“È ritardato, non lo vogliamo”: bambino iperattivo escluso dalla classe per protesta degli altri genitori

È sucesso a Cosenza. Il responsabile Sidef Calabria: "Un trauma terribile. Urgente la figura dello psicologo scolastico"

“È ritardato, non lo vogliamo”. Questo si è sentito dire un bambino cosentino di 8 anni il suo primo giorno di scuola a Cosenza, secondo la denuncia del Sindacato delle Famiglie Sidef Calabria. Successivamente ci sarebbe scatenata una protesta dei genitori degli altri alunni, che avrebbero organizzato un’assenza di massa, istigando i figli ad isolare il nuovo compagno che sarebbe rimasto solo in classe per un intero giorno. Il bambino già aveva dovuto cambiare una precedente classe, informa l’ente.

La denuncia della madre

La denuncia della madre

L’agghiacciante fatto, secondo quanto riporta il Sidef, sarebbe rimasto nascosto se la madre di questo bambino non avesse informato i media e fatto intervenire formalmente il Garante per l’Infanzia, Antonio Marziale. Il garante avrebbe evidenziato come stia diventando sempre più frequente la minaccia del “ritiro dei figli da scuola” da parte di genitori che desiderano garantire ai loro figli una qualche presunta “normalità” o “perfezione”.

Un bambino con Qi superiore

“Questo perché è un bambino speciale, con un quoziente intellettivo superiore alla media, capace di parlare due lingue, eseguire calcoli complessi a mente, suonare a orecchio strumenti musicali, ma con un disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (Adhd)”, spiega il responsabile Sidef e psicologo Marco Piccolo. Il bambino, afferma Piccolo, avrebbe un bisogno educativo speciale (Bes) “che, al di là dell’eventuale supporto di un docente di sostegno, richiede anzitutto una ambiente scolastico sereno ed una classe accogliente. Al contrario, è stato lasciato solo in classe per un intero giorno”, denuncia. “Un trauma terribile che questo bambino difficilmente dimenticherà causato dalla incapacità di questi genitori di cercare con gli insegnanti delle soluzioni emotivamente più sane, mature ed umane”.

L’importanza dello psicologo scolastico

Il responsabile Sidef difende, in nota, la presenza dello psicologo in tutte le scuole, non solo per il supporto agli studenti, ma anche per affiancare il personale docente e le famiglie nell’affrontare questioni complesse legate all’educazione e all’affettività dei ragazzi. “In questo senso, guardo con speranza al progetto della Giunta della Regione Calabria di rendere strutturale la figura dello psicologo scolastico, anche allo scopo di prevenire il galoppante fenomeno dell’abbandono scolastico, soprattutto da parte di quegli studenti che vivono disagi specifici e fragilità”, conclude Piccolo.

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