Dubbi sulla proprietà del “San Giovanni” di Catanzaro, Granato: “Da Abramo poca trasparenza”

La senatrice: "Desta perplessità la leggerezza con cui il Comune, per bocca del presidente della Commissione Patrimonio, derubrica la vicenda a questione senza rilievo"

“I dubbi sollevati via social sulla proprietà del Complesso Monumentale San Giovanni, vale a dire il più importante contenitore culturale della Città di Catanzaro, ha dell’incredibile, e può essere definito solo in un modo: sciatteria istituzionale. La risposta del Comune di Catanzaro, affidata non al sindaco, non all’assessore competente, ma – con tutto il dovuto rispetto ad un amministratore pubblico – al presidente della commissione consiliare Patrimonio (che dà tutta l’impressione di essere stato costretto ad abbracciare la croce di una situazione imbarazzante) la dice lunga su come, ancora una volta, il sindaco Abramo dimostri tutta la sua inadeguatezza”. E’ quanto afferma la senatrice Bianca Laura Granato (L’Alternativa c’è-Misto) in merito alla querelle sulla proprietà del Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro, insorta ieri dopo la denuncia via sociale del critico dell’arte Stefano Morelli.

“Non sono le chiacchiere fumose sui conti in ordine, che tanto in ordine non sono, e le battaglie finanziarie contro il Governo per la distribuzione dei fondi nel rispetto della spesa storica, che possono farci cambiare idea – afferma la senatrice Granato -. Quando un’Amministrazione comunale non ha cura del proprio patrimonio e, quindi, non rispetta la comunità che dovrebbe rappresentare, vuol dire che ha perso di vista l’obiettivo primario per cui è stata eletta: il bene comune inteso come la tutela l’interesse dei cittadini in ogni declinazione, anche attraverso la gestione sana, trasparente e legale dei beni pubblici. Se non fosse stato per la denuncia pubblica del critico d’arte Stefano Morelli, che descrivendo quello che poteva essere un semplice disservizio ha scoperto una incredibile falla nella gestione burocratica del Comune di Catanzaro, non avremmo mai scoperto che di fatto non è stato mai compiuto il passaggio di proprietà dal Ministero/Demanio, all’epoca della sua trasformazione da carcere a Complesso monumentale”.

“Non sono le chiacchiere fumose sui conti in ordine, che tanto in ordine non sono, e le battaglie finanziarie contro il Governo per la distribuzione dei fondi nel rispetto della spesa storica, che possono farci cambiare idea – afferma la senatrice Granato -. Quando un’Amministrazione comunale non ha cura del proprio patrimonio e, quindi, non rispetta la comunità che dovrebbe rappresentare, vuol dire che ha perso di vista l’obiettivo primario per cui è stata eletta: il bene comune inteso come la tutela l’interesse dei cittadini in ogni declinazione, anche attraverso la gestione sana, trasparente e legale dei beni pubblici. Se non fosse stato per la denuncia pubblica del critico d’arte Stefano Morelli, che descrivendo quello che poteva essere un semplice disservizio ha scoperto una incredibile falla nella gestione burocratica del Comune di Catanzaro, non avremmo mai scoperto che di fatto non è stato mai compiuto il passaggio di proprietà dal Ministero/Demanio, all’epoca della sua trasformazione da carcere a Complesso monumentale”.

“Quello che desta ancora maggiore perplessità è la leggerezza con cui il Comune, per bocca del presidente della Commissione Patrimonio, derubrica la vicenda a questione senza rilievo, visto che la discrepanza sulla proprietà era emersa mesi fa ed era già al centro del dialogo tra amministrazione e Agenzia del Demanio – conclude Granato –. Questo significa che la città avrebbe potuto rimanere all’oscuro di tutto, e denota mancanza di trasparenza del governo della cosa pubblica da parte di Abramo e della sua Giunta. Ci piacerebbe sapere, allora, cosa si nasconde davvero dietro la decisione dell’assessore Ivan Cardamone di rimettere la delega al Patrimonio”.

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