Europee, chi sale e chi scende in Calabria e a Catanzaro. Tutte le previsioni

di Danilo Colacino – L’attesa partita Salvini-Meloni, giocata anche in ‘un’estrema provincia dell’impero’ quale la Calabria o Catanzaro, può essere – anzi, quasi di sicuro, sarà – determinante per gli equilibri in Comune, in Provincia e seppur non in maniera immediata in Regione. Nel capoluogo, però, la calma apparente che regna a Palazzo De Nobili e al collegato Palazzo di Vetro è frutto solo di una pax temporanea. Un ‘cessate le armi’ indispensabile per capire cosa emergerà dal voto di domenica per il Parlamento di Bruxelles, evitando mosse avventate: mollare alleati che potrebbero restare tali o facendosi nuovi amici che in realtà seguiteranno a essere avversari. Un gran casotto, insomma. Che diventerà una sorta di Big Bang se a vincere dovesse essere la Giorgia nazionale.

Come cambia la politica! Appena un lustro fa, alle scorse Europee, Matteo Salvini ottenne solo 101 consensi a Catanzaro mentre la Meloni non è che fece poi molto meglio con le sue 500 preferenze. Adesso, invece, i due leader alla testa rispettivamente di Lega e Fratelli d’Italia ‘rischiano’ di essere i più votati anche nel capoluogo calabro. Di conseguenza ad avere in mano le leve del potere, pure in cima ai Tre Colli, saranno loro o, meglio, le varie emanazioni territoriali. Comunque sia, nelle disamine conteranno anche e soprattutto i consensi che ogni competitor otterrà, poiché partiti e correnti si misureranno proprio sulle preferenze dei singoli. Salvini e Meloni, dunque, con ogni probabilità si contenderanno il primato che nel 2014 fu del forzista – nel frattempo transitato in Fdi – Raffaele Fitto, ex ministro, il quale in riva allo Ionio toccò la ragguardevole quota 1.867. Ed ecco che se, malgrado le smentite di circostanza, il gruppo di Piero Aiello e Baldo Esposito si adopererà per il supporto alla Meloni (e quindi al ‘sodale’ Denis Domenico Nesci) ci sono ottime probabilità per la rampante Giorgia di essere la preferita dei catanzaresi. Un successo del deputato Wanda Ferro, un amaro stop dei colonnelli forzisti Mimmo Tallini e Sergio Abramo.

Come cambia la politica! Appena un lustro fa, alle scorse Europee, Matteo Salvini ottenne solo 101 consensi a Catanzaro mentre la Meloni non è che fece poi molto meglio con le sue 500 preferenze. Adesso, invece, i due leader alla testa rispettivamente di Lega e Fratelli d’Italia ‘rischiano’ di essere i più votati anche nel capoluogo calabro. Di conseguenza ad avere in mano le leve del potere, pure in cima ai Tre Colli, saranno loro o, meglio, le varie emanazioni territoriali. Comunque sia, nelle disamine conteranno anche e soprattutto i consensi che ogni competitor otterrà, poiché partiti e correnti si misureranno proprio sulle preferenze dei singoli. Salvini e Meloni, dunque, con ogni probabilità si contenderanno il primato che nel 2014 fu del forzista – nel frattempo transitato in Fdi – Raffaele Fitto, ex ministro, il quale in riva allo Ionio toccò la ragguardevole quota 1.867. Ed ecco che se, malgrado le smentite di circostanza, il gruppo di Piero Aiello e Baldo Esposito si adopererà per il supporto alla Meloni (e quindi al ‘sodale’ Denis Domenico Nesci) ci sono ottime probabilità per la rampante Giorgia di essere la preferita dei catanzaresi. Un successo del deputato Wanda Ferro, un amaro stop dei colonnelli forzisti Mimmo Tallini e Sergio Abramo.

L’altro scenario che però, gira e rigira, porta sempre nello stesso punto. E se invece, a sorpresa,  fosse Salvini il primatista? In quel caso si vedrà. Ma la certezza, allo stato, è che vinca Giorgina oppure Matteone un’affermazione diversa da quella del partito del Cav in città sconvolgerebbe, mettendoli in crisi, tutti gli equilibri al Comune e alla Provincia. In casa azzurra, del resto, ci sarà una dispersione di voti, anche se il calabrese Giuseppe Pedà – consigliere regionale in carica e già sindaco di Gioia Tauro – dovrebbe essere il primo, addirittura più votato del presidente Silvio Berlusconi. Tra i candidati forzisti, viceversa, dovrebbero cavarsela bene pure Lorenzo Cesa (sostenuto a quanto pare anche dal sindaco Abramo e dai suoi fedelissimi oltreché dai ‘cocci rimasti’ del vecchio prezioso vaso Udc) e gli uscenti Aldo Patriciello e Fulvio Martusciello in un centrodestra nel suo complesso comunque forte.

E il resto: il panorama che va dall’M5S al Pd come si profilerà giorno 27? Tra i Cinquestelle il maggiore vento nelle vele lo avrà di sicuro Laura Ferrara, di immediato ritorno quindi nell’assemblea ospitata dalla capitale belga, che nel 2014 fece registrare la ragguardevole cifra di 1.397 voti. Potrebbe allora anche teoricamente essere lei, pur contro i pronostici, la più amata dagli elettori del capoluogo. E i democrat? Lasciati per ultimi, essendo in via di estinzione come abbiamo detto ieri, in città hanno perso ogni riferimento istituzionale (ormai di fatto persino privi di un consigliere regionale o comunale che sia uno). Eppure, grazie al boom di Matteo Renzi, sono reduci dal 35% di 5 anni fa con i 1.743 consensi del cosentino Mario Maiolo e i 1.549 della capolista Pina Picierno. Arduo invece fare previsioni oggi, ma di certo non sfigureranno l’ex Pna Franco Roberti e il capo dell’ente intermedio di Cosenza Franco Iacucci.

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