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Ergastolo ostativo, Ferro: “Nella guerra alla mafia l’aria è cambiata”

“Riscontro con grande amarezza che rispetto al contrasto alla mafia, nonostante gli sforzi enormi di magistratura e forze dell’ordine, nei palazzi del governo l’aria è cambiata. Sembra che non ci sia più la volontà politica di condurre con ogni mezzo una guerra costata il sacrificio di tanti servitori dello Stato e di vittime innocenti. Mentre i magistrati combattono lo Stato si sta arrendendo”. È quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, segretario della Commissione parlamentare antimafia. “La sentenza della Corte Costituzionale – continua – che demolisce un pilastro della nostra legislazione antimafia, l’ergastolo ostativo, sembra semplicemente voler legittimare quella che appare una resa dello Stato alla criminalità organizzata, proprio mentre si apprende la notizia della clamorosa decisione di collaborare con i magistrati di un boss del calibro di Nicolino Grande Aracri, considerato il “Buscetta” della ‘ndrangheta”.

“Un risultato straordinario”

“Un risultato straordinario ottenuto dalla Procura antimafia di Catanzaro – incalza il segretario della Commissione parlamentare antimafia –, che apre scenari enormi sotto il profilo investigativo, e che è stato possibile anche grazie a quella norma ispirata da Giovanni Falcone che nega i benefici penitenziari ai condannati per mafia che non collaborano con la giustizia. Cancellare l’ergastolo ostativo significa togliere ai magistrati uno strumento decisivo nella lotta alle organizzazioni mafiose, che non possono essere contrastate con la retorica sulla rieducazione dei boss, ma con una repressione forte e determinata.

Suona come una beffa che si faccia appello ai diritti costituzionali per chi ha dichiarato guerra allo Stato. È allora è vero che l’aria è cambiata – vale la pena ricordare la leggerezza con cui con la scusa del Covid sono stati scarcerati centinaia di mafiosi – e magari dopo l’ergastolo ostativo si tenterà di cancellare il carcere duro e alleggerire più in generale il regime carcerario. Sono le richieste contenute nel ‘papello’ di Totò Riina. Tra poco più di un mese – conclude Wanda Ferro – ricorrerà l’anniversario della strage di Capaci: si abbia il pudore di non offendere con vuote parole di commemorazione il sacrificio di Giovanni Falcone e di chi ha dato la vita al suo fianco”.

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