessuna blindatura per il facente funzioni, insomma, ma è chiaro che oltre a lui non sono molti i leghisti calabresi di cui Salvini si fida. Potrebbe forse essere rivelatore un passaggio sugli uomini “e le donne” della Lega che potranno avere ruoli in Giunta e Consiglio. Spetterà comunque al leader gestire questa partita tutta interna, mentre in vista delle future Comunali Salvini ha già fatto sapere agli alleati che “vuole” i prossimi candidati sindaci “entro Natale”.

Le delusioni e le aspettative su Catanzaro

Questa dichiarazione netta, pronunciata proprio a Catanzaro, cioè un capoluogo di regione che nella prossima primavera dovrà scegliere il nuovo sindaco, non sarà certo frutto del caso. Nel centrodestra catanzarese è infatti già in corso una guerra di posizione per saldare vecchie e nuove alleanze e individuare il successore di Sergio Abramo, una dinamica che non può non intrecciarsi con le delusioni incassate da molti catanzaresi alle Regionali. La composizione della giunta Occhiuto e la scelta del candidato a sindaco di Catanzaro sono dunque le questioni più impellenti per i big (emergenti e tramontanti) del centrodestra calabrese. E sono strettamente interconnesse tra loro.

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