Emergenza migranti, Wanda Ferro: “A Crotone sistema non regge. Non siamo hotspot d’Europa”

Ferro ritiene che "il modo più efficace per non mettere a rischio migliaia di vite è evitare le partenze delle carrette del mare"
wanda ferro

“L’ennesimo sbarco avvenuto questa mattina a Crotone, quasi 500 MIGRANTI intercettati dalla Guardia di Finanza a bordo di un peschereccio partito dalla Libia e soccorsi dalla nostra Guardia Costiera, dimostra come anche la Calabria sia diventato il molo d’Europa. Il centro accoglienza di Isola Capo Rizzuto rischia il collasso, con oltre 1.500 persone presenti su una capienza di 641 posti, così come nell’hotspot di Lampedusa ci sono 1.599 ospiti a fronte di una capienza massima di 350”. Così all’Adnkronos il neo sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, dopo lo sbarco di migranti avvenuto questa mattina nel porto di Crotone. Sbarco che fa seguito all’arrivo di altri migrati nelle ultime settimane (LEGGI QUI).

“Con questi numeri il sistema non può reggere”

“Con questi numeri il sistema non può reggere”

“È chiaro – osserva Ferro – che con questi numeri il sistema non può reggere, e fatico a definire accoglienza la necessità di stipare migliaia di persone in strutture inadeguate, con ciò che questo comporta in termini di sicurezza, di problematiche sanitarie, di dignità delle persone. Non possiamo diventare l’hotspot di un’Europa che ci costringe a farci carico del problema senza assumersi la responsabilità dell’accoglienza e senza attivare alcun meccanismo di solidarietà”.

La linea del governo

“La linea del ministro Piantedosi e del governo – sottolinea il sottosegretario – è quella del pieno rispetto della legalità e della difesa dei confini. Nessuno ha mai pensato di non prestare soccorso alle persone in difficoltà in mare. La salvaguardia della vita umana per noi ha valore assoluto. Questo non vuol dire subire passivamente l’attività di organizzazioni che fanno la spola tra l’Africa e le coste italiane per traghettare persone che nella stragrande maggioranza dei casi sono migranti economici, non profughi che scappano da guerre o persecuzioni”.

“Gli altri Paesi si assumano le proprie responsabilità”

Secondo Ferro “è il momento che anche gli stati europei si assumano le proprie responsabilità di fronte alle navi delle ong che operano senza alcun coordinamento con le autorità. Ci aspettiamo ad esempio che la Germania, anziché dare lezioni di umanità all’Italia, si faccia carico di condividere l’accoglienza di quei migranti trasportati da navi battenti bandiera tedesca”.

Secondo Ferro “bisogna evitare le partenze”

“Noi – prosegue Ferro – riteniamo che il modo più efficace per non mettere a rischio migliaia di vite è evitare le partenze delle carrette del mare. Per questo l’approccio del presidente Meloni è sempre stato di natura strategica e riguarda i rapporti di collaborazione internazionali. Non a caso già nel suo discorso di insediamento ha parlato della necessità di un nuovo ‘piano Mattei’ per l’Africa per contenere i flussi migratori, ma anche – conclude Ferro – la possibilità di recuperare la proposta originaria della missione navale europea Sophia che prevedeva il blocco delle partenze dei barconi, creando sui territori del Nord-Africa in accordo con le autorità locali degli hotspot in cui le organizzazioni internazionali possano vagliare le richieste di asilo”.

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