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Falsa cieca a Catanzaro, il patto con il medico e i nuovi scenari investigativi (NOMI)

di Gabriella Passariello- Un’invalidità civile ottenuta sulla base di una cecità assoluta, eppure lei era in grado di camminare autonomamente, senza alcun accompagnatore, capace di percepire gli ostacoli, salire e scendere dai veicoli, aprire con le chiavi il portone di casa, vedere le persone. Anna Maria De Fazio, 74 anni, di Catanzaro, beneficiaria del sussidio, indagata per truffa aggravata in concorso con Marco Scicchitano, 56 anni, di Catanzaro, medico di categoria, componente della commissione di valutazione Inps per il riconoscimento dell’invalidità civile alla donna, secondo le ipotesi del sostituto procuratore Irene Crea, con raggiri avrebbe tratto in errore gli altri componenti della commissione, procurando alla 74enne ingiusti guadagni ai danni della Pubblica amministrazione.

“Il patto tra il medico e la paziente”

In particolare De Fazio, pur in assenza dei requisiti patologici, avrebbe proposto domanda per il riconoscimento del “beneficio” per cecità assoluta. Come? A fronte di una documentazione medica allegata alla domanda attestante una diminuzione della visibilità al solo occhio destro, alla seduta della commissione medica Inps, aveva riferito un grave abbassamento della vista ad entrambi gli occhi. Condizione falsamente confermata da Marco Schicchitano, medico specialista oftalmico in commissione, che l’avrebbe visitata direttamente, ingannando il restante personale medico componente l’equipe Inps di valutazione, attribuendo alla donna un’indennità di accompagnamento mensile di 915,18 euro e l’assegno sociale di 305,56 euro per un totale di 1.220,74 mensili, beffando l’Inps. Soldi regolarmente percepiti dal 2005 fino a qualche giorno fa, quando i carabinieri le hanno notificato un decreto di sequestro preventivo di 206.305,76, somma corrispondente alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (LEGGI QUI).

“Mi sono affrettata a scendere al piano inferiore”

Un’inchiesta scattata il 4 maggio 2018 in seguito ad una segnalazione dei carabinieri della Stazione di Catanzaro Lido, che avevano denunciato in Procura come la donna deambulasse regolarmente senza alcun aiuto, nonostante lo stato di cecità accertata. Ma c’erano stati dei precedenti: un litigio tra l’indagata e un vicino, che aveva richiesto l’intervento degli agenti della Polizia, un acceso diverbio, a seguito del quale il vicino ha sporto querela, denunciando l’aggressione verbale subita dalla donna, avvenuta a dire del querelante, proprio nel momento in cui la stessa lo aveva visto. E c’era stata anche una precedente querela della De Fazio, datata novembre 2014, dove la stessa aveva attestato fatti incompatibili con la cecità assoluta, dichiarando testualmente: “Mi sono affrettata a scendere al piano inferiore ed ho visto qualcosa battere contro il vetro … ho aperto la porta e mi sono ritrovata una sedia addosso… a compiere questi gesti di violenza è stata la signora… accompagnata da due uomini…”. Inoltre in quell’occasione le Forze dell’ordine verbalizzanti non avevano dato atto di alcun impedimento visivo riscontrato in sede di querela.

“Leggeva, firmava e faceva uso del cellulare”

Le indagini sono proseguite con attività di osservazione  e pedinamenti da parte dei carabinieri e il 17 aprile 2018 nell’ufficio del comandante della Stazione dei carabinieri di Catanzaro lido, De Fazio interloquiva con i presenti, dirigendo lo sguardo verso gli interlocutori, leggeva, firmava e faceva uso del cellulare, dopo aver indossato occhiali da vista reperiti agevolmente tra i propri oggetti personali. E’ stata poi acquisita  l’intera documentazione sull’attribuzione del sussidio per invalidità civile dalla quale è emerso che il 16 agosto 2005 la 74enne aveva presentato all’Inps domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile per cecità e sordità, allegando un certificato medico nel quale veniva acclarata la diminuzione della vista al solo occhio destro. Il 12 settembre 2005, nel corso della seduta della commissione di valutazione, l’indagata avrebbe attestato un grave abbassamento della vista da entrambi gli occhi, confermata dalla visita specialistica, la cui diagnosi è stata di “retinopatia diabetica proliferante” e la De Fazio è stata riconosciuta come cieca assoluta. In quella commissione c’erano quattro medici, tra cui proprio Schicchitano. Ma quella del 16 agosto 2005 non era la prima domanda avanzata dalla donna per ottenere il sussidio. Due mesi prima, il 27 maggio 2005 avrebbe proposto un’altra domanda di invalidità civile e il 6 luglio 2005 aveva ottenuto dalla commissione esaminatrice il riconoscimento della  invalidità civile per cecità parziale. In questa circostanza la commissione medica era composta dagli stessi sanitari presenti alla seduta del 12 settembre 2005, fatta eccezione per lo specialista in Oftalmologia Marco Scicchitano. “Per la Procura, la ravvicinata presentazione di due differenti domande, l’omogeneità della commissione medica di valutazione ad eccezione del solo Scicchitano e la falsità di quanto attestato in sede di visita specialistica nel corso della seduta de 12 settembre 2005, rivelano l’accordo tra medico e paziente per l’attribuzione indebita del sussidio Inps”.

L’inchiesta continua

E se per il gip firmatario del decreto di sequestro non esiste alcun dubbio sul fatto che la donna non sia mai stata affetta da patologie invalidanti connotate da una gravità tale da giustificare la domanda e il riconoscimento dello stato di ciecità assoluta, avendo dimostrato di utilizzare la propria vista finanche per leggere e firmare dei documenti, tuttavia non esistono elementi sufficienti per parlare di accordo tra i due indagati. Per il gip non si può escludere come lettura alternativa che De Fazio avesse tratto in inganno lo specialista. Proprio per questo il giudice ha disposto nei confronti della sola  Maria Anna De Fazio il sequestro preventivo della somma di 206.305, 76, mentre non ha accolto la richiesta della Procura, di procedere, in caso di incapienza del patrimonio monetario della donna, al sequestro del valore dei beni anche di Marco Scicchitano, rispetto al quale il giudice per le indagini preliminari ha disposto ulteriori accertamenti.  Si delineano quindi nuovi scenari investigativi per stabilire se sussistono responsabilità da parte di altri professionisti, che potrebbero a vario titolo essere coinvolti nella vicenda.

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