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DRUG FAMILY | I casi di overdose e il ruolo delle donne nel fortino dello spaccio a Catanzaro

rom catanzaro

di Gabriella Passariello- Non solo i collaboratori di giustizia, ma anche le dichiarazioni di assuntori di droga hanno consentito di squarciare il velo di omertà sullo spaccio di marijuana, cocaina, eroina, kobret, che avveniva all’Aranceto, quartiere a sud di Catanzaro. Ed un filone investigativo, che ha poi portato al blitz Drug Family in esecuzione di 30 misure cautelari vergate dal gip Gaia Sorrentino su richiesta dei sostituti procuratori Irene Crea, Veronica Calcagno e Debora Rizza (LEGGI QUI) è scattato proprio in seguito alle rivelazioni di un consumatore di sostanze stupefacenti, che ha descritto agli inquirenti le modalità di acquisto del narcotico e gli spacciatori cui abitualmente faceva riferimento, svelando una fiorente attività di spaccio, il cui punto di riferimento a livello organizzativo e direzionale, era Marco Passalacqua, coadiuvato dalla compagna Angela Tropea.

I due casi di overdose e le rivelazioni dei familiari

L’allarmante quadro delinquenziale delineato dall’assuntore ha trovato conferma, secondo quanto riportato nel provvedimento del giudice, in due episodi di overdose, uno dei quali ha portato alla morte di un giovane il 24 marzo 2020, all’Ospedale Pugliese- Ciaccio di Catanzaro dopo aver acquistato e assunto droga. Chiamate a sommarie informazioni la madre e la sorella del giovane, è emerso che lo stesso, prima di entrare in stato di coma irreversibile, aveva rivelato a entrambe che lo stupefacente era stato acquistato proprio nel quartiere Aranceto. L’altro episodio si era verificato qualche giorno prima e riguardava un ragazzo che ha rischiato la vita per aver assunto droga e che escusso a sommarie informazioni confermava di approvvigionarsi nel quartiere Aranceto, indicando il suo fornitore in Fabio Critelli. A queste dichiarazioni se ne sono aggiunte altre nel tempo fornite da abituali assuntori di sostanza stupefacente nel quartiere a sud di Catanzaro, descrivendo con dovizia di particolari modalità e frequenza degli incontri con gli spacciatori, nonché le tipologie, le sostanze stupefacenti smerciate e i relativi prezzi applicati, fornendo anche i nomi degli stessi spacciatori o individuandoli negli album fotografici predisposti dalla Polizia giudiziaria.

I ruoli delle donne all’interno dell’associazione

All’interno della struttura associativa gravitante sulla figura di Marco Passalacqua e coinvolgente l’intero nucleo familiare e i suoi più stretti congiunti, la maggior parte dei quali abitanti di via Teano di Catanzaro, tra il civico 7 e il 19 emerge il forte attivismo delle donne. Figure femminili alle quali sono attribuiti ruoli di assoluto rilievo con compiti particolarmente delicati: dalla guardania delle abitazioni dove era custodito il narcotico alla diretta interlocuzione con la clientela. Fra tutte emerge la figura di Rossella Passalacqua, vero braccio destro del fratello Marco e riconosciuta da tutti gli altri associati come la persona di riferimento, idonea a sostituirlo in caso di necessità. Una posizione importante, da quanto emerge nell’ordinanza del gip, è ricoperta da Angela Tropea, compagna convivente di Marco, arrestata il 9 gennaio 2020 per essersi assunta la paternità dello stupefacente che la stessa cercava di sottrarre alla perquisizione dei militari. Il vuoto lasciato da Angela, a cui veniva applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari, nelle dinamiche associative si coglie dalle parole di Rossella che, durante una conversazione telefonica con la cognata, le dice “ a me servi qua”, lasciando intendere come la sua temporanea assenza comportasse un sovraccarico di lavoro, con riferimento sia alla distribuzione della droga che alla necessità di avere sempre qualcuno presente in casa. Attiva nello smercio anche Natascia Paparazzo convivente di Domenico Salvatore Passalacqua ex collaboratrice di giustizia (LEGGI QUI), così come risulta avere cooperato con il gruppo anche Simona Paone, compagna di Nicola Stratori, che si adoperava, dietro incarico di Marco Passalacqua, sul buon esito di una fornitura di stupefacente del valore di 550 euro all’indomani dell’arresto di Maurizio Vetere, momento critico per gli affari del gruppo in ragione del sequestro di circa un chilo e mezzo di cocaina. Le modalità di spaccio al dettaglio, avvenivano secondo due sistemi consolidati nel tempo ben noti ai tossicodipendenti all’interno delle abitazioni di Marco Passalacqua e di Domenico Salvatore Passalacqua, inteso Geppetto, oppure in strada davanti alle palazzine dei civici 15 e 19. In casa di Marco questo compito era assegnato ad Angela Tropea e a Rossella Passalacqua e in loro assenza subentrava anche la zia Silvana Passalacqua, a casa di Geppetto, invece o provvedeva lui o la moglie Natascia Paparazzo.

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