Espianto di pelle e furto di organi: i sospetti su Israele e la detenzione dei corpi palestinesi

L'Euro-Mediterranean human rights monitor ha chiesto una commissione d'inchiesta per verificare le denunce sul tema

Le autorità israeliane starebbero utilizzando i cadaveri dei palestinesi morti per creare una banca di pelle e, si sospetta, anche per il furto di organi. La questione è emersa dopo una serie di rapporti sull’argomento. L’Euro-Mediterranean human rights monitor ha chiesto la formazione di una commissione d’inchiesta internazionale indipendente sulla detenzione da parte dell’esercito israeliano dei corpi di decine di palestinesi uccisi durante la guerra nella Striscia di Gaza. Le informazioni sono di Euronews.

Conservazione di cadaveri

Conservazione di cadaveri

L’osservatorio ha documentato che l’esercito ha detenuto cadaveri del complesso medico Al-Shifa a Gaza, dell’ospedale indonesiano nel nord della Striscia e di altri cadaveri lungo il corridoio di evacuazione verso il centro e il sud della Striscia di Gaza, la strada principale di Salah al Din. Secondo l’Euro-Med monitor, l’esercito israeliano ha anche riaperto una fossa comune costruita più di dieci giorni fa in una delle piazze del complesso medico Al-Shifa per riesumare e detenere i corpi lì seppelliti. Il report ha sottolineato che mentre decine di corpi sono stati rilasciati consegnandoli al Comitato internazionale della Croce Rossa, che a sua volta li ha trasferiti nel sud della Striscia di Gaza per completare la sepoltura, l’esercito israeliano detiene ancora i corpi di decine di altre vittime.

La testimonianza dei medici di Gaza

L’Osservatorio euromediterraneo ha sollevato sospetti sul furto di organi, anche sulla base delle testimonianze dei medici di Gaza, che hanno condotto un rapido esame di alcuni corpi dopo il loro rilascio e hanno notato la mancanza di parti come la cornea, la coclea e altri organi vitali come fegato, reni e cuore.

L’indagine israeliana sulla banca della pelle

Una banca della pelle è un sistema per la conservazione di campioni di pelle di donatori utilizzati per innesti o trapianti. In un’inchiesta televisiva che suscitò polemiche in tutto il mondo nel 2014, il direttore della Israeli skin bank rivelò che le riserve israeliane di “pelle umana” ammontavano a 17 metri quadrati, un numero enorme se rapportato alla popolazione del Paese. L’inchiesta, trasmessa all’epoca dal canale israeliano Channel 10, comprendeva confessioni di funzionari di alto livello sul prelievo di organi dai corpi di palestinesi e di lavoratori africani morti e sul loro utilizzo per curare gli israeliani.

Una lunga storia di detenzione dei corpi dei palestinesi

L’osservatorio ha affermato che Israele ha una lunga storia di detenzione dei corpi dei palestinesi morti. Lo stato israeliano conserverebbe, secondo le denunce, i cadaveri di almeno 145 palestinesi in appositi frigoriferi, oltre ai circa 255 nel cosiddetto “cimitero dei numeri” – fosse comuni costruite da Israele – e ai corpi di 75 persone scomparse. Tel Aviv nega. Secondo l’Euro-Med monitor, le autorità israeliane hanno già rilasciato i cadaveri di morti palestinesi ai loro parenti in Cisgiordania, dopo un periodo di detenzione, a condizione che non vengano sottoposti ad autopsia, il che potrebbe nascondere il furto di alcuni organi.

Pratica sistematica e unica nel mondo

L’Osservatorio euromediterraneo ha sottolineato che Israele, che è l’unico paese che detiene cadaveri, pratica questa politica in maniera sistematica e, come dimostrato nel 2008 da un’inchiesta della Cnn, è il più grande centro mondiale per il commercio illegale di organi umani. Intanto Tel Aviv giustifica la politica di detenzione dei cadaveri solo come un “tentativo di mantenere la sicurezza”, ignorando le convenzioni e gli accordi internazionali che la vietano.

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