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False assunzioni per ottenere indennità dall’Inps, gli uomini del clan e i favori al direttore di banca

di Gabriella Passariello- Farlocche assunzioni di lavoratori per ottenere dall’Inps l’indennità per malattia o di disoccupazione in caso di licenziamento attraverso un’associazione a delinquere di cui facevano parte alcuni esponenti della cosca Trapasso. E’ quanto emerge dalle carte del decreto vergato dal gip distrettuale Pietro Carè, che ha portato gli uomini della Finanza a notificare un sequestro preventivo di settecentocinquantamila euro e un avviso di garanzia per 168 indagati (LEGGI). Un’associazione finalizzata alle truffe realizzate con un falso reclutamento di personale nelle società della famiglia Trapasso, controllate e gestite in particolare da Pierpaolo Caloiro, considerato uomo di fiducia del clan, con il compito di gestire insieme all’imprenditore Antonio Gallo i villaggi turistici Sun Beach di Squillace e Riviera del Sole di Cropani Marina e nello stesso tempo con il preciso mandato di costituire società comunque riconducibili al clan, intestate di volta in volta a prestanome, spostando capitali da un’azienda ad un’altra. Un ruolo, che secondo le ipotesi di accusa, Caloiro non svolgeva da solo, avvalendosi anche della cooperazione di alcuni funzionari di banca “infedeli”, quali Maurizio Paviera e Giovanni Mancuso della filiale Unicredit di Germaneto, “completamente assoggettati- scrive il gip nel decreto- al volere della cosca in cambio di favori”.

I favori al direttore di banca

Le stesse società erano delle vere e proprie scatole vuote, utilizzate per operare assunzioni fittizie di lavoratori, formalmente destinati ad essere impiegati nei villaggi turistici oppure in aziende agricole, assunzioni di cui beneficiavano tanto i familiari degli affiliati quanto persone gravitanti sul territorio. A usufruire di questo reclutamento di personale Maurizio Paviera, direttore della filiale Unicredit di Germaneto, “completamente piegato al clan Trapasso, prestandosi stabilmente ad aiutare Caloiro nel movimento di capitali, dando consigli sulle operazioni da compiere e omettendo soprattutto di segnalare le operazioni sospette”. Di particolare rilievo per gli inquirenti è la conversazione scambiata il 12 ottobre 2014 tra Caloiro e Paviera nel corso della quale l’imprenditore spiega al direttore il meccanismo della truffa all’Inps in relazione all’assunzione del nipote di questo ultimo: “si però, lavorando da marzo ad ottobre lui poi prende otto mesi la disoccupazione… e prende lo stesso stipendio di… ed in più si va a fare qualche lavoretto in nero… poi arriva di nuovo aprile che ancora gli stanno pagando la disoccupazione ed è nuovamente assunto regolarmente”. In breve a Paviera, che per il nipote vorrebbe un’assunzione a tempo indeterminato e non stagionale, Caloiro risponde che lavorando da marzo ad ottobre si accaparrerebbe l’indennità di disoccupazione, potendo al contempo continuare a lavorare in nero. I successivi accertamenti eseguiti in banca dati interforze hanno consentito di acquisire il dato dall’archivio Inps dell’assunzione nella ditta “Iaquinta Domenico”, riconducibile a Piepaolo Caloiro di Maria Grazia Paviera, sorella del direttore, di Francesco Gentile, nipote del direttore e di Alessia Venturella nipote acquisita del direttore.

Trapasso e la gestione del Sun Beach di Squillace Lido

Un ruolo di primo piano all’interno dell’’associazione era rivestito da Tommaso Trapasso già condannato in primo grado, con rito abbreviato a 18 anni di reclusione nell’operazione Borderland. Questi in più di un’occasione impartiva direttive sulle assunzioni e sui licenziamenti da compiere dimostrando di avere un potere decisionale superiore rispetto a quello di Caloiro, in forza della sua appartenenza alla famiglia Trapasso e del ruolo di vertice occupato all’interno della cosca. Un dato questo che si evince in una conversazione tra Tommaso Trapasso e la collaboratrice di Caloiro, Stefania Ferro, avvenuta in prossimità della chiusura della stagione del villaggio Sun Beach di Squillace Lido, nel corso della quale Trapasso le chiedeva la documentazione sulla gestione del villaggio e quest’ultima lo tranquillizzava: “No scusami tu… non ti preoccupare, ti volevo dire… ti avevo chiamato per dirti che io avevo sistemato quelle cose… ho avuto un casino perché sto sistemando le buste paga, ho dovuto fare la contabilità del villaggio … Sun Beach”. Ferro, in sostanza è colei che in concreto si occupa di verificare le posizioni dei singoli lavoratori fittizi avvertendo di volta in volta i suoi capi sul raggiungimento dei requisiti necessari per ottenere l’indennità di disoccupazione.

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