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Falcomatà ipoteca il bis: “Ci si concentri sui problemi, non sugli attacchi a me”

«Come mi giudico? Debbono farlo i cittadini. Certo, ci sono sei anni d’esperienza in più, maturati affondando le mani nei tanti problemi di Reggio Calabria e realizzando non solo tante opere pubbliche che erano ferme, ma pure la totale riorganizzazione dei servizi e creando oltre mille posti di lavoro». L’ha detto ieri sera il sindaco Giuseppe Falcomatà, ricandidato in vista delle Comunali del 20 e 21 settembre, in diretta web sul portale Internet CityNow.

«Un “secondo tempo” serve – ha spiegato Falcomatà, sulla probabilità di conquistare il secondo mandato – per portare a termine le cose iniziate e che oggi i cittadini vedono, percepiscono solo fino a un certo punto. E poi si può migliorare in tante cose: sui rifiuti, al netto della crisi creata ad arte col blocco regionale del conferimento in discarica per oltri due mesi, è chiaro che alcuni correttivi alla raccolta differenziata vanno apportati. E visto che il sistema sarà internalizzato, diventando completamente pubblico in quanto affidato alla società in house Castore, all’interno del suo Piano industriale delineeremo un sistema di raccolta “porta a porta” misto: visto che in alcune zone della città non funziona, lì realizzeremo isole ecologiche, mantenendo il “porta a porta avanzato” nelle altre aree di Reggio Calabria».

Ma dal punto di vista politico-elettorale, come si pone Giuseppe Falcomatà rispetto ai competitor che ci sono e, perché no?, rispetto a quelli che, come nel caso del candidato del centrodestra, ancòra non ci sono? «La partecipazione in prima persona è sempre una ricchezza – la prende larga il primo cittadino in carica –. Come  mi aspetto la campagna elettorale? Diciamo che la vorrei serena ma intensa, animata da passione politica, incentrata sui problemi della città e sui modi d’affrontarli e non sull’insulto o comunque sull’attacco personale. Immagino un confronto maturo “nel merito” delle cose». Non lo sconvolge l’idea che davvero possa essere raccolta la proposta di Cinquestelle di unificare gli sforzi dei candidati a lui alternativi: «Dal confronto possono nascere solo cose positive, a mio avviso – così Falcomatà –. Del resto, con vari soggetti civici che fino allo scorso anno avrebbero inteso intraprendere percorsi autonomi, noi stessi abbiamo dialogato ritrovandoci sulle cose da fare. Il candidato del centrodestra? In questa diatriba non entro, abbiamo già tanto da fare noi, sotto il profilo politico ma anche sotto il profilo amministrativo».

Sullo sfondo, resta quel malefico sondaggio Poll Governance dell’agenzia Noto per Il Sole-24 Ore che solo pochi giorni fa l’ha relegato al 101esimo posto su 105 sindaci d’Italia per gradimento degli amministrati. «Noi siamo stati un’Amministrazione che ha provato costantemente a essere “su strada” e non chiuso dentro il Palazzo, anche se purtroppo a volte devi farlo. Il cittadino reggino “vuol essere parlato”, diceva Corrado Alvaro: ed è vero. D’altra parte, confrontarsi coi cittadini è anche l’unico modo in cui io so fare il sindaco: se la fiducia da parte dei cittadini è poca o molta, lo vedremo fra due mesi alle urne… Da buon reggino, poi, sono sufficientemente scaramantico per dire che va benissimo così: nella stessa classifica del quotidiano economico a poche settimane dalle Comunali di Torino il sindaco uscente Piero Fassino era primo assoluto con oltre il 70% di fiducia da parte della cittadinanza torinese, salvo poi perdere miseramente a favore di Chiara Appendino».

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