E-Cig e tabacco riscaldato: le differenze tra le due alternative al fumo tradizionale

Comparse per la prima volta a metà Ottocento, le sigarette si sono rapidamente imposte come il principale prodotto da fumo in tutto il mondo. Assieme ad altri lavorati (sigari e trinciato) rappresentano ancora oggi la fetta più grossa del mercato, sebbene a partire dai primi anni Duemila si siano progressivamente diffusi dispositivi di nuova generazione per fumatori adulti.

Nel 2003, in particolare, il farmacista cinese Hon Lik mette a punto la prima sigaretta elettronica (e-cigarette); circa una decina d’anni più tardi, fanno la loro comparsa sul mercato anche i riscaldatori di tabacco (oggi indicati principalmente come HP, acronimo di ‘heated products’, poiché utilizzabili anche con sostanze diverse dal tabacco). Talvolta indicati anche come ‘sigarette scalda tabacco’ o ‘sigarette a tabacco scaldato’, non di rado vengono considerati come una versione alternativa delle e-cig; in realtà si tratta di un prodotto piuttosto diverso da molti punti di vista. Nel nostro approfondimento, vediamo quali sono le differenze che contraddistinguono questi due dispositivi di moderna generazione.

Nel 2003, in particolare, il farmacista cinese Hon Lik mette a punto la prima sigaretta elettronica (e-cigarette); circa una decina d’anni più tardi, fanno la loro comparsa sul mercato anche i riscaldatori di tabacco (oggi indicati principalmente come HP, acronimo di ‘heated products’, poiché utilizzabili anche con sostanze diverse dal tabacco). Talvolta indicati anche come ‘sigarette scalda tabacco’ o ‘sigarette a tabacco scaldato’, non di rado vengono considerati come una versione alternativa delle e-cig; in realtà si tratta di un prodotto piuttosto diverso da molti punti di vista. Nel nostro approfondimento, vediamo quali sono le differenze che contraddistinguono questi due dispositivi di moderna generazione.

Cos’è (e come funziona) un riscaldatore di stick

È un dispositivo elettronico, che funziona grazie ad una piccola batteria interna agli ioni di litio. Come si può intuire dal nome, scalda una miscela di tabacco o di erbe a base di Rooibos, confezionata in stick monouso compatibili con l’apposito slot presente all’interno del device. La miscela viene esposta a temperature che in alcuni casi sfiorano i 300°, così da produrre un vapore di tabacco contenente nicotina. Il processo di riscaldamento viene controllato mediante software e sensori di temperatura, in modo tale da prevenire l’eventuale innesco del processo di combustione.

I dispositivi a tabacco scaldato sfruttano principalmente due sistemi per produrre il calore che riscalda la miscela presente al loro interno; in particolare, si tratta di sistemi resistivi o induttivi. Questi ultimi sfruttano il principio del riscaldamento a induzione (Induction Heating Technology), grazie ad una bobina metallica avvolta attorno alla camera di riscaldamento. Il passaggio della corrente elettrica attraverso il filamento genera un leggero campo elettromagnetico, in grado di scaldare dall’esterno verso l’interno la miscela di tabacco. Questa tecnologia caratterizza numerosi riscaldatori, inclusi glo™ Hyper PRO e glo™ Hyper Air sviluppati da BAT Italia, utilizzabili anche per scaldare stick alle erbe a base di Rooibos contenenti nicotina.

I dispositivi a riscaldamento resistivo, invece, utilizzano un sistema che prevede una resistenza elettrica; si tratta di una componente realizzata in materiale conduttore, il quale lascia passare la corrente elettrica ma, opponendo parziale resistenza, si surriscalda. Il calore così generato si propaga nello slot dove si trova lo stick di tabacco, scaldandolo fino alla temperatura prestabilita.

Sigarette elettroniche: cosa c’è da sapere

Nonostante la denominazione commerciale di ‘sigarette’ elettroniche, i prodotti di questo tipo hanno ben poco in comune con le sigarette tradizionali o con gli altri lavorati a base di tabacco da bruciare. Perché? È semplice: si tratta di dispositivi di vaporizzazione che non contengono tabacco, in alcuna forma. Le e-cig producono un aerosol (spesso aromatizzato) attraverso il processo di nebulizzazione di una soluzione a base di acqua, contenente nicotina (in quantità variabili) e altre sostanze (glicerolo, glicerina vegetale o glicole propilenico). Poiché sprigionano un vapore biancastro, le sigarette elettroniche hanno contribuito alla nascita del termine vaping (‘svapo’ in italiano), ormai largamente diffuso e utilizzato specificamente per indicare l’utilizzo delle e-cig.

La soluzione da nebulizzare è contenuta in una cartuccia; nelle sigarette elettroniche ‘a sistema aperto’, questa può essere ricaricata all’infinito direttamente dall’utilizzatore: ciò offre la possibilità di variare il tipo di liquido da ‘svapare’ di volta in volta. Nei device ‘a sistema chiuso’, invece, va rimossa una volta esaurito il liquido al suo interno, e sostituita con una cartuccia pre caricata.

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* 18+ Only. Prodotto destinato esclusivamente a fumatori adulti. Questo prodotto contiene nicotina che crea dipendenza

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