Estorsione a Zappia, processo sospeso per un imputato: “Deficit neurocognitivo”

di Mimmo Famularo – “Deficit neurocognitivo che incide sulla capacità del soggetto di stare coscientemente in giudizio”. Con questa motivazione, il gup distrettuale di Catanzaro, accogliendo la richiesta dell’avvocato Francesco Capria, ha sospeso il procedimento penale nei confronti di Giuseppe Cicerone, 89 anni di Nicotera, coinvolto nell’operazione “Maqlub” che ha fatto luce su un presunto giro di estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti del centro tirrenico vibonese. Un’inchiesta salita alla ribalta nazionale per la denuncia di Carmine Zappia, il coraggioso commerciante di Nicotera che si è ribellato ai suoi aguzzini rompendo il muro del silenzio in un territorio considerato un feudo del clan Mancuso. Un coraggio ripagato con il ritorno alla normalità rappresentato dalla riapertura del suo negozio, un tabacchino ubicato nel centro abitato di Nicotera. Un segnale di speranza a un mese esatto dall’inizio del processo contro i suoi presunti estorsori.

La perizia: “Incapace di stare in giudizio”

La perizia: “Incapace di stare in giudizio”

Il gup di Catanzaro aveva stralciato la posizione di Cicerone in attesa della perizia necessaria ad accertare le sue capacità di partecipare al processo. In seguito alla relazione presentata dal perito del Tribunale, il gup ha quindi optato per la sospensione rinviando tutto al 24 marzo del 2021 quando le condizioni dell’imputato saranno nuovamente valutate. Il processo, nel frattempo, andrà avanti. Per il momento il suo “deficit neurocognitivo” non gli permette di stare in giudizio. Se ne riparlerà tra sei mesi.

Processo diviso in due tronconi

Lo scorso 13 luglio era stata accolta quasi in toto la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Antonio De Bernardo che, con la supervisione del procuratore capo Nicola Gratteri, ha coordinato un’indagine lampo durata poche settimane e condotta dai carabinieri della Compagnia di Tropea. Sarà processato dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo con il rito ordinario il principale degli imputati, il boss Antonio Mancuso, 82 anni di Nicotera. Hanno scelto lo stesso rito anche Andrea Campisi, 38 anni di Nicotera, e Francesco D’Ambrosio, 40 anni di Nicotera. Prima udienza fissata per il prossimo 5 ottobre.  Hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato gli altri sette imputati che il 19 ottobre compariranno invece dinnanzi al gup distrettuale di Catanzaro. Si tratta di Alfonso Cicerone, 46 anni di Nicotera; Salvatore Comerci, 35 anni di Nicotera; Francesco D’Aloi, 20 anni di Preitoni di Nicotera; Rocco D’Amico, 39 anni di Preitoni di Nicotera; Salvatore Gurzì, 35 anni di Nicotera; Gabriele Gallone, 19 anni di Nicotera Marina; Giovanni Iermito, 23 anni di Comerconi di Nicotera.

Il collegio difensivo

Gli imputati sono difesi dai seguenti legali: Giuseppe Di Renzo, Francesco Capria, Antonio Barilari, Francesco Sabatino, Salvatore Campisi, Annamaria Modugno, Antonio Cosentino, Paride Scinica, Giuseppe Grande, Giuseppe Spinelli.

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