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Dramma dei vaccini in Calabria, Belcastro: “Ritardi? I commissari delle Asp si sentivano già in partenza”

belcastro vaccini

di Antonio Battaglia – Ai problemi endemici che affliggono la sanità regionale si aggiunge il gran ritardo della corsa al vaccino. La Calabria, stando agli ultimi dati ufficiali, si attesta ultima regione in Italia con 10.709 dosi somministrate su 25.630 disponibili, per una percentuale del 34,8%. Le telecamere di “Non è l’Arena”, trasmissione condotta da Massimo Giletti su La 7, ritornano a far luce sulla nostra terra e, più in particolare, su Crotone.

L’inviato Daniele Bonistalli fa visita al presidio ospedaliero della città pitagorica. Al 7 gennaio le dosi somministrate dei vaccini anti-Covid sono 80. “Continuando così ci vorrebbero 10 anni a distribuire il vaccino a tutto il popolo di Crotone”, afferma mentre si introduce nell’ospedale. Il direttore sanitario dell’Asp di Crotone, Pietro Brisinda, di fronte alle domande insistenti di Bonistalli che fa notare i ritardi concomitanti con le presunte “ferie” natalizie, si limita invece a dire che “riusciremo a metterci a regime quanto prima”.

“Ecco i motivi dei ritardi”

Antonio Belcastro, il delegato del soggetto attuatore per l’emergenza Covid, interviene per fotografare la realtà calabrese sul fronte vaccini: “Questa sera siamo al 42% nella percentuali dosi disponibili/somministrate. Le cause dei ritardi? Le dosi sono arrivate a ridosso delle festività natalizie, inoltre l’avvicendamento ai vertici delle Asp non ha aiutato. Gli ormai ex commissari forse si sono sentiti in partenza e hanno ridotto l’intensità. Fino al 3 gennaio non si è fatto molto, ma dal 4 al 10 gennaio abbiamo somministrato 11mila dosi. Inoltre, nelle aziende ospedaliere abbiamo il 100% dei vaccinati”.

La situazione, a suo parere, “è migliorata di molto. Insieme a Longo abbiamo ripreso in mano la situazione. Nelle prime due settimane, entro il 17 gennaio, dovremmo consumare tutte le dosi consegnate finora. Personalmente sono molto tranquillo – aggiunge- Tutti i mali degli ospedali calabresi non sono da imputare al sottoscritto. Faccio questo lavoro da un po’ di tempo, alla prima riunione di ogni giunta presento le dimissioni. Poi mi richiamano. E, preciso, svolgo questo incarico gratuitamente”.

 

 

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