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Esplode il Covid a Malta, calabresi bloccate in un hotel senza assistenza: la testimonianza di una mamma

di Antonio Battaglia – Doveva essere un’esperienza – controllata e sicura – fuori dal nido di casa, ma si è rivelata un incubo la vacanza di alcune giovanissime calabresi a Malta, chiuse in hotel in condizioni a dir poco precarie. Nell’isola col più alto tasso al mondo di residenti completamente vaccinati e dove i nuovi casi erano scesi a zero qualche settimana fa, negli ultimi giorni c’è stato un drastico balzo dei contagi. Almeno 150 il numero dei giovani italiani in quarantena, con oltre 60 positivi, che stanno godendo dell’assistenza dei servizi consolari dell’Ambasciata d’Italia a Malta.

Il calvario di alcune giocatrici del Crotone Calcio

Tra i connazionali bloccati a Malta, che ora stanno trascorrendo la quarantena in albergo, ci sono anche alcune giocatrici della selezione femminile del Crotone Calcio. La fine della stagione sportiva, la gioia ritrovata di viaggiare in Europa e, soprattutto, divertirsi: dal vivo e senza videochiamate a far da barriera. Quasi tutte vaccinate, rigorosamente sottoposte a tampone molecolare prima di partire. La vacanza va come previsto per qualche giorno, poi inizia il calvario: “Improvvisamente due di loro, tra cui mia figlia, hanno iniziato a sentirsi male – afferma ai nostri microfoni una delle mamme– Già debilitate dai primi sintomi della malattia, sono state costrette a noleggiare un monopattino elettrico per recarsi in ospedale e avere un responso dal tampone rapido. Il risultato di quello molecolare, arrivato solo ieri, ha confermato la positività delle due ragazze”.

Oltre al danno, la beffa: quarantena a pagamento

Dunque, anche le altre due amiche che con loro condividevano una stanza quadrupla nell’hotel, nonostante la negatività al tampone, sono rimaste in quarantena a Malta. Al resto del gruppo che alloggiava in altre camere, proprio perché non considerato tra i contatti stretti, è stato concesso di far ritorno in Italia. Ma qui, a parere della donna, risiede l’anomalia: “Tutte le ragazze condividevano la stessa cucina e, per giunta, alcune di quelle rientrate in Italia avvertivano i sintomi tipici del Covid. Nonostante ciò, sono state lasciate libere di far ritorno a casa”.

Il suo pensiero è ora rivolto soprattutto alle quattro giovani rimaste bloccate a Malta, tra cui la figlia: “Sono state abbandonate in una stanza d’hotel angusta, con una sola finestra, senza alcuna assistenza”. Secondo le norme maltesi, inoltre, in caso di positività la quarantena è obbligatoria (e a pagamento) fino a un doppio tampone negativo: “Oltre al danno, la beffa di dover pagare 150 euro cadauno al giorno. Quasi quanto il costo totale della vacanza”. In soccorso delle ragazze è ora partita una raccolta fondi su WhatsApp avviata dagli amici più stretti, nella speranza che il governo maltese consideri l’eccezionalità della cosa e permetta i tamponi in anticipo rispetto ai 14 giorni richiesti, consentendo poi a chi risulta negativo di tornare al più presto a casa.

© Riproduzione riservata.

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