Emergenza Sanità a Girifalco, Abenavoli: “L’ospedale di comunità al servizio dei cittadini”

“L’ospedale di comunità risponderà ai bisogni sanitari dei cittadini, che sono chiamati alla partecipazione per un percorso virtuoso da costruire assieme"
Emergenza Sanità a Girifalco

“L’ospedale di comunità risponderà ai bisogni sanitari dei cittadini, che sono chiamati alla partecipazione per un percorso virtuoso da costruire assieme. È necessario tuttavia che una classe dirigente preparata è responsabile, si faccia carico di questo cambiamento”. Così, Ludovico Montebianco Abenavoli, direttore della scuola di specializzazione delle Malattie dell’Apparato Digerent, e dell’Umg di Catanzaro, componente del gruppo tecnico regionale Emergenza Covid, chiudendo i lavori moderati da Massimo Pinna, giornalista, sindacalista e presidente dell’associazione Emergenza Sanità, sintetizza quanto emerso dalla serata di piazzetta Santa Domenica, nel centro storico di Girifalco, in provincia di Catanzaro.

“Dopo due anni di pandemia, ora il Pnrr e il previsto ospedale di comunità: si impone una azione di rilancio economico del territorio – ha dichiarato il presidente del sodalizio Massimo Pinna – che partendo dalla sanità disegni nuove prospettive per tutti i settori sociali”. Un incontro pubblico, che è partito dall’analisi dallo stato attuale della pandemia, della sua ricaduta sul territorio, relazionata dal dottore Francesco Quintieri, dirigente medico Uoc Malattie Infettive Ao Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dalla sua a tratti drammaticamente privilegiata postazione sul campo. “Sono stati anni difficili, abbiamo trattato circa 1500 pazienti Covid, esortiamo ancora una volta, alla vaccinazione, perché da sola la cura può non bastare, serve ancora insistere sulla prevenzione che solo il vaccino può attualmente dare”.

“Dopo due anni di pandemia, ora il Pnrr e il previsto ospedale di comunità: si impone una azione di rilancio economico del territorio – ha dichiarato il presidente del sodalizio Massimo Pinna – che partendo dalla sanità disegni nuove prospettive per tutti i settori sociali”. Un incontro pubblico, che è partito dall’analisi dallo stato attuale della pandemia, della sua ricaduta sul territorio, relazionata dal dottore Francesco Quintieri, dirigente medico Uoc Malattie Infettive Ao Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dalla sua a tratti drammaticamente privilegiata postazione sul campo. “Sono stati anni difficili, abbiamo trattato circa 1500 pazienti Covid, esortiamo ancora una volta, alla vaccinazione, perché da sola la cura può non bastare, serve ancora insistere sulla prevenzione che solo il vaccino può attualmente dare”.

Un evento straordinario, il Covid, che ha imposto risposte straordinarie. Come il Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, che, tradotto in politica sanitaria, ha prodotto un’inversione strategica di tendenza, dai tagli lineari alla sanità, al ‘ritorno’ della sanità territoriale e di prossimità. “E’ una grande sfida il PNRR, ed ancora di più per regioni in ritardo come la Calabria, serve perciò, la massima collaborazione, la condivisione sociale di tutti gli attori protagonisti per riportare la Calabria e il Sud a livelli di assistenza sanitaria accettabili e in linea con il resto d’Italia”. La professoressa Marianna Mauro, docente di Economia e Management Sanitario dell’Umg di Catanzaro, nel suo intervento ha delineato i punti di svolta che la programmazione del Pnrr impone agli enti statali, alle regioni, alle Asp, ai Comuni. Ed anche alla responsabilità ed un nuovo ruolo che si impone ai cittadini.

Al fine di concretizzare un progetto e una mole di risorse, quelle del Pnrr, davvero eccezionale. Pnrr, che su questo territorio significa il previsto ospedale di comunità, una struttura sanitaria di ricovero della rete di assistenza territoriale e svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero. Il il dottor Francesco Lucia, responsabile Hub Vaccinale dell’Asp di Catanzaro, ha, a proposito sottolineato, come “il Pnrr e, come a Girifalco, il futuro ospedale di comunità, è frutto di un nuovo tipo di progettazione che ha imposto a tutte le regioni, e sul territorio a tutte le Asp, tempi ristretti e soprattutto allineati, nel portare a compimento gli obiettivi del piano. L’Asp di Catanzaro, ha previsto una rete omogenea sul territorio di strutture sanitarie di prossimità per dare risposte ai nuovi bisogni dei cittadini di tutta la provincia”.

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