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Estorsione e droga, otto condanne in Appello

La facciata del Tribunale

Con sei condanne confermate e 2 ridotte si è concluso il processo di secondo grado per otto imputati coinvolti nell’inchiesta Latrocinium scattata l’11 febbraio 2014 e che portò all’epoca dei fatti a otto provvedimenti cautelari (sei in carcere, uno ai domiciliari e uno all’obbligo di dimora) emessi dal gip distrettuale su richiesta della Dda di Catanzaro. La Corte di appello, dopo l’annullamento con rinvio della Cassazione, ha lasciato inalterata la sentenza emessa dal gup Pietro Scuteri per Salvo Gregorio Mirarchi, 2 anni, 2 mesi e 2mila euro di multa; Salvatore Pannia, 4 anni e 1.300 euro di multa; Nicola Voci, 2 anni e 200 euro di multa; Vincenzo Maurizio Spadea,1 anno 9 mesi e 10 giorni e 350 euro; Salvatore Romeo 2 anni 10 mesi e 830 euro e Francesco Fiorentino 3 anni e 1.300 euro. I giudici di secondo grado hanno invece riformato la sentenza emessa dal gup con rito abbreviato per Valerio Paparazzo condannato a 1 anno, 4 mesi e 200 euro di multa (in primo grado 1 anno 9 mesi, 10 giorni e 350 euro) Pietro Catanzarisi, 2 anni, 5 mesi, 10 giorni e 1200 euro di multa (in primo grado 4 anni e 2 mesi di reclusione e 1.430 euro di multa).

Il blitz ha sgominato un gruppo criminale impegnato nella commissione di delitti contro il patrimonio (estorsioni, tentate estorsioni, furti, danneggiamenti), detenzione illegale di armi e munizioni, spaccio di stupefacenti, sfruttamento della prostituzione, truffe, nonchè ad acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e il controllo di attività commerciali, imprenditoriali e di procurare voti in occasione di consultazioni elettorali.

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