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Edilizia sanitaria: “In Calabria i fondi ci sono ma non vengono utilizzati”

La Calabria dispone di oltre un miliardo 500 milioni di euro per costruire nuovi ospedali o metterli a norma, per realizzare le case della salute, per il restyling dei poliambulatori o per acquistare tecnologie sanitarie, ancora inutilizzati. Il dato è emerso stamane durante una conferenza stampa tenuta da Rubens Curia, portavoce di Comunità Competente, nella sede di Confindustria Cosenza, dal titolo “Edilizia Sanitaria: un diritto dei calabresi, un’opportunità per la Calabria”. Presenti anche Francesco Costantino, componente del coordinamento di Comunità Competente, che raggruppa 50 Associazioni e comitati, e il presidente di Ance Calabria, Giovan Battista Perciaccante. “La pandemia – ha detto Curia ha modificato la cifra culturale di come affrontare la problematica della sanità, perché prima molti erano convinti che se tu curi gli ospedali risolvi i problemi, invece si è visto che la medicina territoriale è fondamentale da questo punto di vista”.
“Non c’è stato il coraggio di investire nella medicina territoriale – ha detto ancora Curia – e non solo non abbiamo le strutture sanitarie a norma ma ci sono anche i cosiddetti “determinanti sociali di salute”: cioè la gente si ammala di più se ha delle fragilità, e noi abbiamo la carenza di lavoro e il lavoro nero. Non è un caso che la Calabria abbia il maggior numero di persone in cura presso dipartimenti di salute mentale, 23 su mille invece di 10 su mille”.

“Completare le procedure necessarie e stabilire un cronoprogramma”

“Qui c’è un convitato di pietra, che è Invitalia – dice ancora Curia – perché il generale Cotticelli (ex commissario regionale alla sanità, ndr) nel marzo 2020 ha fatto un decreto in cui affida ad Invitalia la gestione di una serie di opere di edilizia sanitaria, per quasi un miliardo di euro, ma non sappiamo cosa è stato fatto finora. I calabresi pagano 100 milioni di tasse in più di Irap e Irpef perché siamo commissariati”. “Sono vent’anni – ha detto il presidente di Ance Calabria Giovan Battista Perciaccante – che si parla di questi soldi, io direi che è ora di passare dal ‘faremo, costruiremo, adegueremo, metteremo a norma’, ad ‘abbiamo fatto gli ospedali, abbiamo adeguato i pronto soccorsi, abbiamo fatto le case della salute’, cioè la Calabria ha necessità di fare, non possiamo più pensare che faremo. Sono 4 anni che parliamo dei quattro poli ospedalieri, Vibo, Sibaritide, Catanzaro e l’ospedale della piana, che adesso devono essere realizzati, presto e bene. Qui vicino c’è San Marco Argentano – dice ancora Perciaccante – e sapete cosa significa investire 9 milioni e mezzo per la Casa della Salute? La ricaduta sociale ed economica che significa per il territorio? Se vogliamo che rimangano qui i nostri giovani, i nostri tecnici, e ne abbiamo di ottimi, dobbiamo creare occupazione, posti di lavoro”. “Cento milioni spesi in edilizia vuol dire un ritorno di 350 milioni”, ha detto ancora Perciaccante. Che chiede, insieme a Curia e Costantino, al Commissario ad acta per la Sanità calabrese Guido Longo di sollecitare Invitalia e le Aziende sanitarie a completare le procedure necessarie per la realizzazione delle opere finanziate, con un cronoprogramma da monitorare con un’apposita cabina di regia regionale.

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