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Elezioni a Cosenza, mite confronto tra gli aspiranti sindaci nella Tribuna elettorale Rai

di Maria Teresa Improta – Gli otto candidati alla carica di sindaco della città di Cosenza hanno partecipato ieri al confronto in Rai durante la Tribuna elettorale disposta dalla Commissione parlamentare di vigilanza per le elezioni ammistrative che si terranno il prossimo 3 – 4 ottobre. Divisi in due gruppi hanno presentato il proprio programma, le proposte da porre in essere e lanciato l’appello al voto alla cittadinanza. Durante la trasmissione non si sono registrati momenti di tensione a parte la protesta del candidato Fabio Gallo che ha lamentato una disparità nella distribuzione dei tempi dedicati a ciascun aspirante sindaco.

Bianca Rende

Se non mi fossi candidata la scheda elettorale sarebbe stata degna di un regime talebano. La presenza femminile – ha affermato la candidata Bianca Rende sostenuta da tre liste tra le quali appaiono il M5S e Tesoro Calabria di Tansi – credo ingentilisca questa campagna elettorale. Nella idea di città della nostra coalizione, Cosenza Cresce Insieme, la visione di genere è caratterizzante e vuole offrire una particolare cura e sensibilità rispetto a tante aree del disagio che ancora sono presenti in città, ma anche una prospettiva di modernità e innovazione che sicuramente il genere femminile incarna in maniera abbastanza naturale e spontanea. Sento il peso della divisione del centrosinistra, ma non ne sento la responsabilità perché non è la mia. Incarno la totale discontinuità rispetto ai miei competitor, credo di essere l’unica che può dirsi davvero distante tanto dall’amministrazione uscente quanto dalle gestioni precedenti di centrosinistra. Ritengo che Cosenza abbia bisogno di un radicale cambiamento. La distanza tra centro e periferia esiste, risale a 20 anni fa ed è stata riacutizzata dall’amministrazione uscente, per arginarla serve credibilità e determinazione che può derivare nel mio caso da cinque anni di opposizione ferrea e incrollabile tra i banchi della minoranza. Oggettivamente oggi a Cosenza ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Cosenza è una città che non conosce democrazia e uguaglianza nell’erogazione dei servizi cui livello è sotto la media. La soluzione sarebbe creare degli sportelli di prossimità rendendo accessibili i servizi comunali anche nelle periferie, la digitalizzazione deve servire alle persone anziane, a chi non può prendere l’auto, per poter accedere ai servizi senza mediazioni innaturali. Il ruolo dei consiglieri e degli assessori non è quello di aiutare e supportare nell’accesso ai servizi, l’amministrazione deve essere a disposizione di tutti. Bisogna intervenire in maniera concreta sul centro storico. Ho già annunciato che qualora dovessi essere eletta trasferirei lì la sede del sindaco e del suo gabinetto, nella Casa delle culture, che è la sua residenza storica. Questo perché l’attenzione per Cosenza Vecchia deve caratterizzarsi in maniera non retorica, come è successo in questi anni in cui è stata trasformata in un vero e proprio ghetto. Nel 2022 si celebreranno gli 800 anni della Cattedrale, un evento che può diventare un attrattore culturale, bisogna approfittarne. La città ha conosciuto di recente un declino culturale rappresentato dalla chiusura di diversi presidi e il centro storico grazie ai 90 milioni del CiS, dei fondi di Agenda Urbana e di altri finanziamenti che finora sono rimasti ai box per la lentezza dell’amministrazione comunale, può rinascere attirando l’investimento dei privati. Chiedo agli elettori di Cosenza di puntare sulla nostra proposta di una città policentrica che ci riporti al centro della scena politica nazionale garantendo l’omogeneità dei servizi. Abbiamo la forza e la credibilità per realizzare i nostri progetti”.

Franco Pichierri

“Sono un candidato di centro, ispirato alla figura di Don Luigi Sturzo. L’idea – spiega il candidato Franco Pichierri sostenuto da Democrazia Cristiana e Noi con l’Italia – è di tentare di costruire anche nella nostra città una dimensione politica che guarda l’esperienza dei cattolici democratici e liberali. Ritengo che in questo momento storico la città e il Paese abbiano bisogno di un’originalità nell’impegno politico con una politica più umana, più partecipata, a differenza di ciò che accade oggi e credo che l’unica testimonianza di questa realtà debba essere un nuovo centro. Oggi abbiamo la grande opportunità del Pnrr che ci consente di utilizzare fondi straordinari per innovare la città sul piano telematico, della ingegnerizzazione delle strutture civiche. Dobbiamo fare tesoro di questa opportunità per far partecipare ancora meglio la città all’attività civica. La sanità è ormai diventata il problema principale della città. Ritengo che il nuovo ospedale debba essere diviso in due parti: una per le acuzie (da allestire nei pressi dell’Università della Calabria per realizzare un polo scientifico) e l’altra dedicata alle cronicità, diagnostica e attività ambulatoriale (all’interno dell’Ospedale civico dell’Annunziata). Creare due strutture sanitarie con due differenti funzioni servirebbe a migliorare la qualità delle prestazioni. Un altro problema da affrontare immediatamente è quello del traffico. La nuova amministrazione deve predisporre un organico piano della mobilità, rivolto alla tutela dell’ambiente, con il supporto delle competenze dell’Università della Calabria per rimettere in ordine la città. La Cosenza che vorrei è diversa, come diceva Giorgio La Pira, grande sindaco di Firenze, è una città che abbia un’anima oltre alle opere, che vive anche attraverso la mobilitazione e lo spirito di appartenenza della sua comunità. Oggi è spenta. Riqualificare il centro storico, dove io sono nato, sarebbe la base per farla rivivere. E’ stata chiusa la biblioteca civica, l’accademia cosentina, il teatro Rendano, la Casa delle Culture, il cinema Morelli, il cinema Italia, se non si riprende sul piano culturale Cosenza Vecchia si farà fatica a risollevarne le sorti. Il centrodestra è diviso alle amministrative, ma siamo coesi nella coalizione che si presenta alle regionali perché nelle elezioni comunali ci si può misurare, la divisione diventa una risorsa e non un problema. L’appello agli elettori è di scegliere bene il loro candidato. Il nostro è il contenitore ideale dei cattolici democratici liberali”.

Francesco Civitelli

“Ho avuto la fortuna – dichiara Francesco Civitelli sostenuto da 5 liste civiche – di conoscere personalmente Giacomo Mancini e anche se non ero consigliere comunale, ma consigliere della settima circoscrizione ho avuto modo di vedere le idee che metteva in campo. L’amore che provava il popolo verso la sua figura mi ha spinto a seguire questo modello perché credo che nella vita bisogna essere ricordati per la passione, per ciò che si sente nel cuore e non per fatti diversi. Penso che le persone che hanno scelto di affiancarmi siano stanche di vedere le cose che non vanno bene. Anni fa è stato abbattuto il rilevato ferroviario che divideva la città in due parti, ciò non è bastato a integrare le periferie con la città pur essendoci a Palazzo dei Bruzi dei referenti che erano dei quartieri. Credo che bisogna partire dal basso con i cittadini che vogliono portare la loro voce in Comune. Voglio dare spazio alle loro proposte, non che ci si adatti passivamente a decisioni prese dall’alto. La priorità è far ripartire il commercio, legato all’economia, sono anni che dico e mi sfogo sui disagi della viabilità. Permettere ai cittadini dell’hinterland di raggiungere facilmente Cosenza senza il rischio di restare imbottigliati nel traffico è di primaria importanza per far ripartire l’economia. E’ impensabile che per attraversare Milano da una parte all’altra ci voglia un’ora, lo stesso tempo che impieghiamo per percorrere pochi metri e arrivare da via Popilia ai Due Fiumi. Il centro storico deve ripartire, i finanziamenti li abbiamo avuti, ma puntualmente sono tornati indietro, non sono stati utilizzati. Avremo modo di attingere a risorse e investire, modernizzare Cosenza Vecchia per allestire dei percorsi e far visitare tutte le cose belle che caratterizzano il centro storico, nonché di riuscire a riaprire le boutique e creare occupazione. Siamo l’alternativa a questa amministrazione, chiedo agli elettori di votare noi che nel corso degli anni, anche se esterni al Consiglio comunale, ci siamo prodigati per segnalare e risolvere tantissimi problemi che all’interno della casa comunale hanno fatto finta di non vedere”.

Francesco De Cicco

“La mia candidatura è di discontinuità con questa amministrazione da cui ho già preso le distanze da due anni confermandola con l’assenza nelle Giunte. E’ una candidatura – chiarisce l’assessore Francesco De Cicco appoggiato da 6 liste civiche – che nasce dal basso e vuole andare a togliere quel muro che si è creato tra l’amministrazione, la politica e il popolo. Ho creato sei liste con 192 candidati che provengono da tutti i ceti sociali e quartieri di Cosenza. Quello che io immagino da sindaco è una città circolare, libera e solidale, con una smart city dove il centro e le periferie non devono essere più differenti. Quando dico che si deve partire dal basso intendo che è necessario lavorare sui servizi. Cosenza è una città bellissima, la più bella della Calabria, però mancano i servizi essenziali: acqua, rifiuti, sicurezza. Dobbiamo partire da qui per garantire i diritti dei cittadini che pagano le tasse. Sono per la riqualificazione dell’Ospedale esistente con l’ampliamento e la creazione della cittadella della salute che arriva fino al Mariano Santo perché spostando l’ospedale da quella zona andremmo a isolare ancora di più il centro storico. Tutti quanti ci riempiamo la bocca parlando di Cosenza Vecchia però poi alla fine si pensa di spostare l’Annunziata in un’altra zona, sono per far rimanere lì il nostro nosocomio e farlo funzionare davvero. Va riorganizzata l’attività medica del Pronto Soccorso che è diventato un lazzaretto in cui quando si entra non si sa che fine si farà e dove i parenti hanno difficoltà a comunicare con i familiari. Non possiamo permettere questa umiliazione per i nostri concittadini. Dobbiamo avere una sanità che sia un’eccellenza perché è una priorità per ogni essere umano. Per la prima volta a Cosenza, un figlio del popolo come me può diventare sindaco, con me tutti i cittadini saranno amministratori della cosa pubblica”.

Franz Caruso

“Sono il candidato unico del centrosinistra, nella mia coalizione sono presenti i simboli del Pd, del Psi e della mia lista civica, ma all’interno – chiarisce il penalista cosentino Franz Caruso sostenuto da tre liste – sono presenti le altre forze politiche che a livello nazionale si richiamano al centrosinistra che sono Italia Viva, +Europa, Azione, Italia Popolare, Articolo 1 e Italia in Comune. Le altre formazioni che si dichiarano di centrosinistra sono solo associazioni che a livello nazionale non hanno rappresentanza e che quindi anche a livello regionale non fanno parte della coalizione. La presenza di Bianca Rende potrebbe anche incidere sull’orientamento dell’elettore di centrosinistra, sarebbe stato più opportuna un’unitarietà di comportamenti, una presenza di tutti. Guardo alla Cosenza del 2050, una smart city che si sviluppa in modo ecosostenibile, che crea una digitalizzazione di tutti i servizi, vivibile per tutte le fasce sociali e di età, che metta al primo posto l’individuo, il benessere del cittadino e la vivibilità. Interventi che non sono soltanto le piste ciclabili, ma che investono stili di vita con la mobilità attraverso mezzi di trasporto pubblici elettrici o a metano, digitalizzazione dei servizi comunali. Il tutto da realizzare utilizzando i fondi del Pnrr che riguarderanno settori che inglobano salute, turismo, verde, istruzione, mobilità sostenibile. Credo che il progetto da noi presentato, basato su valori, servizi e infrastrutture rispecchia i tempi necessari per poter realizzare questo progetto di Cosenza 2050. Dobbiamo tornare ad essere la città capoluogo, la città provincia punto di riferimento e motore di un’area più vasta. E’ strano sentire parlare di queste attività dopo 10 anni di amministrazione nella quale le opere non si sono realizzate, parlare al futuro lo può fare chi non ha avuto questa esperienza. Dobbiamo mettere al servizio di un territorio più vasto quelle che sono le strutture che non sono soltanto di mobilità, ma sono soprattutto di risposta ai servizi primari della città a partire dal fronte sanitario con la realizzazione del nuovo ospedale che per quanto mi riguarda dovrà sorgere a Vaglio Lise. Il primo atto che farò da sindaco sarà di portare in Consiglio comunale come ordine del giorno l’approvazione dell’ubicazione del sito in cui fare sorgere il nuovo ospedale regionale hub. Il posto ideale è Vaglio Lise non solo perché è un punto nevralgico, centrale rispetto a tutta l’area che sta intorno alla città, ma perché ha i collegamenti già pronti per rendere un servizio più ampio rispetto alla stessa area urbana e metropolitana. Se mi sono candidato è perché ritengo che l’amministrazione uscente abbia fallito, soprattutto nel secondo mandato. Ho creato un’alternativa forte, vera, credibile e autorevole. Mi candido per rappresentare la città, chiedo un voto libero da qualsivoglia condizionamento”.

Valerio Formisani

“Noi siamo una forza civica di sinistra già candidata cinque anni fa, – afferma Valerio Formisani candidato sindaco di Cosenza in Comune – c’è una continuità con il discorso che abbiamo fatto allora. Il nostro è un esperimento unico, quello di coniugare l’azione di associazioni e gruppi di persone dell’area della solidarietà cosentina con alcuni partiti quali Sinistra italiana, Rifondazione comunista e i Verdi. Un campo aperto anche ai cattolici dell’associazionismo cittadino. La lotta alla povertà ormai non è più confinata agli strati che noi conosciamo che sono purtroppo rimasti così come erano, ma si è andata allargando ad altri strati sociali: i single, gli anziani, i disabili. Si è andato ingrandendo sempre più questo bacino di utenza. E’ possibile intervenire in maniera molto semplice: ripristinando i servizi sociali che il Comune ha negli ultimi anni ha azzerato a partire dagli asili nido fino a tutto ciò che rappresenta il welfare della città. Nella gestione dell’emergenza Covid abbiamo assistito a un’assenza del Comune preoccupante e sconfortante. Le persone sono rimaste sole. Chi era povero ha aggiunto al proprio stato di indigenza la difficoltà di portare a casa anche il cosiddetto piatto di pasta. Tutto ciò è stato mitigato solo dall’operato delle associazioni e dal welfare familiare. Sono un medico e posso con consapevolezza dire che la ricetta della sanità è semplice. Fino ad ora ci hanno detto che sanità e Comune sono due cose completamente diverse. Nulla di più falso, perché specialmente il Comune di Cosenza, che è un Comune capofila nella conferenza dei sindaci presente in Regione, può spingere alla costruzione di alcuni percorsi. Il Pronto Soccorso è andato in crisi per piccoli problemi. Non abbiamo avuto un’espansione di dati allarmanti nei ricoveri di pazienti Covid positivi, abbiamo registrato difficoltà che già esistevano, aggravate dall’impreparazione, dall’incapacità di gestire questa epidemia con la carenza di posti letto e di lavoratori che chiediamo vengano stabilizzati, non solamente per quanto riguarda la parte medica. Il problema non è il centro storico, ma quello che non si è fatto nel centro storico. E’ stata dismessa la biblioteca cittadina, fatto grave, perché quando si perdono pezzi di cultura, la presenza di presidi come cinema e teatri, si perde l’anima della città, questo è il dato fondamentale. Cosenza Vecchia non è una vetrina, ma un posto dove vive la gente, dove le persone abitano tra palazzi pericolanti tra crolli che si susseguono. L’immagine dell’abbandono è sintetizzata dalle aree museali, come piazza Toscano in stato di completo degrado. Quando si parla di anni di gestione di questi fenomeni da parte dell’amministrazione Occhiuto si parla anche di questo. Il centro storico deve essere ristrutturato abbattendo ciò che si deve abbattere e sostituendolo con servizi ai cittadini. La nostra è una forza giovane che si caratterizza per la presenza di varie aree di associazioni e che mantiene ferme alcune condizioni principali che sono l’area della solidarietà, dell’uguaglianza e della libertà. In alto a sinistra, come nella scheda elettorale”.

Fabio Gallo

“La scelta dei componenti del movimento civico Noi ha portato ad eleggere me come candidato. Ho accettato volentieri l’orientamento degli iscritti, – ammette Fabio Gallo candidato sindaco del movimento Noi – avrò così un confronto diretto con la città e con coloro i quali la rappresenteranno. È importante perché finché si rimane fuori da Palazzo dei Bruzi a fare le battaglie civiche è difficile capire anche le difficoltà che ci sono nel governare. Noi oggi ci siamo candidati per amministrare insieme a coloro i quali avranno l’intenzione, speriamo, di riportare la politica non solo a una cementificazione massiva, ma anche a una umanizzazione di cui abbiamo bisogno. Il movimento Noi è una rete umana composta da tanti cittadini che fanno parte delle varie categorie del vivere sociale, civile, culturale ed economico della città. Persone che hanno già avuto esperienze nel mondo della politica e hanno capito che bisogna formattare alcuni atteggiamenti della classe dirigente e andare avanti in maniera diversa. E’ indubbio che la città si pone con una difficoltà enorme innanzi ai cittadini in quanto in questi anni è stata resa invivibile. La cementificazione selvaggia ha sacrificato la sostenibilità ambientale. Faccio un esempio. Definire piazza Bilotti ecosostenibile è una cosa di una gravità inaudita perché è fatta di solo cemento. Non sono assolutamente d’accordo con le scelte intraprese dall’amministrazione Occhiuto. Il corpo elettorale è compatto nel dire basta a questo tipo di conduzione e iniziarne un’altra veramente sostenibile anche economicamente attingendo dai fondi del Pnrr. Voglio uscire dalla liturgia delle parole e entrare in quella dei fatti. Il centro storico è stato completamente abbandonato è inutile dire il contrario. Questa zona a traffico limitato è stata terrificante, hanno chiuso le attività, si sono create nuove sacche di povertà e nonostante abbiamo la Cattedrale all’interno si sono generati quartieri senza Cristo, dove neanche ai bambini sono garantiti i diritti all’infanzia e anche se ci sono quartieri interi dedicati ai rom sono stati lasciati a se stessi. Sono esseri umani e devono essere trattati come tali. Per quanto riguarda la sanità non abbiamo visto nessuno davanti agli ospedali durante la pandemia, per due anni ci siamo ammalati di Covid per assistere la gente e non abbiamo visto nessuno al nostro fianco di questa amministrazione e di coloro i quali declamano come valore primario la sanità. L’ambiente in questi anni è stato volutamente devastato da un percorso dedicato solo al cemento e questo è gravissimo perché abbiamo visto che i cambiamenti climatici stanno distruggendo il pianeta. Chiedo ai cittadini di votare il movimento Noi perché è l’unico che è sceso davvero in strada a tutelare i diritti di tutti i cittadini”.

Francesco Caruso

“Sono il candidato del centrodestra, posso definirmi tale in quanto la coalizione che mi sostiene è fatta da tutti i partiti del centrodestra uniti e compatti che mi hanno scelto come guida. Questo schieramento – dichiara il vicesindaco Francesco Caruso appoggiato da otto liste tra le quali appaiono Lega e Fratelli d’Italia – si è anche impreziosita con liste civiche fatte di persone di qualità che vogliono esserci, vogliono sposare questo progetto di continuità, di rinnovamento urbanistico e sociale per far crescere Cosenza nel solco della continuità per guardare avanti, per dare prosecuzione a un percorso che non può arrestarsi. Nelle strette di mano, nei sorrisi, negli abbracci, nell’entusiasmo che ricevo dai cittadini avverto anche la preoccupazione che Cosenza possa tornare ad essere la città, buia, statica, inerte, periferia dell’area urbana che era 10 anni fa prima dell’avvio dell’amministrazione di Mario Occhiuto attraverso la quale abbiamo agito nella direzione di un rinnovamento, di una rigenerazione ai sensi dei principi della sostenibilità, dell’innovazione urbanistica e della socialità. Questo processo deve continuare. Pensiamo di migliorare la viabilità attuando il progetto che abbiamo già predisposto in questi anni, abbiamo pensato a interventi integrati coordinati e complessi che riguardano la viabilità sostenibile, alternativa a impatto zero: le piste ciclabili, i bus elettrici, i percorsi pedonali, le auto elettriche. Sono tutti appalti già consegnati che dovranno vedere la luce nei prossimi mesi. Attualmente stiamo vivendo una situazione della viabilità che paga un transitorio. Chiediamo infatti a tutti i cittadini, come abbiamo fatto sempre nella realizzazione delle nostre opere pubbliche, un po’ di pazienza e un po’ di sopportazione del disagio. Questa è una politica di attenuazione del disagio. La comunicazione di far prefigurare come sarà la Cosenza del futuro, fatta di questo spazio pedonale nel centro città di grande valore ecologico ambientale, un polmone verde, che è Viale Parco, con una viabilità alternativa che vada a centrifugare il traffico con la realizzazione della nuova bretella di collegamento (tra il ponte di San Francesco progettato da Calatrava e via Lupia all’innesto della 107 parallela a via Popilia) che permetterà di decongestionare il traffico attuale, realizzare quattro grandi parcheggi hub di interscambio alle porte della città, che consentano di lasciare l’auto con dei costi modici per l’intera giornata e adottare un sistema di mobilità alternativo a piedi se si vogliono praticare stili di vita salubri, che noi promuoviamo, oppure con bici, bus e auto elettriche. Il sistema Rende-Cosenza-Castrolibero è già una realtà urbana unitaria, puntiamo a farlo evolvere nella istituzione della città unica. Nel frattempo miriamo a una governance condivisa dei servizi sia per quanto riguarda i rifiuti sia per quanto riguarda il trasporto pubblico, per partire con un unico gestore che permetta di ottimizzare i costi e migliorare l’efficienza dei servizi. Di centro storico ce ne occuperemo, di sanità ce ne siamo già occupati. Votatemi se ritenete che vi possa rappresentare, se ritenete io sia una persona competente, se ritenete io possa essere utile l’esperienza di questi 10 anni di amministrazione, se ritenete che io possa essere la guida per continuare questo processo di crescita, di innovazione per Cosenza. La città non può tornare indietro”. https://calabria7.it/elezioni-comunali-a-cosenza-presentate-29-liste-tutti-i-candidati-nomi/

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