Fallisce il primo tour operator tedesco, l’allarme degli albergatori di Tropea: effetti negativi su turismo calabrese

Con il crack finanziario che ha colpito Fti Touristik vanno in fumo 11 milioni di euro di investimenti per rafforzare la presenza turistica sulla costa vibonese

Fallisce FTI Touristik, secondo tour operator tedesco e terzo in Europa. Una notizia che riguarda anche la Calabria. Il crack finanziario riguarda infatti un gruppo molto importante che ingloba diversi altri marchi del settore viaggi e soggiorni balneari in tutto il mondo, che è proprietario di 50 hotel in 8 Paesi e che è referente anche dell’universo Meeting Point (MP) Hotels con un totale di circa 50 strutture ricettive, la cui sede italiana è stata fondata nel 2013 a Tropea.

E’ il primo tour operator tedesco

E’ il primo tour operator tedesco

Il sindaco sospeso della Perla del Tirreno, il cui consiglio comunale è stato sciolto nelle scorse settimane per infiltrazioni mafiose, spiega perché il fallimento di questo tour operator rischia di avere effetti negativi sul turismo calabrese: “Per essere ancora più chiari e per quanti oggi parlano a vanvera di destagionalizzazione, stiamo parlando – sottolinea Nino Macrì – del primo tour operator tedesco con voli charter dalla Germania verso la nostra regione allargando per la prima volta, la stagione turistica da primavera ad autunno. Insomma, ci riferiamo ad un gigante che da sempre è collegato a doppio filo anche con l’Hotel Rocca Nettuno di Tropea, tra i primi, pionieristici e consolidati investimenti turistici di successo in Calabria, un pilastro della storia turistica di questa destinazione e non solo”.

In fumo 11 milioni di investimenti su Tropea

I contraccolpi si registrano un pò in tutta Europa. I ministri del Turismo di diversi Paesi, ad esempio Spagna e Grecia, hanno rilasciato negli ultimi giorni dichiarazioni di fatto preoccupate per la sorte non solo ed anzitutto occupazionale di quanti vi lavorano e di tutta la filiera, ma anche e soprattutto di tutti gli investimenti locali direttamente ed indirettamente connessi. “Esattamente come per Tropea e per la Costa degli Dei verso le quali l’anno scorso – ricorda Macrì – FTI annunciava investimenti di 11 milioni di euro per rafforzare la sua presenza. Eppure – spiega Giovanni Macrì – in Italia e soprattutto in Calabria, politica ed istituzioni sembrano non essere minimamente toccate ed interessate dalla crisi che invece potrebbe derivarne, che potrebbe colpire seriamente tutti i risultati enormi costruiti fino ad oggi in questa parte della regione e che sono da anni in netta controtendenza con i numeri negativi che si continuano a leggere sul turismo in Calabria. Una crisi che deve essere governata con urgenza”.

L’allarme dell’associazione degli albergatori

Il crollo di FTI, 11mila dipendenti, terza compagnia di viaggi in Europa, leader in Germania da 25 anni per i viaggi in Calabria è a tutti gli effetti una di quelle emergenze internazionali e locali che sta allarmando gli albergatori di tutta Italia e anche della Calabria. Preoccupazioni sono state espresse nei giorni scorsi anche dall’Asalt, l’associazione degli albergatori di Tropea: “E’ evidente e più che prevedibile che gli effetti a catena di questo fallimento si riverbereranno – dice Macrì – su tutto ciò che è stato già programmato ed investito per questa stagione estiva ed autunnale nella nostra regione. Così come è facilmente deducibile che le conseguenze ancora più gravi saranno avvertite e subite da quelle località che, da destinazioni storicamente privilegiate dalle politiche turistico-industriali di quel colosso oggi in crisi, risultano di fatto ancora impreparate a quella differenziazione dei target ed a quel trend internazionale del turismo esperienziale (più redditizio e con maggiori capacità di spesa di altri turismi, sicuramente di quello balneare), distinto e diverso da quello dei resort e sul quale la Calabria in generale ancora non risulta per nulla allineata”. Tutto il settore alberghiero e della ricettività rischia quindi conseguenze enormi, se non gestite per tempo. Così come effetti negativi avranno anche i comuni, rientranti di diritto nella filiera turistica interessata da questa crisi. “Si intervenga prima che sia troppo tardi. Ci si confronti – evidenzia Macrì – con tutta la rete degli attori ed operatori dell’industria turistica. Si valuti, si agisca e vengano messe in campo dalla politica e dalle istituzioni le soluzioni praticabili e possibili per governare con visione una crisi che potrebbe trasformarsi però in una opportunità epocale per il management dei turismi nei prossimi mesi ed anni per la destinazione Calabria”.

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