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Ex Villaggio Valtur abbandonato, l’appello agli aspiranti governatori della Regione Calabria

Un’attenzione speciale, un impegno concreto per salvare un gioiello paesaggistico e architettonico della costa tirrenica calabrese e impedire altre mire dell’economia criminale innescando un nuovo sviluppo virtuoso con un turismo ecosostenibile. È la richiesta rivolta ai candidati alla presidenza della Regione Calabria, Amalia Bruni, Luigi De Magistris, Roberto Occhiuto e Mario Oliverio, nell’appello promosso dall’Associazione Pietro Porcinai APS Onlus per denunciare lo stato di degrado nel quale si trova l’ex Villaggio Valtur di Nicotera Marina nel Vibonese, concepito e realizzato mezzo secolo fa dal geniale paesaggista fiorentino e ormai da un decennio lasciato all’incuria e all’abbandono.

La raccolta firme

“Sono già numerose – fa sapere l’associazione – le firme raccolte, tra personalità della cultura, dell’arte e delle professioni, sul piano nazionale e nel territorio più direttamente interessato all’opera di risanamento e recupero. I futuri vertici istituzionali e politici calabresi vengono perciò chiamati a prendere piena consapevolezza del valore di quel luogo, dei forti rischi speculativi esistenti e delle grandi opportunità di lavoro che la difesa e la valorizzazione di un patrimonio naturale unico possono invece suscitare. Spetta ai candidati presidenti, e alle liste che li sostengono – si sottolinea – il compito di costruire un progetto e un’azione di governo coerente, efficace e lungimirante, coinvolgendo le energie migliori della società regionale”. Nel testo dell’appello si legge che “inizialmente Club Méditerranée, in seguito Villaggio Valtur, per quarant’anni assicura agli ospiti un soggiorno di qualità e l’immersione nelle bellezze naturali e nel patrimonio culturale di una terra in gran parte incontaminata. Grazie a questa intensa attività, si determinano effetti positivi anche sul tessuto economico: a metà anni ’70 il complesso dà lavoro a 550 persone (300 della comunità locale) e si contano fino a 1200 posti letto, sfiorando le centomila presenze annue. La proprietà passa nel 2006 alla Prelios, società di gestione e servizi immobiliari ex Pirelli Real Estate, ma la preziosa pineta è demaniale. Nel 2011 – si ricorda – il complesso chiude i battenti: manutenzioni interrotte, deterioramento degli edifici e delle attrezzature, incendi, danni alla vegetazione non più mantenuta. Un vulnus arrecato non solo al territorio di Nicotera che in quel villaggio si identificava, ma all’intero patrimonio culturale italiano”.

La battaglia per salvare il Villaggio

Era il 2016 quando l’Associazione Porcinai avviava lo studio di un sito che anticipava l’idea di turismo ecosostenibile e chiedeva al Ministero della Cultura di riconoscerne il particolare interesse paesaggistico e architettonico, cosa che non tardò ad arrivare con il decreto ministeriale n. 186/2019. “Ma la battaglia per salvare il villaggio e il suo habitat – scrive l’associazione – è ancora aperta. In sintonia con il Piano Strategico del Turismo nazionale e con il Green New Deal europeo, per la comunità locale e il turismo calabrese, il recupero dell’area sarebbe un volano significativo per creare occupazione in diversi comparti e un argine ai pervasivi circuiti della criminalità organizzata. Un aspetto – si sottolinea – assai delicato in un territorio che in passato ha visto per tre volte in un decennio lo scioglimento del consiglio comunale di Nicotera. La ‘ndrangheta infatti –è la denuncia – come ha documentato il processo Rinascita-Scott, nonché Report, Presa Diretta, Tutta la città ne parla, Sole 24 Ore, L’Espresso, si è attivata per accaparrarsi l’ex Valtur a prezzi stracciati e per rivenderlo con la promessa di forti speculazioni edilizie che ne minerebbero l’integrità”.

© Riproduzione riservata.

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